A Kengo Kuma il concorso per il Waterfront Cultural Centre di Copenaghen | Architetto.info

A Kengo Kuma il concorso per il Waterfront Cultural Centre di Copenaghen

Kengo Kuma realizzerà a Christiansholm un centro culturale per celebrare il rapporto della città con l’acqua. Finanziamenti permettendo, sarà pronto per il 2021 con il masterplan di Cobe Architects

© Kengo Kuma and associates
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Il gruppo guidato dai giapponesi Kengo Kuma & Associates si è aggiudicato il concorso a inviti promosso dalla Città di Copenaghen per la realizzazione del nuovo Waterfront Cultural Centre. Con l’avvio di questo progetto, la capitale danese si conferma essere una delle città più attive (ma anche mediaticamente restituite) e vivaci in Europa. Trascinata dal piano che e vede lanciata verso l’ambizioso obiettivo di essere la prima città carbon neutral entro il 2030, solo negli anni più recenti la capitale danese ha visto la realizzazione di interventi di rigenerazione urbana che da una parte stanno modificando il suo esteso waterfront, tra cui l’Harbour House nell’area portuale di Nordhavn che ha portato a compimento uno degli ultimi progetti di Jørn Utzon, e dall’altra stanno sviluppando in modo innovativo i suoi spazi pubblici, come il Superkilen di BIG e Topotek 1 vincitore dell’ultimo Aga Khan Award o il piano The Soul of Nørrebro di SLA Architects e Ramboll Group.

La conclusione del concorso, lanciato nella prima parte del 2017 e supportato anche dalla , aggiunge un ulteriore tassello al processo di rigenerazione urbana che sta trasformando Christiansholm, l’isola artificiale costruita all’interno della marina detta anche Papirøen (Isola della carta) perché storica sede, oggi dismessa, di molti stampatori. Segue infatti una prima competizione internazionale avviata nel 2015 per la definizione di un masterplan per lo sviluppo dell’area vinta a inizio 2016 dallo studio di Copenaghen Cobe Architects, che, particolarmente attivo nella revisione dei waterfornt cittatini e impostosi sulle proposte di partecipanti del livello di OMA e MVRDV, aveva prefigurato per Christiansholm un futuro all’insegna della cultura, in cui i vecchi magazzini e capannoni sono sostituiti da nuovi edifici con spazi aperti al pubblico, aperti e chiusi, destinati a eventi, mostre e spettacoli e aree commerciali e residenziali posizionate ai piani alti delle nuove costruzioni.

All’interno di questo quadro, la proposta progettuale vincente prevede la realizzazione di un nuovo complesso esteso su 5.000 mq, collocato nella parte nord dell’isola e doppiamente affacciato sulle acque della marina per la sua posizione d’angolo. Realizza un centro destinato al tempo libero e allo sport e modula i suoi spazi, interni ed esterni, rielaborando l’importante ruolo dell’acqua nella storia di Copenaghen e del suo sviluppo urbano: l’acqua è così presente all’aperto e al chiuso e in molte delle sue forme possibili, liquida nei numerosi piscine terrazzate e specchi d’acqua, come vapore e come elemento in grado di riflettere la luce.

Gli spazi interni sono chiusi da volumi piramidali che riprendono il nuovo skyline di Christiansholm impostato dalla proposta di Cobe. Il legame con la città e il processo di contestualizzazione sono ulteriormente rafforzati dal largo impiego di materiali tratti dalla tradizione costruttiva danese: gli involucri sono infatti rivestiti di mattoni, che, posati seguendo trame diverse, riescono anche a modulare l’apertura degli interni alla luce.

Lo studio di Kengo Kuma, a capo di un raggruppamento che ha compreso gli sudi danesi Cornelius+Vöge Atelier for Arkitektur e Søren Jensen Engineers, si è imposto all’interno di una shortlist agguerrita, che alla fase finale aveva ammesso grandi nomi dell’architettura internazionale anche se per la maggioranza localizzati in Danimarca: i “locali” 3XN Architects e Bjarke Ingels Group, basati a Copenaghen, e AART Archtitects con Cubo Arkitekter, entrambi con le proprie sedi ad Aarhus, e i finlandesi ALA Architects con i britannici Studio Octopi.

I finalisti hanno presentato la loro proposta progettuale a inizio giugno per un progetto che dovrebbe vedere la sua realizzazione entro il 2021, quando è atteso anche il completamento del masterplan, sebbene ancora non ci siano certezze su finanziamenti e investitori.

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