Ampliamenti edilizi: Casa SG a Catania di tuttiarchitetti | Architetto.info

Ampliamenti edilizi: Casa SG a Catania di tuttiarchitetti

In piena periferia catanese, lo studio tuttiarchitetti ha sopraelevato un fabbricato a un piano di inizio Novecento in un mirabile esempio di ampliamento

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Completato nel 2014 nella periferia di Catania, Casa SG, Six degrees of rotation, è un progetto dello studio catanese tuttiarchitetti (Daniela Finocchiaro, Vincenzo Giusti, Luigi Pellegrino) che interviene, rivedendolo e ampliandolo, su un fabbricato esistente inserito all’interno di un contesto stridente.

Il punto di partenza è stato infatti un piccolo edificio di inizio Novecento: un piano fuori terra, pianta rettangolare e un volume parallelepipedo chiuso da murature a sacco nato come laboratorio artigianale e poi utilizzato, in seguito a un primo adattamento, come abitazione. In seguito alle espansioni edilizie residenziali degli anni settanta, l’edificio si è trovato, insieme alle sue pertinenze, all’interno di un tessuto edilizio misto ma densamente costruito, circondato per metà da alti condomini che gli rivolgono fianchi oggi piuttosto malandati e da altre costruzioni di scala più piccola e tipologia variegata.

Dotata di un doppio accesso, Casa SG è planimetricamente costituita da un appartamento unico che si distribuisce su due livelli, l’esistente ristrutturato e una sopraelevazione di nuovo impianto, ed è servito da due accessi e due scale, una centrale e una laterale, che lasciano aperta la possibilità di dare vita a due unità indipendenti di superficie quasi pari: i 94 mq originari, inseriti in un rettangolo di circa 20×5 m, sono infatti diventati 190 mq in seguito alla sopraelevazione. Mentre l’accesso secondario si trova nella parte sud vicino alla scala laterale, il principale si colloca a nord ed è perpendicolare all’asse principale dell’edificio.

© Salvatore Gozzo

A piano terra, dentro la preesistenza, colloca una zona giorno con l’ingresso costituita da cucina e soggiorno e un nucleo centrale con un bagno e un’annessa lavanderia, e una notte con camera da letto e bagno. Gli spazi flessibili del primo piano sono invece inseriti all’interno di un volume che rivisita le forme archetipe della casa, la capanna, ruotando rispetto all’asse maggiore il colmo del tetto (i 6° che danno il nome all’intervento), deformandone le estremità. Sui fianchi due scavi nel volume ritagliano balconi che diventano la fonte di illuminazione naturale principale di un volume chiuso in cui ulteriori finestre sono posizionate sul tetto o nascoste dal rivestimento esterno.

© tuttiarchitetti

Tra interno ed esterno, materiali, colori e struttura si crea una dialettica. Colore dominante, insieme al neutro bianco, al piano terra è il grigio antracite della pavimentazione in resina cementizia, che richiama il componente principale dei muri a sacco, la pietra lavica.

© Salvatore Gozzo

Salendo, il grigio è sostituito dal legno, elemento che dà aspetto, forma e sostanza a tutto il nuovo.

Il legno è infatti il materiale costitutivo del telaio portante il volume nuovo, composto di travi lamellari e pilastri imbullonati tramite piastre in acciaio su tirafondi inseriti nel cordolo in cemento armato gettato a coronamento della muratura sottostante per il sostegno della sopraelevazione.

Il nuovo solaio è composto di travi lamellari 16×24 cm su cui sono posati un impalcato in doghe di abete (3,3 cm), un materassino fonoassorbente (3 mm), una doppia orditura di listelli di abete (14 cm), pannelli di compensato fenolico marino e un pavimento in parquet di rovere naturale.

I tamponamenti sono un elemento multistrato di pannelli in gessofibra Fermacell, con una doppia orditura di listelli di abete 5×5 cm tra cui sono inseriti 20 cm di fibra di legno coibentante, pannelli Osb, un telo traspirante, impermeabile e antiUV Rothoblaas, una doppia orditura listelli in castagno dell’Etna 7×5 cm e una finitura esterna, i cui posa, elementi e colore caratterizzano tutto il volume, di listelli in castagno dell’Etna (7×2,5 cm) distanziati di 1 cm l’uno dall’altro.

Listelli che rivestono anche le due falde del tetto al di sotto del quale sono posizionati, dall’esterno verso l’interno: un’impermeabilizzazione con cemenguaina Naici compreso tra due orditure di listelli in castagno dell’Etna (5×5 cm), uno strato di pannelli Osb, 20 cm di coibentazione in fibra di legno compresi tra un’altra doppia orditura di listelli di abete (5×5 cm) e una finitura interna di pannelli in cartongesso.

Interamente, le partizioni sono costituite da pannelli con struttura in abete rivestiti in listellare di betulla, acero e frassino.

© Salvatore Gozzo

Unica presenza di metallo, gli infissi esterni a profilo termico con vetro basso emissivo, le balaustre dei balconi e le lattonerie, costituite da lamiere di zinco titanio.

© Salvatore Gozzo

L’edificio è dotato di un impianto fotovoltaico da 2,94 Kw nell’area di pertinenza, mentre la regolazione del calore interno è gestita attraverso un impianto con ventilconvettori alimentato da una pompa di calore ad alta efficienza energetica.

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