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Approvate le nuove Norme tecniche per le costruzioni

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L’assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici (Cslp) ha dato il via libera alle nuove Norme tecniche per le costruzioni (Ntc). Dopo il nulla di fatto della seduta del 24 ottobre 2014, l’organo tecnico del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha raggiunto nell’incontro del 14 novembre 2014 l’ok sulla proposta che va ad aggiornare le Norme tecniche del 2008, definite dal decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 (in G.U. n. 29 del 4 febbraio 2008).

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La novità più rilevante del testo approvato, è quella che riguarda l’introduzione dei coefficenti ridotti per le verifiche su alcune tipologie di edifici, in particolare quelli esistenti: viene così ad essere risolto uno dei punti principali di discussione sulle nuove Ntc finora, ovvero la possibilità di equiparare gli standard legati all’adeguamento sismico sia per gli edifici esistenti che quelli nuovi, opportunità che secondo i più critici avrebbe reso le norme antisismiche più difficilmente applicabili, poiché troppo onerose.

Nonostante le discussioni sul tema, il testo è stato votato a larga maggioranza dalle varie professioni (compresi Architetti e Ingegneri), con la sola eccezione dei Geologi, che hanno espresso voto negativo.

Questo il commento del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, nelle parole di Rino La Mendola, vice presidente Cnappc e componente del Cslp nell’assemblea plenaria che ha votato il testo. “Siamo soddisfatti per la conclusione della controversa vicenda della revisione delle norme tecniche delle costruzioni – che si protraeva ormai da anni – e per l’approvazione di un testo, di fatto, condiviso dal Consiglio nazionale degli architetti. E’ stata scelta la soluzione che rende più semplice gli interventi sugli edifici esistenti, contro quella che sanciva lo status quo della vecchia normativa, e che rende così possibile la realizzazione di interventi prioritari per il Paese, quali quelli finalizzati alla rigenerazione urbana sostenibile”.

“Riteniamo particolarmente positiva l’introduzione dei coefficienti di riduzione sismica per le verifiche sulle costruzioni esistenti nella consapevolezza che sarebbe demagogico pretendere che gli edifici costruiti in epoca antecedente la classificazione sismica, seppure attraverso interventi di adeguamento, possano raggiungere prestazioni strutturali paragonabili a quelle degli edifici di nuova costruzione”.

“Nel nostro Paese oltre 6 milioni di edifici sono a rischio sismico; oltre il 70% del totale degli edifici è stato realizzato prima delle norme antisismiche, tra questi oltre il 50% delle scuole che dovrebbero, invece essere i luoghi più sicuri; il 55% degli edifici italiani ha oltre 40 anni di vita, oltre 11 milioni di edifici sono in stato di conservazione mediocre o pessimo e si avvia rapidamente a fine vita”.

“Siamo ben consapevoli che si poteva fare di più e meglio, ma nel complesso la nostra valutazione è positiva: viene, infatti, tracciato un percorso per la definizione di una normativa in linea con le regole europee, che, al tempo stesso, è in grado di offrirci strumenti necessari per il recupero, il consolidamento e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”.

Prima di diventare operativo, il testo dovrà passare dalla Conferenza Stato-Regioni, per poi essere emanato tramite decreto ministeriale.  

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