Architettura alpina: Elasticospa per l’Hotel 1301iNNa a Piancavallo | Architetto.info

Architettura alpina: Elasticospa per l’Hotel 1301iNNa a Piancavallo

Menzionato al premio Architetto dell’anno 2016, il progetto è una struttura ricettiva sulle Alpi Carniche che guarda a Carlo Mollino e realizza 37 stanze reinterpretando la tradizione dell’architettura montana

© Jacopo Riccesi
© Jacopo Riccesi
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In un’edizione 2016 del premio Architetto dell’anno che ha fortemente rivolto lo sguardo verso nord est, dove ha incoronato come migliore architetto l’altoatesino Werner Tscholl e come giovane talento il trentino Mirko Franzoso, un altro edificio realizzato in provincia di Pordenone si è guadagnato una delle menzioni speciali assegnate dalla giuria: l’Hotel 1301iNN Slow Horse di Piancavallo ideato da Elasticospa.

Basato a Chieri, nella campagna a est della collina torinese, lo studio Elasticospa è guidato da Stefano Pujatti, avianese classe 1968 trapiantato a Torino. Si è costituito nel 2005 dalla scissione di Studio Elastico, che vedeva Pujatti affiancato a Simone Carena, ed è autore di interventi che gli hanno portato tre edizioni della Biennale di Architettura di Venezia, nel 2006, 2010 e 2014, e importanti riconoscimenti a scala nazionale per progetti come l’Atelier Fleuriste di Chieri, riuscito rinnovamento di una casa unifamiliare ai margini dell’abitato di Chieri che è stato finalista all’edizione 2009 della Medaglia d’oro all’architettura italiana, e l’ampliamento del Cimitero di Borgaretto (Torino), che ha vinto il Premio IN/ARCH ANCE 2006 come lavoro realizzato da un giovane professionista. La stessa menzione per Piancavallo di quest’anno arriva dopo una serie di riconoscimenti che, dall’inaugurazione della struttura avvenuta a dicembre 2012, nel 2013 hanno anche inserito Slow Horse fra i finalisti del Premio Mies van der Rohe.

Il progetto per una struttura ricettiva da realizzarsi nella piccola e anonima frazione del comune di Aviano, che occupa un altopiano nell’area a nord di Pordenone, nasce nel 2010 quando viene bandito un concorso a inviti per la realizzazione di un hotel da progettare e costruire in due anni con un budget ridotto (il costo complessivo è stato 5,5 milioni di euro). Il lotto, al margine nord del costruito, si trova accanto al palazzo del ghiaccio, con cui oggi è direttamente collegato, ed era occupato da una foresteria priva di qualità architettonica e mai completata che il nuovo albergo doveva sostituire.

L’Hotel 1301iNN, che prende il suo nome dalla quota sul livello del mare a cui sorge, si sviluppa per 3.425 mq complessivi all’interno di 4 livelli fuori terra. Occupa un volume che si genera scomponendo, ruotando e deformando quello originario della foresteria, il cui basamento costituisce il punto di partenza per la planimetria spezzata del nuovo albergo: unica parte rimasta dell’edificio, diventa infatti accesso all’hotel in cui sono posizionati l’accoglienza con l’atrio di ingresso a tutt’altezza e la caffetteria.

Superiormente, 37 stanze per un totale di 99 posti letto si affacciano verso il paesaggio circostante cercando di sfruttare al massimo il migliore orientamento (nord-est e sud-ovest) e realizzando fronti diversi verso la corona delle Alpi Carniche, dove l’elaborata e complessa copertura rivestita di elementi di ardesia diventa spiovente facciata su cui si apre una successione irregolare di appuntiti abbaini, e il costruito di Piancavallo, verso cui invece rivolge un fronte completamente rivestito di legno di larice scandito da grandi travi di legno lamellare.

piano terra © Elasticospa

piano terra © Elasticospa

piano secondo © Elasticospa

piano secondo © Elasticospa

piano terzo © Elasticospa

piano terzo © Elasticospa

Forti i riferimenti a Carlo Mollino, il cui celebre volo su New York con Piero Martina domina riprodotto sul grande lampadario che pende dal soffitto di un atrio di ingresso illuminato da ampie finestre vetrate protette e rivolte a nord, e alle sue architetture alpine che sono state in grado di reinterpretare l’architettura alpina tradizionale in modo non folcloristico e realizzare raffinati e tecnologici edifici maniacalmente attenti ai dettagli e alla risoluzione strutturali. Su tutte, la non realizzata Casa Capriata, divenuta realtà solo nel 2014 a Gressoney-Saint-Jean (Valle d’Aosta) risultato di un progetto congiunto promosso da Politecnico di Torino, municipalità e Ordini degli Architetti di Torino e della Valle d’Aosta.

Cemento armato, vetro, legno di larice, legno lamellare e locale porfido sono accompagnati da tecniche di prefabbricazione e getti in opera in un edificio separato dal terreno, dal quale lo stacca una piastra in calcestruzzo armato sorretta, a un’altezza di 5 m, da sette tripodi con i pilastri inclinati che consentono al nuovo di sovrastare e inglobare ciò che rimane della vecchia foresteria. L’Hotel 1301iNN è un edificio contemporaneo che mantiene il legame con la tradizione, in cui fanno bella mostra di sé le imponenti travature reticolari in legno lamellare che si impostano sul cemento armato di collegamento con il terreno. Tutti gli elementi orizzontali e verticali sono costituiti da pannelli prefabbricati, autoportanti e sostenuti da una struttura in legno lamellare coibentata con lana di vetro e contenente gli alloggiamenti per il passaggio degli impianti e dei cablaggi. La sfaccettata e complessa copertura è rivestita esternamente da un manto di tradizionali elementi di ardesia.

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