Sismabonus, il Mit corregge il tiro: spazio anche a geometri e periti | Architetto.info

Sismabonus, il Mit corregge il tiro: spazio anche a geometri e periti

Il Ministero rivede il decreto che inizialmente riservava gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico solo a ingegneri e architetti. Accolte le istanze delle altre categorie professionali

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Dallo scorso 1° marzo sono in vigore i contenuti del decreto ministeriale e delle Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni. Normative che permetteranno di accedere al cosiddetto “Sismabonus”, vale a dire gli incentivi fiscali così come previsti dall’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge di Bilancio 2017.

Un decreto che sin dall’inizio ha suscitato polemiche e rimostranze, soprattutto in merito all’articolo 3 che almeno inizialmente recitava: “L’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è attestata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzioni dei lavori delle strutture e collaudo statico in possesso di laurea in ingegneria o in architettura secondo le competenze di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, e iscritti ai relativi ordini professionali di appartenenza”. Il Governo, dunque, avrebbe voluto riservare le diagnosi sismiche e le progettazioni collegate al Sismabonus agli ingegneri e architetti iscritti ai relativi Ordini, escludendo gli altri professionisti tecnici.

Ora, dopo le proteste delle categorie professionali escluse dal Sismabonus, in primis Geometri e Periti Industriali, il Ministero delle Infrastrutture, con decreto 65 del 7 marzo 2017, ha rivisto il testo così: con “L’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza”.

In pratica, viene meno il riferimento esplicito agli ingegneri e agli architetti e, quindi, ognuno potrà operare secondo le rispettive competenze.

Una decisione fortemente auspicata dai Periti Industriali, che per bocca del presidente Giampiero Giovannetti, prima della correzione del Mit, avevano dichiarato battaglia: “Ancora una volta il legislatore entra a gamba tesa sulle competenze di alcune categorie professionali, creando professionisti di serie A e di serie B. In maniera del tutto ingiustificata, infatti, il decreto ministeriale prende una decisione per noi decisamente sorprendente in materia di competenze e, nella parte dedicata ai soggetti deputati a fare le diagnosi, esclude i periti industriali. Un’esclusione che posso ipotizzare sia il frutto di una svista e non certo il frutto di una scelta arbitraria”. Proprio per questo motivo Giovannetti nei giorni scorsi aveva inviato una lettera al ministro Delrio “chiedendo un immediato correttivo al provvedimento che interviene su un tema che non spetta certo a un decreto ministeriale, quello delle competenze”. Un immediato correttivo del quale si sentiva certo il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, Maurizio Savoncelli, per il quale l’iniziale esclusione di geometri e periti industriali era solo un mero errore. A conti fatti, ha avuto ragione lui…

In generale, le nuove Linee Guida consentono di attribuire ad un edificio una specifica Classe di Rischio Sismico, mediante un unico parametro che tenga conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici. Per attivare i benefici fiscali occorre quindi fare riferimento alla classificazione prevista dalle nuove Linee guida, con le quali si attribuisce ad un edificio una specifica Classe di rischio sismico. Sono state individuate otto classi di rischio sismico: da A+ (meno rischio), ad A, B, C, D, E, F e G (più rischio).

In particolare, sono state previste misure rafforzate per il Sismabonus. Eccole nello specifico:
– Estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3, buona parte del territorio nazionale a rischio (in precedenza, solo 1 e 2).
– Stabilizzazione per 5 anni, tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021.
– Riguarda gli immobili adibiti a abitazioni, seconde case e ad attività produttive.
– Detrazioni in 5 anni (anziché 10)
– Detrazioni premianti, maggiore è l’efficacia dell’intervento
– Nei condomini, cessione del credito ai fornitori per chi non può sostenere la spesa (con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate).

Detrazioni premianti con il Sismabonus della Stabilità 2017
Rispetto alle ristrutturazioni antisismiche senza variazione di classe (50%) le detrazioni per la prevenzione sismica aumentano notevolmente qualora si migliori l’edificio di una o due classi di Rischio Sismico.
Per abitazioni, prime e seconde case, e edifici produttivi
– detrazione al 70% se migliora di 1 classe di rischio
– detrazione all’80% se migliora di 2 o più classi di rischi
Per condomini parti comuni
– detrazione al 75% se migliora di 1 classe di rischio
– detrazione all’85% se migliora di 2 o più classi di rischio
L’ammontare delle spese è non superiore a euro 96.000 per ciascuna delle unità immobiliari.
Il Decreto Ministeriale di approvazione prevede, fra l’altro, l’istituzione, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, di una Commissione permanente di monitoraggio, incaricata di valutare l’efficacia dell’azione di prevenzione sismica sul patrimonio edilizio.

Scarica: Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni

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