Aperto a Ferrara il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah | Architetto.info

Aperto a Ferrara il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah

La mostra “Ebrei, una storia italiana” ha inaugurato il completamento dell’”edificio C” dell’ex carcere di via Piangipane, che entro il 2020 ospiterà, completamente rifunzionalizzato, il MEIS, primo museo nazionale dell’ebraismo

© Marco Caselli Nirmal
© Marco Caselli Nirmal
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La prima parte del nuovo MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, che sta procedendo con la rifunzionalizzazione del vecchio carcere di via Piangipane è stata aperta e inaugurata, accompagnata dalla mostra “Ebrei, una storia italiana” (curata da Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla e aperta fino al 16 settembre).  Una volta completato nella sua interezza, con spazi per la mostra permanente e per le esposizioni temporanee, sarà il primo museo nazionale sull’ebraismo, che finora ha esposto se stesso e la sua storia all’interno di una rete di musei di scala più locale.

Il punto di partenza di una trasformazione che, prevista in completamento nel 2020, realizzerà per fasi le sue diverse parti, è una preesistenza importante nella storia cittadina: le strutture dell’ex carcere che, eretto tra 1908 e 1912 e dismesso definitivamente nel 1992, tra 1922 e 1945 è stato utilizzato come luogo di detenzione di ebrei e antifascisti.

Il progetto che per fasi sta prendendo progressivamente forma è il vincitore di un concorso bandito dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna, vinto nel 2011 da un raggruppamento guidato dai bolognesi Studio Arco e comprendente Studio Scape, Michael Gruber e Kulapat Yantrasast e Studio Stefano Massarenti Architetti di Ferrara, che si è imposto su importanti nomi del panorama internazionale come Arup e Peter Eisenman, quest’ultimo anche progettista del memoriale dell’Olocausto completato nel 2005 a Berlino. Interviene su un complesso posto parzialmente sotto tutela nel 2003 proponendone il recupero parziale a cui affianca la realizzazione ex novo di due nuovi volumi.

Struttura dell’edificio

Il nuovo MEIS, previsto in completamento entro il 2020 per una spesa di 31,5 milioni di euro, sarà distribuito all’interno di quattro edifici per un totale di 6.200 mq che oggi comprendono anche la palazzina di ingresso affacciata su via Piangipane: operativa già nel 2011 dopo l’intervento conservativo e di rifunzionalizzazione impostato dalla Soprintendenza, ha iniziato a ospitare gli uffici della Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (partecipata da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comune di Ferrara, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) e le prime aree espositive, che hanno permesso lo spostamento e l’esposizione di parte degli oggetti in mostra nel precedente museo cittadino, danneggiato dal terremoto nel 2012.

Dettagli sull’intervento

L’intervento inaugurato restaura e rifunzionalizza una delle parti storiche del complesso ex carcerario, denominato edificio C e precedentemente adibito quasi completamente a luogo di detenzione. Porta a compimento la seconda fase della creazione del MEIS con la realizzazione di 1.225 mq ottenuti all’interno di un edificio multilivello in muratura portante, su cui si è intervenuti in modo il più possibile minimale (in quanto parte della preesistenza tutelata) e a cui si è aggiunto un nuovo avancorpo. Il progetto ha riarticolato l’interno per renderlo più funzionale alla nuova destinazione d’uso attraverso interventi strutturali e a livello architettonico. Sono stati infatti rifatti il ballatoio centrale e le pavimentazioni, sono stati inseriti nuovi ascensori e un vano scale, mentre la coibentazione della copertura e la sostituzione dei serramenti esterni (ma anche interni) hanno reso più performante l’involucro.

Le strutture portanti dell’edificio, in muratura, sono state integrate per migliorare il comportamento antisismico da un telaio spaziale con elementi in parte semiprefabbricati e in parte gettati in opera.

Tra la fine del 2018 e il 2020 dovrebbero essere realizzate le strutture mancanti, tutte nuove e con cantieri non ancora avviati: due volumi distinti che, ai lati dell’ex edificio C, realizzeranno una struttura composta da cinque volumi suddivisi all’interno degli edifici D (1.227 mq per accoglienza, bookshop e ristorante che dovrebbe essere completato a fine 2018) e B (3.693mq per esposizioni permanenti, auditorium e caffetteria previsti nel 2020 a completamento del MEIS), evocativi e simbolici, insieme, dei cinque libri del Pentateuco.

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