Al via il cantiere per il Museo del Novecento di Mestre | Architetto.info

Al via il cantiere per il Museo del Novecento di Mestre

wpid-23824_MmodelshotJanBitter.jpg
image_pdf

Posa della prima pietra nel cantiere di M9, il museo del ‘900 mestrino: lo scorso 11 giugno, dopo quattro anni di lavori sottotraccia (definizione del progetto esecutivo, approvazioni delle varianti urbanistiche, appalto di gara europeo per l’assegnazione dei lavori), scatta la fase visibile del lungo processo che porterà alla trasformazione funzionale ed urbana dell’isolato addossato all’angolo tra via Brenta Vecchia e via Poerio, e chiuso a sud da via Pascoli, con l’apposizione di una targa all’esterno dell’edificio dell’ex distretto militare e la consegna delle chiavi del cantiere alla Costruzioni Maltauro spa, l’impresa che si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione dei lavori, da parte di Gianpaolo Fortunati e Plinio Danieli, presidente e amministratore delegato della Polymnia Venezia (la società strumentale della Fondazione di Venezia che si occupa di M9). Quest’ultimo, a proposito delle recenti vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo l’amministratore delegato dell’azienda, specifica che non avranno alcuna ripercussione sul cantiere. Il bando di gara (partito da 38 milioni di euro), è stato vinto dalla Maltauro spa, su 13 imprese concorrenti, con un’offerta di 30 milioni; i tempi di consegna calcolati in trenta mesi (la data di consegna è stabilita per il 12 dicembre 2016). A questi andranno poi aggiunti quelli necessari all’allestimento del museo stesso, nei primi mesi del 2017.

L’avvio del cantiere segue l’inaugurazione della mostra M9 transforming the city, evento collaterale alla 14 Mostra internazionale di Architettura di Venezia, visitabile presso la Fondazione di Venezia fino al prossimo 29 settembre: in mostra, oltre al diagramma funzionale dell’insieme urbano e il programma dei contenuti del museo (oltre al suo modello tridimensionale), anche una selezione di progetti concettualmente simili dello studio Sauerbruch Hutton: la sede per il ministero per lo Sviluppo urbano e l’Ambiente ad Amburgo, il Jessop West a Sheffield, l’Immanuel-Kirche e centro parrocchiale (Colonia), il complesso per ufficio Saint-Georges Center a Ginevra e, infine, la sede dell’Agenzia Federale per l’Ambiente a Dessau.

Il programma punta alla rigenerazione urbana dell’isolato centrale di Mestre addossato all’angolo tra via Brenta Vecchia e via Poerio e chiuso a sud da via Pascoli, attraverso la realizzazione di un polo culturale dalla superficie complessiva di oltre 25mila mq – un museo che racconti le vicende urbane e sociali della città – legato ad attività di natura commerciale e direzionale in grado di generare sinergie economiche e funzionali: l’M9 City District, un luogo dove il futuro produttivo della città, non più industriale ma commerciale e artigianale, possa trovare accoglienza.

Il progetto, degli architetti Matthias Sauerbruch and Louisa Hutton, vincitori del concorso nel 2010, risponde a queste richieste attraverso un concetto urbanistico di base consistente nell’apertura dell’isolato alla città e la sua permeabilizzazione, grazie a percorsi pedonali che lo attraversano e che lo connettono alla rete pedonale esistente, dopo decenni di chiusura e isolamento dello spazio urbano. “L’idea di base – racconta Matthias Sauerbruch – è di rammendare il buco urbano coincidente con questo luogo, e la sua riconnessione con la città”. “Il museo, inteso non come edificio ma come istituzione, ne diventerà così parte integrante. Nel quartiere del museo, lo chiamiamo così, si trovano diversi edifici, con diversi usi; e le attività commerciali attireranno persone che magari non andrebbero al museo ma che lo faranno”. Una sinergia funzionale che nelle intenzioni dovrebbe essere anche economica: i flussi legati alle attività commerciali serviranno anche a sostenere le attività culturali.

Da un punto di vista architettonico, tre sono i nodi attorno a cui ruoterà questo piccolo ed innovativo sistema urbano: il Convento delle Grazie, risalente al XVI secolo, nel quale verranno localizzate le attività di carattere commerciale; l’edificio d’angolo tra via Poerio e via Brenta Vecchia (risalente agli anni ’60), inizialmente non compreso nell’area di concorso, destinato ad attività direzionali, e naturalmente il nuovo edificio che ospiterà il Museo M9, caratterizzato dal rivestimento policromo in ceramica. Nel museo, luogo di narrazione della storia di terraferma collegata alle vicende nazionali, strutturata in otto sezioni tematiche e una cronologica, oltre agli spazi per le esposizioni permanenti (primo e secondo piano) per narrare i processi di modernizzazione del secolo scorso e per quelle temporanee al terzo piano – illuminati dall’alto – un auditorium, una mediateca e laboratori didattici.

Il rivestimento in ceramica policroma che caratterizza le sue parti nuove rappresenta il carattere preminente dell’edificio, creando un accordo cromatico tra gli edifici preesistenti nell’area centrale di Mestre. Le dimensioni dei pannelli sono rapportate a quelle dell’edificio, mentre le variazione dei toni di colore, oltre a  rendere le facciate vibratili sotto le variazioni luminose della luce nelle diverse ore del giorno, costruiscono rimandi cromatici agli edifici della città. Questo pone l’edificio, afferma Louisa Hutton, “come se appartenesse da sempre al luogo, e non come se fosse un oggetto estraneo, calato in quel luogo”.

Il chiostro del convento verrà coperto da una esile struttura su pilotis; ad esso sono collegati funzionalmente anche i fabbricati delle ex cavallerizze e la corte Legrenzi; in occasione dell’inaugurazione della mostra presso la Fondazione, gli architetti hanno comunicato che Calle Legrenzi verrà messa in collegamento diretto con gli spazi interni del City District, aumentando così la sua permeabilità. Nelle intenzioni della Fondazione anche l’acquisizione della chiesa sconsacrata di Santa Maria delle Grazie, e la sua annessione all’interno del nuovo sistema urbano.

Rendering del progetto M9, veduta d’insieme – Author: Sauerbruch Hutton
Credit: ©Sauerbruch Hutton

L’autore


Julian Adda

 Architetto, editore, Julian Adda collabora dal 2003 con il Giornale dell’Architettura e altre testate on-line. Ha svolto attività didattica presso lo Iuav di Venezia.

Copyright © - Riproduzione riservata
Al via il cantiere per il Museo del Novecento di Mestre Architetto.info