Aga Khan Awards for Architecture: svelati i cinque vincitori dell'edizione 2013 | Architetto.info

Aga Khan Awards for Architecture: svelati i cinque vincitori dell’edizione 2013

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Salam Centre for Cardiac Surgery, Khartoum, Sudan; Revitalisation of Birzeit Historic Centre, Birzeit, Palestina; Rabat-Salé Urban Infrastructure Project, Marocco; Rehabilitation of Tabriz Bazaar, Tabriz, Iran; Islamic Cemetery, Altach, Austria. Sono questi i vincitori dell’edizione 2013 dell’Aga Khan Awards for Architecture, premio istituito dall’Aga Khan nel 1977 e consegnato a cadenza triennale, proclamati nei giorni scorsi a Lisbona.

Il “Salam Centre for Cardiac Surgery” a Khartum, capitale del Sudan, è un ospedale con 63 posti letto e serve oltre 50.000 pazienti l’anno, attingendo da un bacino di utenza di oltre 300 milioni di persone dell’Africa orientale. L’architettura accogliente “fornisce un prototipo esemplare per la regione e per il settore – si legge nelle motivazioni della giuria –“. Il centro risponde alle elevate esigenze tecniche di un ospedale con funzioni complesse, tra cui tre sale operatorie, e dispone anche di soluzioni eco compatibili. Sistemi di ventilazione e luce naturale consentono a tutti gli spazi di essere accoglienti e intimi. Oltre a pannelli solari e a tecniche speciali di isolamento, gli architetti hanno riutilizzato 90 container da sei metri ciascuno, scartati dopo essere stati utilizzati per il trasporto di materiali da costruzione per il centro.

Revitalisation of Birzeit Historic Centre”, Palestina, è un progetto della durata di cinque anni, che porterà alla creazione di 50 villaggi, e fa parte del master plan avviato dal Riwaq Centre for Architectural Conservation. Il progetto ha trasformato una città in decadenza, contribuisce a creare occupazione e a rilanciare l’artigianato tradizionale. “Ha riunito stakeholder e artigiani locali in un processo di ‘guarigione’ che non è solo fisico, ma che è sociale, economico e politica – ha osservato la giuria –“.

“Rabat-Salé Urban Infrastructure Project”, Marocco, è il sistema di collegamento tra le due località, teso a formare un hub urbano. Il progetto nasce da una nuova visione della rigenerazione su larga scala, in cui il miglioramento dei trasporti e della mobilità devono essere componenti prioritari del più grande piano urbano. “Il progetto coniuga design esemplare, miglioramento delle infrastrutture e pianificazione urbana – afferma la giuria –“. Come risultato, Hassan II Bridge è diventato una nuova icona di Rabat-Salé, rafforzandone l’identità di città gemelle.

Rehabilitation of Tabriz Bazaar”, Iran, è il progetto di recupero del bazar che fonda le sue origini nel X secolo e che è stato a lungo il principale centro commerciale della città. Ma verso la fine del XX secolo, ha cominciato a deteriorarsi. Per ristrutturare le strutture, che coprono 27 ettari e oltre 5,5 km di negozi coperti, è stato elaborato un piano di gestione che ha coinvolto la comunità del bazar, le autorità comunali, del turismo e dei beni culturali. Nel corso del progetto pilota di restauro, il governo ha contribuito fornendo l’85% della copertura finanziaria e la comunità del bazar che, nelle fasi successive, fornirà fino al 90% dei fondi. “Un notevole esempio di coordinamento e cooperazione per ripristinare e rivitalizzare una struttura unica – si legge nelle motivazioni della giuria -“.

Islamic Cemetery” ad Altach, Austria, nasce dal desiderio della popolazione islamica residente in Austria di essere sepolta in patria. Così un gruppo multi fede e multi etnico, formato da rappresentanti delle autorità locali e da una ong, hanno unito le forze per dare vita a un cimitero dove poter svolgere i riti funebri. Il progetto è stato lodato dalla giuria del premio per il modo in cui realizza “il desiderio di una comunità di immigrati che cercano di creare uno spazio che soddisfi le loro aspirazioni spirituali e , allo stesso tempo , risponde al contesto del paese di adozione” . Ispirato dal garden design, la struttura è dotata di pareti rosate in calcestruzzo, cinque recinzioni rettangolari sfalsate e una costruzione che ospita  le sale della preghiera. I principali materiali utilizzati sono stati il cemento armato per le pareti e il legno di quercia per la decorazione della facciata d’ingresso e per l’interno dello spazio di preghiera.

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