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Ricostruzione post sisma: compensato autoportante per il centro di accoglienza di Accumoli

Il centro di accoglienza di Accumoli è la prima struttura antisismica in Italia realizzata, a livello portante, in legno compensato: si chiama “Accupoli”. Il centro aggregativo per la collettività è stato progettato dal Politecnico di Torino su iniziativa dell’associazione Help 6.5

Com’è Accupoli, il nuovo centro polifunzionale realizzato ad Accumoli © Chiara Mezzasalma
Com’è Accupoli, il nuovo centro polifunzionale realizzato ad Accumoli © Chiara Mezzasalma
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Ad Accumoli, uno dei comuni del reatino maggiormente colpiti dal sisma del 2016, è nato “Accupoli”, un centro polifunzionale di accoglienza per la collettività, realizzato con un innovativo sistema costruttivo in legno prefabbricato testato per la prima volta in Giappone. Progettato dall’architetto Lorena Alessio, ricercatrice al Politecnico di Torino, insieme ad un gruppo di studenti dell’ateneo stesso, l’edificio non rappresenta solo una risposta concreta all’emergenza del sisma (resa possibile grazie ad una gara di solidarietà che ha coinvolto molti enti e imprese), ma è anche la prima struttura antisismica in Italia realizzata, a livello portante, in legno compensato. Il team di progettisti ha infatti adeguato e perfezionato alla legislazione del nostro paese una tecnologia giapponese sviluppata dal professore Hiroto Kobayashi presso la Keio University di Tokyo, convenzionata con il Politenico di Torino. Tra i più innovativi esempi di architettura contemporanea in legno, l’edificio è stato inoltre selezionato da Mario Cucinella tra i 70 progetti di Arcipelago Italia esposti alla Biennale di Venezia 2018.
Composto da due volumi affiancati longitudinalmente, il nuovo centro aggregativo per eventi, riunioni e conferenze (inaugurato a maggio 2018), si presenta come uno spazio polifunzionale flessibile e leggero, la cui forma ricorda quella tipica della casa nell’immaginario comune. Il fabbricato più ampio è riservato alla funzione di aggregazione, mentre quello più piccolo offre servizi di accoglienza e una cucina. L’ossatura lignea dei portali sorregge un rivestimento in policarbonato semitrasparente ad alte prestazioni che filtra l’illuminazione naturale durante il giorno e trasforma l’ambiente in una lanterna, visibile dalla piazza cittadina, durante la notte. Completamente antisismica, la struttura garantisce inoltre un’elevata resistenza al fuoco e agli agenti atmosferici ed è stata progettata per durare nel tempo e produrre il minor numero di scarti possibile.

Esternamente l’edificio si presenta come un volume compatto, avvolto da un rivestimento in policarbonato semitrasparente © Francesca Turnaturi

Esternamente l’edificio si presenta come un volume compatto, avvolto da un rivestimento in policarbonato semitrasparente © Francesca Turnaturi

Dal punto di vista costruttivo, il telaio in compensato autoportante rappresenta lo sviluppo di un modulo sperimentale chiamato Veneer House, messo a punto dal professore Kobayashi dopo il terremoto di Tohoku nel 2011 che provocò il disastro di Fukushima. Si tratta di un sistema costruttivo forte e flessibile che permette di assemblare rapidamente la struttura senza strumenti troppo avanzati; questa facilità di montaggio, simile a quella di un puzzle, rende il tutto particolarmente riciclabile o riutilizzabile se non più necessario. Basti pensare che il progetto è stato in parte autocostruito dagli studenti stessi: gli elementi lignei, tagliati in una falegnameria del Piemonte con macchinari a controllo numerico, sono stati trasportati in loco e poi assemblati dai giovani progettisti. Con l’intento di ridurre al minimo il numero di componenti e la complessità del manufatto, tutti gli elementi in legno sono lasciati a vista all’interno dell’edificio, mentre all’esterno sono protetti dall’involucro in policarbonato.

L’iniziativa per la realizzazione di “Accupoli” fa capo all’associazione Help 6.5 (Housing in Emergency for Life and People) fondata dall’architetto Lorena Alessio a luglio 2017; hanno sostenuto il progetto, attraverso una gara di solidarietà che ha superato i 300 mila euro, la Compagnia di San Paolo e di Acri, l’associazione di costruttori Aniem Piemonte, Auser Lazio, alcuni club Rotary e una serie di aziende piemontesi e non.

A proposito di architettura per l’emergenza, moduli temporanei e tecnologie giapponesi, ricordiamo che l’architetto Premio Pritzker 2014 Shigeru Ban è senza dubbio la figura più conosciuta a livello mondiale per il suo prezioso contributo nelle aree colpite da disastri ambientali, ove realizza dal 1995 strutture per l’emergenza e l’accoglienza degli sfollati, sperimentando materiali low cost come rotoli di cartone, tessuti, legno e rifiuti.

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