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Architettura alpina: Pra’ della Casa di Nexus Associati

Il recupero di Pra' della Casa, firmato Nexus Associati, e' uno dei progetti finalisti di Constructive Alps 2015, dedicato all'architettura alpina

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Il recupero di Prà della Casa, proprietà della Comunità delle Regole Spinale e Manez nel Comune di Ragoli (Trento, Val Brenta), è un progetto di Nexus! Associati (Roberto Paoli, Gianfranco Giovanelli, Mario Giovanelli, Francesco Pezzarossi) che è stato inserito fra i cinque candidati italiani al premio Constructive Alps 2015. Giunto alla terza edizione, Constrictive Alps è il premio internazionale per le ristrutturazioni e costruzioni sostenibili nelle Alpi che, promosso dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE della Confederazione svizzera e dal Principato del Liechtenstein, ha selezionato complessivamente 32 esempi di interventi in ambiente alpino provenienti da Germania, Svizzera, Liechtenstein, Austria e Slovenia.

La storia di Prà della Casa è un parte di una storia di recupero più ampia, di tradizioni e tecniche, antropico e ambientale, strategicamente voluta in tempi recenti dalla Comunità delle Regole di Spinale e Manez con l’avvio del programma Percorso Achenio per lo sviluppo turistico sostenibile della Val Brenta, di cui questo è il primo passo realizzato. E che sta intervenendo su aree significative del sistema insediativo della valle con l’obiettivo di rendere manifesti e leggibili, anche attraverso interventi di recupero, i caratteri tradizionali del paesaggio locale, naturali e antropici.

Il progetto affidato ai trentini Nexus! Associati è completato nel 2013 per una spesa di 1,25 milioni di euro e in quest’ottica recupera e rifunzionalizza a luogo destinato all’accoglienza turistica e foresteria 15.000 mq di terreno e 630 mq di edificio all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta originariamente adibiti a fienile con stalla sottostante e prato parti di un sistema di malghe e aree per il pascolo estivo poi abbandonati. Dopo la seconda guerra mondiale l’insieme divenne casa forestale con vivaio per essere nuovamente abbandonato dopo utilizzi che ne avevano pesantemente modificato i caratteri e l’intorno, tra cui la sostituzione di elementi in legno con altrettanti in cemento armato, delle scandole in legno di copertura del tetto e la scomparsa del prato.

A livello funzionale e distributivo, Nexus! Associati hanno adattato, trasformandolo, l’esistente alla nuova destinazione d’uso aggiungendo volumi parzialmente ipogei inseriti nel pendio per locali di servizio. I livelli all’interno dei quali si distribuiscono i locali interni sono tre. Al piano terra colloca un punto di accoglienza e informativo, indipendente e con accesso sotto il porticato; i locali comuni per gli avventori (sala da pranzo e servizi), corrispondenti, insieme al punto accoglienza, al nucleo originario dell’edificio; i locali di servizio (cucina, centrale termica, spogliatoio del personale, deposito) realizzati invece nell’aggiunta. Ai due piani superiori, l’ultimo sottotetto, realizza sette stanze, di cui sei soppalcate, per il pernottamento a cui si accede tramite una scala esterna che sbocca su un soggiorno-studio comune ed è accessibile dal portico.

 

 

 

 

Piano terra (© Nexus! Associati)

Piano primo (© Nexus! Associati)

 

 

Piano secondo (© Nexus! Associati)

 

 

Punto focale dell’intervento, più che gli aspetti tecnici e tecnologici, sono state la filosofia e la particolare attenzione rivolta al recupero dei caratteri dell’edificio e del suo intorno attraverso l’eliminazione delle aggiunte e il ripristino di funzioni, materiali, elementi e dettagli della tradizione costruttiva e tipologica locale.

Nell’area esterna sono state smantellate le strutture realizzate a servizio del vivaio al posto del quale è stato ripristinato il prato originario.

Legno e pietra, con l’aggiunta di un più moderno e necessario vetro, sono i materiali che esternamente e internamente connotano nuovamente l’edificio.

Completamente ricostruito, il portico e il volume soprastante, le cui chiusure verticali contengono lo spazio comune al primo piano, sono sorretti da una struttura di travi squadrate e basse e massicce colonne in legno di larice poggianti su “cuscinetti” di pietra.

 

© Paolo Sandri

 

 

Tavole irregolari di legno di larice disposte a graticcio sono anche il materiale costitutivo delle chiusure esterne verticali.

 

Le travi squadrate e il graticcio di tavole di larice (© Paolo Sandri)

 

 

Il larice è l’essenza scelta anche per il nuovo manto di copertura, realizzato in scandole spaccate a mano che ripropongono la tradizionale finitura smantellata. E connota l’interno, insieme alla pietra, nei rivestimenti, nelle partizioni interne.

 

© Paolo Sandri

 

 

 

 

 

 

 

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