Sblocca Italia, le proposte del Consiglio nazionale architetti | Architetto.info

Sblocca Italia, le proposte del Consiglio nazionale architetti

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Il 29 settembre, nell’audizione presso la commissione Ambiente della Camera, il Consiglio nazionale degli architetti, paesaggisti, pianificatori e conservatori (Cnappc) e il Consiglio nazionale ingegneri (Cni), riuniti nella Rete delle professioni tecniche, hanno presentato le proprie osservazioni ed emendamenti al dl n. 133, 12 settembre 2014, lo “Sblocca Italia”.

Il decreto deve essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cioè entro il 12 novembre 2014; ha per oggetto “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”.

Il documento degli Ordini appare ben strutturato e gli emendamenti proposti agli articoli 3, 6, 9, 17 appaiono complessivamente utili e ben motivati. Non resta che sperare nell’attenzione del Parlamento ad un contributo qualificato e che vede tutte le professioni tecniche concordi.

Di seguito viene data sintetica informazione su alcuni aspetti degli emendamenti proposti dagli Ordini.

Incarichi per lavori pubblici. Dopo l’articolo 3 del decreto legge, che stabilisce misure per sbloccare opere urgenti e cantierabili, gli Ordini propongono l’articolo 3bis, volto a implementare la libera concorrenza negli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria. Infatti l’articolo 263 del dpr 207/2010, stabilendo i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi che i professionisti devono dimostrare di possedere al fine di partecipare alle gare per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria, “costituisce un elemento di chiusura del mercato dei lavori pubblici ai giovani e, in generale, ai professionisti che non siano titolari di uno studio di dimensioni notevoli, in grado di garantire adeguato fatturato e un notevole numero di dipendenti. Tale chiusura assume oggi dimensioni allarmanti nel momento in cui la crisi economica, che ha particolarmente colpito il settore dei lavori pubblici, negli ultimi anni ha di fatto impedito alla stragrande maggioranza di professionisti di conseguire o anche di conservare il possesso di tali requisiti”. Pertanto l’emendamento degli Ordini ridurrebbe i requisiti prescritti dall’articolo 263 del dpr 207/2010, stabilendo, tra l’altro, che il fatturato globale possa essere considerato quello degli ultimi 7 anni, invece degli attuali 5 anni.

Sicurezza degli edifici scolastici. L’articolo 9 del decreto legge prevede che per interventi urgenti possano essere fatte gare con procedura negoziata, senza pubblicazione di bando. Per importi fino alla soglia comunitaria, è prevista la possibilità di invitare solo 3 operatori e per i soli lavori di messa in sicurezza degli edifici scolastici, l’affidamento diretto da parte del rup per importi fino a 200.000 euro. Tali misure sono fortemente limitatrici della concorrenza, pertanto gli Ordini chiedono la soppressione dell’intero articolo. In subordine chiedono l’applicazione di procedura ristretta semplificata, con sorteggio di un numero congruo di operatori (ad esempio 20), adeguatamente qualificati, iscritti in elenchi istituiti presso soggetti istituzionali.

Semplificazioni in materia edilizia. L’articolo 17 comporta molte importanti modifiche al Testo Unico dell’edilizia, dpr 380/2001. Si sintetizzano solo alcuni degli emendamenti proposti dai Consigli nazionali degli Ordini.

Cila senza progetto. L’articolo 17, comma 1, lettera c, punto 4, cancella per la manutenzione straordinaria l’obbligo della presentazione dell’elaborato progettuale in allegato alla comunicazione d’inizio lavori asseverata. Con un emendamento gli Ordini chiedono di reintrodurre l’obbligo del progetto.

Cambi di destinazione d’uso, articolo 17, comma 1, lettera n. Un emendamento chiede che venga introdotta la categoria degli uffici professionali da affiancare a quella residenziale, e quella degli usi artigianali da affiancare a quella commerciale.


Le proposte da inserire nel decreto legge

Importante parte del documento degli Ordini sono gli articoli 17 bis, ter, quater, quinquies e sexies, che affrontano temi non trattati nel decreto legge. Quindi non costituiscono emendamenti ad articoli ma sono organiche proposte di legge, da inserire del dl.

Regolamento unico edilizio. Gli Ordini chiedono, con l’articolo 17 bis, che venga rispettata la promessa fatta dal Governo, ma non mantenuta nel dl, di definire un Regolamento edilizio unico valido per tutti gli 8.000 comuni italiani.

Semplificazioni in materia sismica. Gli Ordini partono dalla considerazione che attualmente anche il progetto di un muretto spesso 20 cm richiede l’autorizzazione regionale e propongono, con l’articolo 17 ter, di tradurre in legge l’accordo delle Regioni e del Ministero delle Infrastrutture, in conferenza unificata e approvato dal Governo il 5 dicembre 2013, secondo il quale l’autorizzazione in materia sismica occorrerebbe solo per le costruzioni più rilevanti per la pubblica incolumità nell’ambito delle nuove costruzioni e degli ampliamenti. Gli interventi più semplici potrebbero invece essere realizzati subito dopo il deposito del progetto, asseverato da un tecnico abilitato, presso lo sportello unico del Comune.

Infine gli Ordini propongono di inserire nel dl i nuovi articoli 17 quater, 17 quinquies e 17 sexies aventi per oggetto la semplificazione della normazione tecnica, l’annullabilità del procedimento e il riuso e la rigenerazione urbana.

Un’informazione ampia delle innovazioni introdotte dallo Sblocca Italia alla normativa edilizia potrà essere data solo dopo la conversione in legge, visto che è probabile che nel corso dell’iter parlamentare saranno apportate molte variazioni al testo iniziale.

L’autore


Enrico Milone

Architetto, laureato a Napoli nel 1958, inizia nel 1959 un’attività che, accanto a progetti edilizi e urbanistici (tra cui la sede degli uffici Inps a Terni e due torri del comprensorio di Tor Bella Monaca, di cui segue il coordinamento architettonico insieme a studio Passarelli e Alessandro Calza Bini), vede la partecipazione attiva alla vita culturale e professionale locale, nazionale e internazionale. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma dal 1975, tra il 1980 e 1985 ne è presidente. Nel 1986 entra a fare parte del Cna e nel 1993 diventa tesoriere dell’Uia. Grande esperto di questioni legate alla professione e al suo esercizio, è docente in numerosi corsi di aggiornamento per tecnici e nel 2001 diventa professore a contratto alle facoltà Roma Tre e Valle Giulia. A partire dalla fine degli anni ottanta inizia l’attività di pubblicista: è autore, tra l’altro, di Architetto. Manuale per la professione (Dei, 1989), del Nuovo Manuale dei capitolati (Mancosu, 2004) e del Manuale per la professione architetto-ingegnere (Mancosu, 2008) e cura rubriche per L’architettura. Cronache e storia, L’architetto Italiano e L’ingegnere.

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