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Servizi architettura e ingegneria, gli architetti apprezzano le linee guida Anac

Giudizio positivo da parte del Cnappc sulle linee guida Anac per i servizi di architettura e ingegneria, primo degli undici documenti di attuazione ad approdare al traguardo. Ma si chiede ancora l'intervento sul decreto parametri

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Positivo il giudizio del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sulle Linee Guida dell’Anac sui servizi di architettura e ingegneria, la prima tra le undici Linee Guida di attuazione ad essere arrivata definitivamente al traguardo dopo il passaggio in Consiglio di Stato e l’esame delle Commissioni parlamentari competenti.

Per Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale “vengono superate una parte delle criticità che il Consiglio Nazionale degli Architetti, unitamente alla Rete delle Professioni tecniche, aveva – sin da subito – rilevato a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti. Per superare altre criticità sarà necessario invece un decreto correttivo del nuovo Codice.”

Scarica qui le linee guida complete dell’Anac

“Le Linee Guida Anac appena approvate, recependo buona parte delle nostre proposte, tracciano un percorso per riaprire il mercato dei lavori pubblici ai giovani e per garantire maggiore trasparenza negli appalti. Percorso che è necessario proseguire con forza e convinzione per non tagliare fuori dal mercato i professionisti che non hanno avuto l’opportunità di lavorare negli ultimi anni. Adesso ci aspettiamo, dal Governo, segnali positivi per ripristinare regole certe e trasparenza nella determinazione dell’importo posto a base di gara e per la scelta delle procedure di affidamento da adottare”.

“A questo proposto – sottolinea ancora La Mendola – confidiamo nella disponibilità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad intervenire per fare chiarezza e sciogliere i nodi circa l’obbligatorietà dell’utilizzo del Decreto Parametri, assolutamente indispensabile per scongiurare il rischio che le stazioni appaltanti possano sottostimare l’importo dei compensi da porre a base di gara ed affidare conseguentemente servizi, come la progettazione, con procedure errate scegliendo, ad esempio, l’affidamento diretto anziché una procedura aperta, in violazione ai più elementari principi di trasparenza.”

“Apprezziamo, inoltre – conclude – la disponibilità manifestata sempre dal MIT per il superamento delle difficoltà che ancora oggi impediscono la concreta valorizzazione dei concorsi quale strumento ideale per selezionare i migliori progetti e per affidare le fasi successive della progettazione al vincitore dello stesso concorso.”

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