Apre il Labirinto della Masone a Parma, interamente in bambu' | Architetto.info

Apre il Labirinto della Masone a Parma, interamente in bambu’

Aperto al pubblico il 29 maggio 2015, il Labirinto piu' grande del mondo e' stato realizzato da Franco Maria Ricci e copre 8 ettari di terreno nella campagna di Fontanellato (Parma)

wpid-26957_coverlabirinto.jpg
image_pdf

 

Nei primi tre giorni di apertura, il labirinto più grande del mondo ha già accolto circa 3.000 visitatori. Inaugurato il 29 maggio 2015, il Labirinto della Masone è un grande parco culturale progettato e tanto desiderato da Franco Maria Ricci, editore, collezionista d’arte e designer nato a Parma e amante della propria terra d’origine. Realizzato interamente in bambù, rappresenta, almeno per ora, il più grande labirinto del mondo ed è una delle più vaste piantagioni di bambù in Europa; il percorso botanico occupa infatti 8 ettari di terreno e sviluppa 3 chilometri di intricati percorsi.
Veduta aerea del Labirinto della Masone © Franco Maria Ricci
Franco Maria Ricci tra le piante di bambù © Marco Vasini
Sorge a Masone, una località nei pressi di Fontanellato (Parma), in una tenuta di campagna di Franco Maria Ricci, il quale desidera lasciare un ricordo nelle terre che hanno nutrito e arricchito la sua famiglia. L’enorme giardino, costruito a partire dal 2005, rappresenta un parco culturale aperto a tutti che ruota attorno alla figura del labirinto ma ospita altresì 5.000 mq di spazi destinati alla raccolta delle collezioni bibliografiche e artistiche dell’autore. Franco Maria Ricci ha infatti scelto di dedicarsi alla progettazione di questo labirinto dopo aver venduto nel 2004 la casa editrice FMR e con il desiderio di realizzare un unicum culturale dal punto di vista dell’architettura, della botanica e sotto il profilo artistico.
L’ingresso al parco del Labirinto © Franco Maria Ricci
La pianta del Labirinto, a forma di stella ad otto punte, è stata disegnata da Ricci insieme al giovane architetto torinese Davide Dutto, mentre gli edifici che completano il progetto sono stati realizzati in collaborazione con l’architetto Pier Carlo Bontempi, esponente della corrente neotradizionalista italiana.
L’intricato percorso in cui è molto facile perdersi, trae la sua ispirazione dal labirinto romano con angoli retti e suddiviso in quartieri (quattro labirinti comunicanti), rielaborato da Ricci introducendo bivi e vicoli ciechi non presenti nel labirinto classico, essendo rigorosamente uni viario. Due mosaici con labirinti romani sono conservati al Kunsthistorisches Museum di Vienna e al Museo Bardo di Tunisi, consultati da Franco Maria Ricci per la progettazione del Labirinto della Masone.
Pianta del Labirinto della Masone © Franco Maria Ricci
Oltre 200.000 piante di bambù sono state utilizzate per dare forma ai corridoi del labirinto, larghi tutti 3 metri. La scelta del bambù (rispetto al bosso, tradizionale essenza da labirinto) si deve alla maggiore velocità di crescita; è un pianta sempreverde e vigorosa, non si spoglia d’inverno e purifica l’aria dall’anidride carbonica, è molto elegante nel suo essere esile e necessita di poca manutenzione. Circa 30 specie diverse di bambù caratterizzano il labirinto, da quelle nane come il Pleioblastus Pumilus, alto al massimo 30 cm, a quelle giganti come il Phyllostachys Pubescens, che supera i 15 metri d’altezza. Primeggia la varietà Phyllostachys Bissetii che con le sue foglie alla base permette di creare una fitta vegetazione senza fessure, raggiunge i 5 m di altezza e si riproduce più velocemente delle altre.
I corridoi in bambù © Franco Maria Ricci 
La ricca vegetazione con piante di bambù © Franco Maria Ricci
I due edifici del complesso, costruiti interamente in mattoni e posizionati attorno alla corte d’ingresso e attorno alla corte centrale, appartengono alla tradizione del neoclassicismo francese, come un omaggio alle architetture della rivoluzione alla Étienne Louis Boullée. I visitatori posso accedere liberamente alla prima corte d’ingresso e decidere se visitare il museo o perdersi nel labirinto, alla ricerca della seconda piazza, proprio nel cuore dell’enorme parco.
Gli edifici in stile neoclassico © Franco Maria Ricci
Il museo è dedicato alle collezioni d’arte di Franco Maria Ricci; ospita 500 opere di scultura e pittura dal Cinquecento al Novecento e accoglie una biblioteca che custodisce i più illustri esempi di grafica e tipografia, come le opere di Giambattista Bodoni e Alberto Tallone, oltre alla collezione storica di tutti i libri stampati dalla casa editrice FMR in cinquant’anni di attività. Mostre temporanee affiancheranno quella permanente; in esposizione dal 29 maggio 2015 al 31 ottobre 2015 la mostra curata da Vittorio Sgarbi “Arte e Follia”, con capolavori di Ligabue e Pietro Ghizzardi. Un ristorante, un bar, una vendita di prodotti alimentari locali e un bookshop completano il progetto e rappresentano l’aspetto commerciale che permetterà il mantenimento del parco del Labirinto.
La corte d’ingresso al Parco del Labirinto © Franco Maria Ricci
La piazza centrale, quadrata, è circondata da portici e ampi saloni per concerti, feste e manifestazioni culturali. Prospicente la corte, una cappella cattolica a forma di piramide corrisponde all’uscita del labirinto, rappresenta uno spazio di preghiera (anche per celebrazioni e matrimoni) e riporta alla simbologia di Fede del labirinto.
La corte centrale porticata © Franco Maria Ricci
Cappella a forma di piramide, acquerello di Giuseppe Greci
© Franco Maria Ricci
I labirinti hanno sempre affascinato l’autore poiché insieme ai giardini, riflettono l’esperienza della condizione umana: da una parte il potere e il turbamento (labirinto), dall’altra l’innocenza e la felicità (giardino).  Ma la vera spinta che ha condotto Ricci alla progettazione del Labirinto della Masone risiede nel rapporto di collaborazione che strinse con l’amico e scrittore argentino Jorge Luis Borges, divenuto cieco all’età di 60 anni. Osservando i passi esitanti dello scrittore e parlando con lui degli strani percorsi degli uomini prese forma l’idea del Labirinto come un Giardino, in cui la gente potesse passeggiare smarrendosi di tanto in tanto, ma senza pericolo. “Il labirinto non è solo un sistema per perdersi, ma anche per ritrovarsi” precisa l’editore “tanto è vero che la Chiesa Medioevale affidava al labirinto il ruolo di percorso spirituale”.
Il cuore del parco © Franco Maria Ricci
LEGGI ANCHE SUL BAMBU’ IN EDILIZIA

 

 

 

 

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Apre il Labirinto della Masone a Parma, interamente in bambu’ Architetto.info