Aperto a Ground Zero il One World Trade Center di David Childs | Architetto.info

Aperto a Ground Zero il One World Trade Center di David Childs

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È stato è stato finalmente aperto, dopo 13 anni dall’attentato terroristico che ha distrutto le torri gemelle, il One World Trade Center di New York: dal 3 novembre i primi impiegati hanno infatti iniziato a trasferirsi nei loro nuovi uffici a Ground Zero.

Il progetto di quello che è oggi diventato il grattacielo più alto di New York (e degli Stati Uniti), conosciuto anche come Freedom Tower, ha una storia complessa e popolata da molti grandi nomi dell’architettura mondiale, come prevedibile per qualunque edificio che dopo l’11 settembre 2001 avesse “occupato” il posto lasciato vuoto dalle distrutte torri gemelle. E fa parte del masterplan faticosamente elaborato per la ripresa dell’attività edilizia sull’area, ben visibile nella parte meridionale di Manhattan.

Il One World Trade Center (Photo © James Ewing | OTTO – SOM)

Il One World Trade Center

Completato su progetto di David Childs dello studio Som (Skidmore Owings & Merrill), realizza 240.000 mq di superficie all’interno di un’altezza simbolica di 1.776 piedi (circa 541 m), che richiama l’anno della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti. Si eleva per 102 piani, i primi 20 dei quali vuoti per motivi di sicurezza: costituiscono infatti una sorta di basamento rinforzato che crea un’area sicura in caso di pericolo o di attentato.

Esternamente, è un volume vetrato multisfaccettato il cui involucro è composto da triangoli isosceli, il cui incastro dà movimento a tutta la struttura.

Il grattacielo si poggia su fondazioni in cemento armato che si estendono per 60 m sotto terra. E regge una struttura impostata attorno a un nucleo portante di cemento armato e 48.000 tonnellate di acciaio chiusi esternamente da 13.000 pannelli di vetro. Molteplici le funzioni collocate all’interno di un edificio occupato prevalentemente da uffici, con ristoranti panoramici agli ultimi piani, chiuso superiormente da un’antenna per le trasmissioni alta 124 m ideata dall’artista Kenneth Snelson che di notte proietta verso il cielo un fascio di luce.

 

Il masterplan di Groun Zero

Costruite su progetto di Minoru Yamasaki ed Emery Roth and Sons nel 1965, le Torri Gemelle sono molto presto diventate elemento caratteristico dello skyline, scomparso in modo drammatico dopo l’attentato terroristico del 2001 lasciano un vuoto urbano, oltre che emotivo.

La Port Authority di New York e del New Jersey, proprietaria dei 900.000 mq dell’area, già prima dell’attentato aveva dato incarico al costruttore Larry Silverstein di realizzare un progetto di restauro affidato a David Childs.

La distruzione dell’area, e il necessario periodo per la metabolizzazione dell’accaduto, scompagina i progetti: da una parte Silverstein vuole proseguire gli interventi continuando ad affidarsi a Childs, dall’altra, visto l’ovvio e forte interesse pubblico, il governatore di New York crea la Lower Manhattan Development Corporation (Lmdc) a cui affida il compito di gestire i fondi messi a disposizione dal governo federale. Dopo un periodo di strategie elaborate in modo scoordinato e con frequenti contrasti, nel 2002 Port Autority e Lmcd bandiscono un concorso per il masterplan dell’area che vede imporsi la proposta di Daniel Libeskind. Che deve però fare i conti con la visione di Silverstein e la presenza di Childs, il suo architetto. La soluzione, come descritta anche da Libeskind, è un “matrimonio forzato” che, tra l’altro, dà anche forma all’architettura dell’appena aperto One World Trade Center.

Nonostante le modifiche, il masterplan dell’area segue le indicazioni date nel 2003 da Libeskind. Accanto all’area occupata dalla pianta originaria delle torri gemelle, rimasta inedificata e poi occupata dal memorial ipogeo Reflecting Absence di Michael Arad e Peter Walker, sono previste, tutte per conto di Silverstein Properties, 4 torri griffate: oltre alla torre 1 di Childs, la 2 di Foster & Partners (481 m di altezza per 79 piani), la 3 di Rogers Stirk Harbour + Partners (417 m per 54 piani) e la 4 di Maki and Associates (340 m per 61 piani).

 

 

 

 

 

 

 

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