Acustica edilizia: qual è la situazione normativa? | Architetto.info

Acustica edilizia: qual è la situazione normativa?

Dagli esperti di Anit, Associazione per l'isolamento termico e acustico, una panoramica sugli attuali strumenti normativi legati all'acustica in edilizia e ai requisiti acustici passivi

image_pdf

Sul tema dei requisiti acustici passivi esistono documenti di legge che impongono limiti da rispettare e norme tecniche che spiegano come calcolare e misurare in opera le prestazioni degli edifici. Di seguito sintetizziamo l’attuale situazione legislativa e normativa. Sul sito, nella sezione Leggi e norme, è possibile consultare gli elenchi normativi sempre aggiornati e scaricare documenti aggiuntivi. I Soci ANIT inoltre possono approfondire la tematica scaricando dal sito specifiche GUIDE ANIT.

Limiti di legge da rispettare: D.P.C.M. 5 dicembre 1997
Il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 è il decreto di riferimento per l’acustica in edilizia. Definisce i limiti da rispettare in merito a: isolamento dai rumori tra differenti unità immobiliari, isolamento dai rumori esterni, isolamento dai rumori di calpestio, isolamento dai rumori degli impianti, tempo di riverbero di aule scolastiche e palestre. Il decreto è attualmente in vigore e i parametri in esso definiti devono essere rispettati in opera, ad edificio ultimato.
Segnaliamo che il Governo ha avuto delega dalla “Legge Europea 2013 bis” per pubblicare, entro il 25 novembre 2016, un decreto legislativo per la “semplificazione delle procedure autorizzative in materia di requisiti acustici passivi degli edifici”.

Come progettare i requisiti acustici passivi e la qualità acustica degli ambienti
Le norme UNI EN 12354 spiegano come progettare le prestazioni acustiche degli edifici. In particolare la Parte 1 riguarda l’isolamento dai rumori aerei tra ambienti, la Parte 2 l’isolamento acustico al calpestio, la Parte 3 l’isolamento delle facciate, la Parte 4 la trasmissione del rumore dall’interno all’esterno degli edifici, la Parte 5 il rumore degli impianti tecnici e la Parte 6 la qualità acustica interna degli ambienti (Tempo di riverbero).
Il Gruppo europeo CEN/TC 126/WG2 “Prediction of the acoustic performance of buildings from the performance of elements” sta revisionando le norme EN 12354. La pubblicazione delle nuove norme è prevista per la fine del 2016. I modelli di calcolo verranno in parte modificati e questo comporterà la necessità di aggiornare i software di calcolo in circolazione. ANIT ad esempio adeguerà il software ECHO, a disposizione di tutti gli associati.
Il rapporto tecnico italiano UNI TR 11175 riprende i modelli di calcolo delle UNI EN 12354 applicandoli alla tipologia costruttiva nazionale. Il gruppo di lavoro UNI SC1/GL4 sta revisionando il documento in funzione delle nuove 12354. In particolare verranno aggiornate le formule di calcolo e sarà ristrutturata la sezione finale (Appendice B) contenente i “Dati di calcolo”. ANIT sta coordinando i lavori sull’Appendice B.
La norma UNI 11532 spiega invece come determinare le caratteristiche acustiche interne degli ambienti e indica i limiti da rispettare riportati in documenti nazionali e stranieri. Anche questa norma è in revisione da parte del gruppo UNI SC1/GL7.

Come classificare acusticamente le unità immobiliari
La UNI 11367 è la norma italiana che spiega la procedura per determinare la classe acustica delle unità immobiliari e propone, nell’Appendice A, i valori da rispettare per le caratteristiche acustiche interne degli ambienti: tempo di riverbero (T), chiarezza (C50) e indice di trasmissione del parlato (STI).
Segnaliamo che è attivo il gruppo internazionale ISO/TC 43/SC 2/WG 29 “Acoustic classification scheme for buildings”, che sta elaborando una norma per la classificazione acustica degli edifici a livello mondiale. I lavori sono in corso e attualmente non si conosce quale sarà la data di pubblicazione del documento.

Come misurare in opera i parametri acustici
Le UNI EN ISO 16283 definiscono le tecniche di misura dei requisiti acustici passivi. La Parte 1 riguarda l’isolamento acustico per via aerea, la Parte 2 l’isolamento dal rumore di calpestio, la Parte 3 l’isolamento acustico di facciata. Le norme, alcune pubblicate in questi mesi, hanno introdotto nuove specifiche nelle procedure di rilevazione ed hanno sostituito le precedenti UNI EN ISO 140 parti 4, 5, 7 e 14 (in vigore fino a inizio 2014).
Il rumore degli impianti tecnologici può essere determinato utilizzando le norme UNI EN ISO 16032 e UNI 8199. Segnaliamo che la UNI 8199 è attualmente in revisione. Una bozza di nuova norma italiana sulla misura del rumore da impianti verrà molto probabilmente pubblicata nei prossimi mesi.
Le UNI EN ISO 3382 spiegano come misurare i parametri acustici degli ambienti (ad esempio tempo di riverbero e chiarezza). In particolare la Parte 1 si applica per le rilevazioni nelle sale da spettacolo, la Parte 2 riguarda gli ambienti ordinari, la Parte 3 gli open space.
L’indice di trasmissione del parlato (STI) può essere invece determinato seguendo le indicazioni della IEC 60268-16.

Posa in opera “acustica” di sistemi costruttivi
Esistono due norme che forniscono indicazioni sulla corretta posa in opera di sistemi costruttivi per limitare problematiche di trasmissione dei rumori.
La norma UNI 11296 spiega come posare i serramenti per limitare i rumori esterni, la UNI 11516 analizza la posa dei sistemi di pavimentazione galleggiante per ridurre i rumori da calpestio.
Anche la UNI 11296 è attualmente in revisione da parte del gruppo UNI SC1/GL8.

Conclusioni
Nei paragrafi precedenti abbiamo cercato di illustrare come il panorama legislativo e normativo nel campo dell’acustica edilizia stia subendo, in molti casi, varie modifiche e aggiornamenti.
I Soci ANIT sono costantemente informati sull’argomento attraverso le GUIDE ANIT e specifiche email informative. Per informazioni, visita il sito.

immagine

Leggi anche: Requisiti acustici passivi degli edifici: proposte per un nuovo decreto

Copyright © - Riproduzione riservata
Acustica edilizia: qual è la situazione normativa? Architetto.info