Servizi di ingegneria e architettura: ecco la Guida del Cnappc alla redazione dei bandi | Architetto.info

Servizi di ingegneria e architettura: ecco la Guida del Cnappc alla redazione dei bandi

Il Cnappc presenta la Guida alla redazione dei bandi per gli affidamenti dei Servizi di Architettura e Ingegneria, alla quale sono allegati schemi che le stazioni appaltanti potranno utilizzare in relazione alle varie tipologie di affidamenti

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Arriva la Guida alla redazione dei bandi per gli affidamenti dei Servizi di Architettura e Ingegneria, alla quale sono allegati gli schemi degli stessi bandi che le stazioni appaltanti potranno utilizzare in relazione alle varie tipologie di affidamenti, nel rispetto del nuovo Codice dei contratti e delle Linee Guida emanate dall’ANAC. La guida è stata redatta dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e presentata in una conferenza il 24 marzo 2017.

La guida riserva particolare attenzione ai bandi per i concorsi di progettazione, che le amministrazioni aggiudicatrici potranno adottare utilizzando un’apposita piattaforma informatica che il CNAPPC metterà gratuitamente a disposizione delle stazioni appaltanti che intendano bandire concorsi per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria.

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L’obiettivo prioritario – spiega Rino La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale e coordinatore del dipartimento Lavori Pubblici – è quello di promuovere la procedura del concorso quale strumento ideale per selezionare il miglior progetto ed il professionista da incaricare per le fasi successive della progettazione. Tutto questo consentirà non solo di garantire una maggiore qualità del progetto, ma anche di snellire le procedure e di ridurre notevolmente i costi ed i tempi per l’organizzazione di un concorso anche rispetto agli affidamenti con l’offerta economicamente più vantaggiosa, che impongono tempi notevolmente più lunghi, spesso incompatibili con la partecipazione a bandi finanziati con fondi europei.

La Guida alla redazione dei bandi supporterà l’Osservatorio Nazionale sui Servizi di Architettura e Ingegneria (ONSAI), già lanciato lo scorso mese di gennaio dal Consiglio Nazionale degli Architetti per un periodo di sperimentazione che si concluderà a fine marzo. Dunque, ad Aprile, l’Osservatorio funzionerà a pieno regime, con l’obiettivo di alimentare, attraverso l’uso della piattaforma informatica del CNAPPC, uno scambio di informazioni tra gli Ordini provinciali sulle criticità dei bandi pubblicati affinché venga attivato, dall’Ordine competente per territorio, un confronto con le stazioni appaltanti interessate, finalizzato al superamento delle stesse criticità; ulteriore obiettivo, quello di offrire agli iscritti un servizio utile a valutare preliminarmente l’opportunità di partecipare alle diverse procedure di affidamento.
In occasione della Conferenza sono stati illustrati anche alcuni emendamenti al decreto correttivo del Codice dei contratti, che gli architetti italiani propongono unitamente alla Rete delle Professioni Tecniche.

Abbiamo già valutato positivamente, nel suo impianto complessivo, il decreto correttivo. Ci sono tuttavia alcuni elementi che per gli architetti italiani sono imprescindibili. Serve, innanzitutto, fugare ogni dubbio sull’affidamento, al vincitore di un concorso, dei successivi livelli della progettazione, garantendo così l’esecuzione dei lavori in linea con il progetto ritenuto migliore dalla giuria”.
“Una seconda criticità riguarda il rilancio seppure parziale dell’appalto integrato, promosso dal decreto correttivo, che a nostro avviso dovrebbe essere ricondotto soltanto al recupero delle procedure per le quali erano stati già ufficialmente approvati i progetti prima dell’entrata in vigore del nuovo codice. Ciò nella consapevolezza che, se vogliamo davvero superare il fenomeno delle varianti in corso d’opera e delle incompiute, bisogna necessariamente prevedere l’appalto di lavori solo a fronte di un progetto esecutivo.

Per La Mendolaper quanto riguarda poi l’accordo di programma introdotto dall’art. 54 del codice – che consente l’accorpamento di grossi lavori in un unico appalto, il quale può essere integrato con contratti successivi nell’arco dei successivi quattro anni – va sottolineato che questa procedura aggira il principio fondamentale della concorrenza introdotto dal ‘considerato 78’ della nuova direttiva comunitaria sugli appalti che raccomanda alle stazioni appaltanti di dividere in lotti i grossi appalti (e non di accorparli) al fine di consentire l’accesso al mercato delle piccole e medie imprese. Per questi motivi abbiamo chiesto di ridurre drasticamente il ricorso a questo strumento, lasciando in ogni caso fuori da questa procedura i Servizi di Architettura e Ingegneria.

Nel corso della Conferenza è stato presentato anche il Protocollo d’Intesa tra l’Ente Nazionale per il Microcredito ed il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori per l’attivazione di progetti di housing microfinance ed, in particolare, di micro ricettività. L’attivazione di questo tipo di servizio contempla solitamente interventi di ristrutturazione – che richiedono la competenza professionale degli architetti – per i quali i professionisti o le imprese potranno fare richiesta di microcredito. Il Protocollo prevede, infatti, il sostegno economico, finanziario e di tutoring ai giovani architetti – mission quest’ultima che persegue il Dipartimento Accesso alla Professione, Politiche iunior e giovani architetti del Consiglio Nazionale coordinato da Luisa Mutti – che intendono avviare o sostenere la propria attività professionale in Italia e all’estero, l’attivazione di progetti di valorizzazione dei centri urbani, anche in situazioni di post emergenza in aree terremotate, la formazione degli architetti anche in campo microfinanziario al fine di ampliare le loro competenze professionali.

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