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Progettare in alta quota: la normativa

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Architetto torinese appassionato di montagna, Stefano Girodo sarà presente venerdì 4 ottobre alle ore 12.00 al Made expo di Milano con il convengo “Cantieri di alta quota. Soluzioni efficienti per la riqualificazione dei rifugi alpini” (clicca qui per iscriverti), un incontro per offrire una panoramica su approcci progettuali e soluzioni tecniche, con particolare attenzione al contesto e alla sostenibilità delle strutture d’alta quota.

Il convegno fa parte dei 35 incontri ed esercitazioni organizzati nello spazio “Progettazione e Soluzioni” da Wolters Kluwer Italia in collaborazione con Logical Soft e nello spazio Growing City con Nemeton Network (clicca qui per informazioni e iscrizioni). Stefano Girodo, che lavora presso lo studio LEAPfactory e con l’associazione onlus Cantieri d’Alta Quota (www.cantieridaltaquota.eu), ha redatto per noi l’intervento che segue.

Progettare in alta quota 

Esplorazione del panorama normativo riguardante le strutture ricettive montane

Di Stefano Girodo

Il quadro delle normative e dei regolamenti che disciplinano la costruzione e la gestione dei rifugi e dei bivacchi montani in Italia appare assai articolato e frammentario: non esistono disposizioni legislative omogenee, unitarie e ben codificate sulle strutture ricettive in alta quota che coprano l’intero territorio nazionale.

Fanno eccezione la normativa antincendio – che relativamente alle strutture ricettive contempla e regola anche i rifugi – e quella per l’eliminazione delle barriere architettoniche, che disciplina almeno le strutture “accessibili” e raggiungibili attraverso mezzo meccanico.

A queste disposizioni ufficiali e universali si affianca il “Regolamento Generale Rifugi”, un insieme di norme definite dal Club Alpino Italiano nel 2011, che però non sostituisce o integra le leggi vigenti emanate dagli organi statali e locali, e si limita alla regolamentazione delle proprietà del sodalizio alpinistico.

A livello locale si fa invece riferimento a tutte le disposizioni normative regionali e provinciali in materia di strutture ricettive, rifugi alpini, sviluppo alpinistico e turistico, che regolano in modi diversi la realizzazione e la gestione di rifugi e bivacchi; dove la montagna è un punto centrale e vocazionale del territorio (per turismo, risorse generali, estensione geografica) il carnet legislativo è generalmente sviluppato dettagliatamente e specificamente, come ad esempio in Trentino Alto Adige o Valle d’Aosta.

Al quadro complessivo ufficiale si accosta poi un ampio insieme di documenti che forniscono indicazioni e “buone pratiche”, emanate da vari enti e associazioni competenti o gruppi di ricerca specializzati in relazione ai più vari aspetti gestionali e costruttivi: ad esempio dall’approvvigionamento energetico o idrico alla sicurezza, dallo smaltimento dei rifiuti alle questioni di carattere più generico e culturale.

Anche se è generalmente necessario un continuo aggiornamento per tenere il passo di un insieme legislativo in progressiva evoluzione, per una disamina più dettagliata e un elenco approfondito dei testi si rimanda al sito web dell’associazione Cantieri d’Alta Quota Onlus, dove è possibile accedere ad un archivio on-line per consultare e scaricare tutte le disposizioni di legge disponibili a livello nazionale e locale (http://www.cantieridaltaquota.eu/2013/03/20/rifugi-e-bivacchi-quadro-normativo-di-riferimento/).
Oltre alle leggi che ordinano il settore in particolare esiste poi un largo ventaglio di normative non specifiche in cui i rifugi e i bivacchi alpini ricadono prima di tutto in quanto edifici in sé (norme generali urbanistiche, energetiche, gestionali, ecc.) e secondariamente in quanto edifici con determinate esigenze e problematiche da affrontare, soprattutto relative a questioni tecnologiche e ambientali.

Per una rassegna di questo ulteriore insieme si rinvia invece al database della Fondazione Montagna Sicura (http://www.fondazionemontagnasicura.org/normative-rifugi.aspx), che le suddivide per ambiti: economico-finanziario/gestionale/sicurezza/sistemi di gestione-marchi ambientali/tecnologico/sviluppo territoriale e turismo.

Se addizionata al già grande numero di difficoltà e sollecitazioni intrinseche per un edificio in quota e la sua conduzione, la complessità normativa può effettivamente spaventare il progettista e il gestore.  D’altra parte una legislazione ferrea e ben articolata è imprescindibilmente alla base della sicurezza e della qualità di manufatti in siti tanto particolari e difficili; come dimostrano poi alcuni casi storici e tristi eventi recenti, la prevenzione dalle criticità amplificate dall’isolamento dei siti e una progettazione esauriente sotto tutti i punti di vista sono un tema da vagliare approfonditamente e risolvere al meglio.
Al di là della normativa tuttavia buon senso e ponderazione risultano sempre come un viatico necessario tanto per le persone che frequentano i territori alpini quanto per le strutture che li popolano.

Rifugio O.Mezzalama [C.A.I.] al ghiacciaio di Verra, Monte Rosa, Val d’Ayas, Champoluc [AO – ITA], 3004 m slm.

Foto di Giorgio Masserano

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