Apre Mondojuve, 100 negozi e un ipermercato nel nome della Juventus | Architetto.info

Apre Mondojuve, 100 negozi e un ipermercato nel nome della Juventus

È il primo lotto di un centro da 200 milioni di euro che entro il 2020 realizzerà a sud di Torino 70.000 mq di nuovi spazi commerciali e un parco di due ettari, diventando uno dei più grandi d’Italia

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Anticipato da un’imponente campagna pubblicitaria diffusa in modo capillare a Torino e provincia, il nuovo centro commerciale Mondojuve ha aperto i battenti il 7 settembre a sud del capoluogo, tra i comuni di Nichelino e Vinovo. L’inaugurazione ha portato a compimento la prima parte di un’operazione ambiziosa il cui completamento è previsto per il 2020: quello inaugurato è infatti il primo lotto di un parco commerciale che si annuncia tra i più grandi d’Italia, suddiviso sul territorio di due comuni e destinato a raggiungere i 70.000 mq di superficie.

Seguendo una strategia localizzativa ormai consolidata, il nuovo shopping center è facilmente raggiungibile dalla tangenziale sud e trae ulteriore vantaggio da un’area in cui si posizionano due vicinissimi poli: la juvarriana Palazzina di Caccia di Stupinigi con il suo parco di importanza regionale e il Training Center della Juventus, che sorge di fronte alle strutture dell’ippodromo, in crisi ormai da tempo.

La presenza e il nome di una società calcistica sempre più importante per la città è il fil rouge che lega un’operazione avviata a inizio millennio da un gruppo costituito da Finanziaria Gilardi spa, Campi di Vinovo spa, Costruzioni Generali Gilardi spa, agli altri pezzi di un piano di sviluppo che sta portando molti investimenti sul territorio a nord e a sud di Torino: nel 2006 e nel 2011 Costruzioni Generali Gilardi hanno rispettivamente completato il centro sportivo che sarà destinato agli allenamenti del settore giovanile dopo l’entrata in funzione dei nuovi campi in area Continassa e il nuovo stadio, che ha dato l’impulso allo sviluppo di tutto il J Campus attualmente in costruzione.

Il progetto di Mondojuve, composto dal completato Shopping Center (con 100 negozi e 1 ipermercato) e dal realizzando Retail Park, è stato sviluppato dalla società di servizi britannica Design International, coadiuvata a livello locale da Studio Ceppi e Simtec, e comporterà un investimento complessivo di 200 milioni di euro, sostenuto in modo diretto dal gruppo Gilardi e da Unicredit S.p.A. e BNL Gruppo BNP Paribas. Si compone di due parti.

Distribuito su 40.000 mq, lo Shopping Center distribuisce i suoi spazi commerciali in due gallerie collegate da un passaggio esterno scoperto, mentre i quattro edifici del Retail Park, per 30.000 mq complessivi, si completeranno progressivamente entro il 2020. Un ultimo edificio sorgerà al confine con il lotto del Juventus Training Center e sarà realizzato e gestito in modo diretto dalla società calcistica.

Anche se non ancora percepibile, il progetto sarà circondato da un’area verde di due ettari, accessibile da un nuovo sistema di viabilità che, contribuendo ad allontanare il traffico di dintorni della vicina Reggia, comprenderà anche una posta ciclabile.

La nuova struttura è dotata di sistemi di recupero dell’acqua piovana, riutilizzata per l’irrigazione delle aree verdi, ricorre alla geotermia per l’alimentazione dell’impianto di climatizzazione, installa pannelli solari per il fabbisogno di acqua calda sanitaria, fotovoltaici per 500 kW che producono il 50% dell’energia elettrica complessiva e luci a led per il contenimento dei consumi.

Al di là dei numeri, dei caratteri della struttura e delle sue dotazioni, delle sue performance energetiche, dei marchi venduti e della risonanza mediatica, i calcoli sul potenziale bacino di utenza (sulla quale dovrebbe fare da attrattore il nome più che la struttura, architettonicamente del tutto ordinaria, o l’offerta di marchi e merci vendute) suggeriscono riflessioni non nuove su un progetto che negli anni, a causa della crisi, ha subito modifiche e ridimensionamenti. Si parla infatti di 1 milione di visitatori e possibili acquirenti entro i 20 minuti di percorrenza e oltre il doppio raddoppiando il tempo.

Lasciando a margine le considerazioni su un modello di sviluppo del territorio che, pur sostenendo casse comunali sempre più vuote, da tempo ha esaurito la sua utilità, sovraffollando le aree suburbane di contenitori e proposte indifferenziati, anche i numeri dichiarati sono del tutto potenziali: mentre nella sola Nichelino è stato appena aperto il centro “I Viali” con i suoi 7.000 mq di galleria commerciale e 22.500 di retail park, nella sola area sud di Torino la “8 Gallery” del Lingotto, che può anche contare sulla metropolitana e su un contenitore dalla storia importante rinnovato tra fine anni novanta e inizio anni duemila da Renzo Piano, è in crisi e il progetto di trasformazione del Palazzo del Lavoro in shopping mall, sebbene di alta gamma, ha preso nuovo vigore con lo sbloccamento dell’iter e un nuovo progetto.

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