Architettura alpina: la Haus am Muhlbach di Pedevilla Architects | Architetto.info

Architettura alpina: la Haus am Muhlbach di Pedevilla Architects

Volumi puri, tagli netti ed essenzialita' di colori e materiali per la Haus am Muhlbach, Casa sul Rio dei Molini, di Pedevilla Architects a Molini di Tures

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La Haus am Mühlbach, o Casa sul rio dei Molini, è un progetto completato nel 2014 in Sudtirolo, a Molini di Tures (Mühlen in Taufers in tedesco), elaborato dallo studio Pedevilla Architects costituto a Brunico nel 2005 dai fratelli Alexander e Armin Pedevilla.

Candidato all’Ecola Award 2015 (che ogni due anni premia interventi che hanno fatto largo e particolare uso dell’intonaco) e al German Design Award 2016, la Haus am Mühlbach rivela forti legami con l’approccio progettuale di parte dell’architettura contemporanea svizzera (in particolare quella del Cantone dei Grigioni e la produzione di studi come Bearth&Deplazes), contraddistinto da un confronto costante con il contesto alpino e da un’interpretazione contemporanea del regionalismo fatta di razionalità e rigore, volumi puri, materiali spesso utilizzati nella loro forma “bruta”, giochi di ombre e di luci, essenzialità nel disegno degli interni e degli esterni.

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La Casa sul rio dei Molini è un’abitazione unifamiliare relativamente piccola, poco più di 1.000 mc complessivi contenuti in un compatto volume asimmetrico bianco, dai tagli netti, impostato su una pianta pentagonale.
I suoi tre piani fuori terra, a cui si aggiunge un interrato, sono chiusi superiormente da un tetto a due falde, asimmetriche anch’esse, rivestite di lose di pietra colorate di bianco. Sorge in prossimità delle rive del Rio Selva dei Molini, che si immette nel torrente Aurino proprio a Mühlen in Taufers, fra le montagne delle due omonime valli.

Il contesto naturale © Gustav Willeit

È un edificio rigoroso che ripete la stessa logica sia nell’impostazione dell’esterno che nella progettazione degli spazi interni. Caratterizzato dall’imponente dominanza della muratura piena portante, l’involucro è contraddistinto da piani inclinati e aperture irregolari incassate rispetto al filo esterno dei muri. Finestre e portone di ingresso, realizzato interamente in legno di quercia lavorato, interrompono superfici piane, bianche rifinite esternamente con uno strato di intonaco che assume un ruolo importante nella definizione del carattere dell’edificio ed è ottenuto da un’attenta miscela di materiali materiali locali: una base di calce e cemento bianco, che ne danno il colore, animata dalla presenza di inerti naturali locali.

Ad eccezione dello sporto piatto a protezione dell’ingresso che, bianco anch’esso, proietta la sua ombra sulla facciata rivolta a est, l’assenza di qualunque segno, decorazione o elemento aggettante o giustapposto all’involucro è pressoché totale: le gronde e i pluviali sono incassati nelle murature, le finestre hanno davanzali bianchi e minimi, appena accennati, telai di legno di quercia nascosti all’interno dei muri, ed emergono come vuoti sulle superfici esterne, mentre il tetto riduce al minimo indispensabile il suo aggetto, bianco anch’esso.

© Gustav Willeit

© Gustav Willeit

Dettaglio dell’intonaco e del portone di ingresso © Gustav Willeit

Il rigore che caratterizza l’esterno si riflette anche all’interno, dove, sullo sfondo del bianco di pareti e soffitti, domina un esteso uso di materiali provenienti dal territorio lavorati artigianalmente da maestranze locali: un’unica essenza di legno, bronzo e pietra locale per arredi, elementi architettonici e pavimentazioni.

I quattro livelli distribuiscono gli spazi di vita di una famiglia: un interrato per locali di servizio e un garage (l’andamento della cui rampa è dissimulato dal terreno circostante la casa), un piano terra con parte della zona giorno (area per cucina e pranzo), un primo piano con la zona notte e, sotto il tetto, un attico in cui è collocato un soggiorno aperto sulla vista delle montagne circostanti.

Piano interrato © Pedevilla Architects

Piano terreno © Pedevilla Architects

Piano primo © Pedevilla Architects

Piano attico © Pedevilla Architects

Lo sfalsamento di ognuno dei piani dà complessità a un interno che viene animato da giochi di luci e ombre e asimmetrie, accentuati dalla pentagonalità irregolare della pianta.

Sezione longitudinale © Pedevilla Architects

© Gustav Willeit

© Gustav Willeit

Il colore dell’intonaco è, come all’esterno, ottenuto da una base di calce miscelata con polvere di marmo locale. Il legno di quercia è utilizzato, progettato appositamente e realizzato su misura da falegnami locali, per i telai delle finestre, le porte, la scala interna e gli arredi. Le pavimentazioni utilizzano due materiali: assi di legno quercia e lastre di Gneiss della Passiria. Tutti gli elementi metallici (lampade e balaustre ma anche il battacchio del portone di ingresso e le maniglie dei mobili) sono realizzati a mano in bronzo battuto.

© Gustav Willeit

© Gustav Willeit

© Gustav Willeit

© Gustav Willeit

La Haus am Mühlbach è stata classificata, dal punto di vista della sostenibilità e dell’efficienza energetica, dall’Agenzia CasaClima, che l’ha inserita nella classe energetica B: è una casa “da 5 litri”, con un consumo energetico che comporta il consumo di 5 litri di gasolio o 5 mc di gas all’anno per ogni mq.

Il progetto

Progettisti: Pedevilla Architects

Località: Molini di Tures – Mühlen in Taufers (Bolzano)

Volume: 1.060 mc

Cronologia: 2012-2014

Committente: privato

L’autore

Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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