Apre il Centro commerciale di Arese, il più grande d'Italia | Architetto.info

Apre il Centro commerciale di Arese, il più grande d’Italia

Ufficialmente inaugurato il Centro commerciale di Arese, il più grande d'Italia e uno dei più grandi d'Europa, che occupa una parte dell'area dismessa dell'Alfa Romeo

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È stato ufficialmente aperto alle porte di Milano l’Arese Shopping Center, il nuovo centro commerciale sorto all’interno dell’area dismessa dall’Alfa Romeo. Realizzata da Davide Padoa (a capo di Design International che vanta lunga e varia esperienza nell’ambito della progettazione e costruzione di centri commerciali e spazi per il retail in tutto il mondo), Michele De Lucchi e Arnaldo Zappa per conto del Gruppo Finiper, che ha finanziato per metà il costo dell’intervento pari a 350 milioni di euro, la trasformazione in una shopping mall di parte dell’area ex industriale è frutto di un processo lungo e non privo di implicazioni e problematiche, prima fra tutte la necessità di realizzare un intervento che ha dovuto mettere d’accordo amministrazioni ed enti di area vasta ma anche le molteplici istanze provenienti da tutto il territorio circostante.

Il progetto, quasi 100.000 mq per il centro commerciale più grande d’Italia (e uno dei più grandi d’Europa), si è inserito in un contesto in cui, accanto a ciò che resta delle aree dedicate alla produzione dell’esteso complesso dall’Alfa Romeo, sono presenti emergenze architettoniche vincolate dalla Soprintendenza, gli Uffici Tecnici che conservano ancora oggi la loro funzione terziaria e il Centro direzionale in cui lo scorso anno è stato riaperto il Museo dedicato alla storia aziendale, e, nella parte nord ovest, la pista di prova delle automobili. Realizza, all’interno di un nuovo edificio bilivello posizionato ai confini meridionali dell’area accessibile da quattro ingressi, una galleria commerciale impostata attorno a un sistema di gallerie e piazze interne su cui si distribuiscono gli spazi di oltre 200 negozi affiancati da un’area sportiva e completati da un supermercato collocato all’estremità orientale.

I materiali utilizzati e le scelte tipologiche e formali adottate cercano di richiamare le presenze tradizionali del contesto, le cascine, e i loro elementi caratterizzanti: le pergole, le persiane e i tetti. Il legno è l’elemento costitutivo di una copertura realizzata in Glulam, per un complesso progettato per essere certificato LEED Gold.

Il nuovo complesso si affianca, separato dal torrente Lura attraversato da nuovi ponti, al Centro di guida sicura che, insieme al nuovo edificio sorto ai margini della pista su progetto di De Lucchi completato a metà nel 2015, nel quadrante occidentale dell’area ha rivisto e risistemato la vecchia pista di prova ed è utilizzato all’occasione anche per sfilate di vecchi modelli e presentazioni.

Lo stabilimento Alfa Romeo di Arese è stato il più grande che l’azienda automobilistica milanese ha avuto in Italia. Nasce nel 1963 per potenziare una produzione concentrata nella storica ma inadeguata sede al Portello e ospitare il Centro Direzionale e, dal 1976, il Museo storico aziendale. È diventato parte dello sviluppo urbano dell’intera area nord-occidentale di Milano che, oltre ad Arese, comprende Rho, Lainate e Garbagnate Milanese arrivando a impiegare a inizio anni ottanta quasi 20.000 dipendenti. Dopo l’acquisizione da parte della FIAT nel 1988, ulteriori passaggi e crisi hanno segnato una storia che ad Arese si conclude nel 2005 con la chiusura di un complesso esteso per oltre 2 milioni di mq.

La sua realizzazione ha consolidato lo stretto sodalizio tra architetti e sviluppo industriale che ha avuto nello sviluppo di Ivrea e della Olivetti uno degli esempi più nobili: è infatti frutto di un lavoro che ha coinvolto Ignazio e Jacopo Gardella con Anna Castelli Ferrieri, autori della palazzina degli Uffici Tecnici completata nel 1974, Giulio Minoletti, intervenuto nella spina centrale delle officine meccaniche con i relativi servizi aziendali, e gli architetti Antonio Cassi Ramelli, Vito e Gustavo Latis insieme all’ingegnere Vittore Ceretti, affiancati da Pietro Porcinai per la parte paesaggistica, cui si deve invece il Centro direzionale che, decentrato rispetto al complesso produttivo, ancora oggi ospita il Museo chiuso nel 2011 per poi essere riaperto, rinnovato e riallestito, il 30 giugno 2015.

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