Apre il nuovo Museo dell'Acropoli di Atene | Architetto.info

Apre il nuovo Museo dell'Acropoli di Atene

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Inaugurato il 20 giugno ad Atene dalle massime autorità dello Stato e del governo greco, il Nuovo Museo dell’Acropoli è destinato ad accogliere capolavori della Grecia classica. L’edificio, completamente in vetro, sorge ai piedi del sito storico dove si erge il Partenone che, dopo diverse avventure, ostacoli e critiche, è destinato a diventare il simbolo della Grecia moderna.

Progettato dall’architetto franco-svizzero Bernard Tschumi, questo edificio avveniristico, inserito in una zona vicinissima al Partenone, presenta delle linee dure, ammorbidite tuttavia dalla luce naturale proveniente dalle vetrate rivolte verso il tempio. Il museo si sviluppa su tre livelli, alti 23 metri e di una superficie di 15.000 metri quadrati ciascuno, in cui sono esposte oltre 350 vestigia e sculture dell’Acropoli.
{GALLERY}La struttura ha rappresentato per il progettista una non facile sfida. La particolare vicinanza all’Acropoli (soli 300 metri di distanza dal Partenone), la relazione con la città nuova, nonché il delicato problema degli scavi archeologici, hanno implicato una grande responsabilità in ogni singola scelta progettuale. Si articola in tre elementi: una base, un volume centrale ed uno superiore. La geometria del nuovo museo asseconda gli scavi archeologici sottostanti e l’orientamento del volume più alto rispetto al Partenone. La struttura è illuminata con luce naturale e realizza un percorso che riproduce la salita alla Propilaia, il monumentale ingresso dell’Acropoli. Completamente realizzata in vetro e inclinata di 23 gradi per essere parallela al Partenone, che dista appena 244 metri, la galleria offre ai visitatori una visuale diretta sull’antico tempio.
All’interno del basamento – sospeso sugli scavi archeologici e sostenuto da 100 pilastri di cemento — trovano spazio l’atrio principale, spazi per esposizioni temporanee, un auditorium e aree di servizio.
Una rampa vetrata, che consente lo sguardo sugli scavi sottostanti, conduce alle gallerie espositive del volume centrale, uno spazio a doppia altezza (10 metri), in pianta trapezoidale, sostenuto da imponenti colonne.
Il volume più alto, completamente vetrato, ospita la galleria rettangolare del Partenone. Tale spazio risulta traslato di 23 gradi rispetto alla porzione di edificio sottostante, direttamente orientato verso l’Acropoli. Qui la luce si rivela grande regista del museo. La trasparenza del vetro consente infatti l’illuminazione naturale dell’area, nonché una incredibile e suggestiva vista sulla vicina Acropoli. “L’utilizzo di vari tipi di vetro e di lucernari schermati — assicurano dallo studio Bernard Tschumi Architects — consente l’ingresso di luce naturale e al contempo la protezione della galleria dal calore e dalla eccessiva esposizione ai raggi solari”. Caratterizzato da uno sviluppo prevalentemente orizzontale e dalla massima semplicità, il museo è stato deliberatamente concepito come un volume non-monumentale.

Uno dei gioielli custoditi dal museo è la metà del fregio che ornava la facciata del Partenone. L’altra metà, si trova ancora al British Museum di Londra e la Grecia ne chiede la restituzione sin dagli anni ’60. Gli spazi vuoti sono perciò riempiti di copie in gesso. I lavori dell’opera, cominciati nel 2005 e progettati assieme all’architetto greco Michael Photiadis, hanno avuto un costo totale di 130 milioni di euro, finanziati dalla Grecia e dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Fra i numerosi pregi dello stabile, Tschumi ricorda in particolare l’alta qualità ambientale e la resistenza sismica. La realizzazione si è accompagnata tuttavia a varie polemiche. Per prime, quelle di alcuni cittadini ateniesi che vivono in alcuni palazzi in stile Art deco non lontano dal museo, e che potrebbero vedere le loro case distrutte perché secondo le autorità del museo impedirebbero la visuale dell’Acropoli. Loro hanno lanciato una campagna via Internet per chiedere che anche le loro dimore vengano considerate come opere d’arte e quindi non vengano demolite.

Di altro tenore la polemica che vede coinvolto il governo britannico. Per le autorità greche l’apertura del nuovo museo dell’Acropoli è un’occasione unica per chiedere la restituzione dei marmi del Partenone, ribattezzati marmi di Elgin, rimossi nel XIX secolo da Lord Elgin e portati in Inghilterra, dove oggi sono esposti al British Museum. Una disputa che va avanti ormai da secoli senza approdare ad alcuna soluzione. Questo importante evento ha dato alla Grecia l’occasione di lanciare un appello “a tutti i governi del mondo”, perché aiutino Atene a riavere indietro i marmi.

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