Architettura del vino: cantina Terre da Vino a Barolo (Cuneo) | Architetto.info

Architettura del vino: cantina Terre da Vino a Barolo (Cuneo)

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La cantina sociale Terre da Vino a Barolo (Cuneo) è ospitata in un complesso contemporaneo progettato dall’architetto dronerese Giovanni Arnaudo, ed è un efficace esempio di architettura del vino che senza cadere nella citazione nostalgica attinge alle nuove tecnologie nel rispetto della tradizione.

Terre da Vino è una società che riunisce 2.500 produttori vitivinicoli che coltivano circa 5.000 ettari di vigneto delle Langhe e del Roero. Ottimi vini, in una delle terre più rinomate per la qualità dei vitigni, riconosciute nell’estate 2014 dall’Unesco quali Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che qui trovano il terreno e clima ideali.

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Lo stabilimento di Terre da Vino a Barolo ha uno sviluppo in pianta di circa 9.600 mq ed una volumetria complessiva di 43.000 m3; edificato su di un terreno di proprietà della cantina vitivinicola di circa 25.000 m2, si situa tra la collina di Cannubi e la distesa delle Brunate. Oltre 5 milioni di bottiglie annue prodotte per un fatturato consolidato di 20 milioni di euro. L’inaugurazione della cantina avvenne nel febbraio 2001. Il suo successivo ampliamento fu accompagnato da un rovente dibattito circa l’impatto volumetrico in una zona di grande pregio paesaggistico, che prevedeva il raddoppio della superficie esistente.

All’azienda venne chiesto di definire le migliorie da apportare alle coperture piane in progetto (poi modificate) e di puntualizzare le dimensioni di parcheggi e spazi verdi. Ricevuto il nulla osta, l’ampliamento, terminato nel 2010, è di circa 4.600 m2, ed il 30% della struttura è coperto da verde estensivo pensile. Giochi di scarti, attenzione alle nuove tecnologie e rispetto della tradizione sono confluiti nel disegno dei due edifici, uno destinato alle fasi produttive e uno agli uffici / enoteca, che formano il complesso delle nuove cantine.

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La linea che demarca il corpo di fabbrica nel territorio, adibito alla produzione, è riconoscibile per la curvatura delle coperture in rame, che accompagnano il movimento e i colori del paesaggio delle Langhe. E’ elevato l’uso delle trasparenze, impiegate come nel caso delle superfici vetrate dei due fabbricati, ma anche della muratura perimetrale opaca, dai caldi toni del rosso e dell’ocra, i quali ritmano le pareti del blocco principale.

Per questo esempio di architettura del vino, dal punto di vista dell’uso e scelta dei materiali, è stato adottato il legno lamellare della Rubner Holzbau di Bressanone. La copertura è composta da travi in legno lamellare curve, aventi una sezione trasversale di base 22 cm ed un’altezza variabile da 70 a 100 cm, a seconda della luce lorda della campata. Tale legno ha caratteristiche REI 60, il che significa che, al termine dei 60 minuti di esposizione indicati, avrà perso uno strato corticale per carbonizzazione di 42 mm e non sarà più in grado di resistere alle azioni della combinazione eccezionale da incendio. In questo caso, per un’essenza largamente impiegata come il legno lamellare di abete, la velocità di penetrazione della carbonatazione è di 0,7 mm/min. Dunque, il collasso delle strutture in legno per incendi può avvenire solo per la progressiva riduzione della sezione, non per il decadimento delle caratteristiche meccaniche o per i cedimenti vincolari dovuti alla deformazione delle strutture, come invece avviene nel caso di acciaio e calcestruzzo. Al di sopra delle stesse, è stato posato un tavolato ligneo di spessore 6 cm, una coibentazione ed un manto di copertura in lamiera di rame.

Passando all’architettura della palazzina uffici della cantina Terre da Vino, invece, la copertura si presenta a doppia falda. In corrispondenza della sala conferenze, sono presenti capriate in legno lamellare di abete, fornite sempre dalla ditta Rubner Holzbau, con un pacchetto superiore composto da perlina, coibentazione e secondo tavolato a sorreggere un manto di copertura in coppi in laterizio.

La perlina corrisponde al tavolato in legno d’abete con incastro maschio-femmina, di qualità A/B trattato con impregnanti alle resine vegetali e sali di boro in acqua esenti da solventi petrolchimici, resine acriliche, viniliche, alchiliche e da biocidi, conformi alle normative UNI e adatte ad essere impiegate nelle principali classi di rischio ambientali (1,2 e 3). Questo trattamento uniforme riveste una certa importanza per una sua protezione totale. Il secondo tavolato, invece, fissato alla listellatura di ventilazione, svolge una funzione di supporto all’impermeabilizzazione e al manto di copertura, garantendo adeguata protezione allo strato isolante durante le operazioni di posa del manto. L’elevata qualità e la resistenza dimostrata agli agenti atmosferici hanno orientato la scelta verso tavole in legno di larice.

Tale materiale, sposato al vetro, protegge le facciate dell’edificio degli uffici antistante il complesso, rievocando, con una grammatica contemporanea, gli antichi tralicci delle cascine rurali a cui venivano appese, in autunno, i fasci di pannocchie ad essiccare, creando una sorta di primitiva parete ventilata. L’esecuzione di tutte le opere di carpenteria lignea per uffici e di una porzione della graticciata lignea della facciata della palazzina uffici è ad opera della Denaldi Legnami. 

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Solo accennati sono i riferimenti all’architettura rurale, per lo più legati alla scelta dei materiali, quali il legno curvato, i coppi della copertura degli uffici e dell’enoteca, senza cadere nella citazione nostalgica, ma attingendo al repertorio del presente e delle nuove tecnologie.

Le linee curve della copertura intendono richiamare il profilo delle colline, che fanno da contrasto con la passerella d´acciaio sospesa e gli intonaci argentati che brillano attraverso le vetrate. Il processo produttivo del vino, dalla sua nascita fino all’imbottigliamento, qui avviene secondo un ciclo completamente robotizzato, documentando i vari passaggi delle fasi produttive. Gli uffici, di 600 mq complessivi, si trovano dislocati in una palazzina realizzata nelle forme e nei materiali delle tradizionali case delle Langhe. L’ultimo piano è adibito a Sala polifunzionale per convegni, meeting, degustazioni e visite dei clienti. Da qui si gode di una suggestiva vista sulle colline delle Langhe. Gli uffici commerciali sono posizionati nell’ampliamento conseguito nel 2010.

Uno speciale percorso di visita collega la palazzina uffici agli ambienti della cantina, mediante una passerella sopraelevata a 5 m da terra, la quale si connette ad un secondo camminamento sospeso, appesa alle travi in legno lamellare. Essa passa dapprima sopra la zona d’imbottigliamento e porta sino all’imponente sala di affinamento, senza disturbare il lavoro degli operatori, offrendo al contempo una visione diretta, didattica e completa delle varie fasi.

Fiore all’occhiello della cantina Terre da Vino è proprio la “Sala per l’affinamento delle Barbera”, la più grande in Piemonte con i suoi 1.200 mq di superficie e dotata di una vetrata panoramica per godere del paesaggio collinare circostante. La “sala delle Barbere o delle Barriques” è in grado di contenere fino a 3.000 botti in legno di rovere, in un locale a temperatura e umidità controllate grazie ad un perfezionato sistema di condizionamento, il quale assicura una temperatura ideale di 12°C-13°C. La sala “dei Nebbioli o della Tradizione”, inaugurata nel 2010, è dedicata all’affinamento in tini grandi. Nel rispetto della tradizione, queste 54 tini in legno di rovere europeo hanno una capacità ottimale per lunghi affinamenti, in particolare dei vini a base Nebbiolo come il Barolo.

La cantina è una superficie di 1.200 mq, dotata di serbatoi in acciaio inox interamente termo-condizionate e con controllo computerizzato delle funzioni. Il reparto imbottigliamento, di 600 mq, interessa gli impianti di riempimento in ambiente sterile e di confezionamento automatizzato. L’area di stoccaggio, pari a 1.500 mq, è destinata al deposito del prodotto finito, interamente termo-condizionata ad una temperatura di 15°C per la salvaguardia delle caratteristiche del vino in bottiglia. Il laboratorio interno è un locale in cui avviene il controllo della qualità, sia durante la vinificazione che durante l’imbottigliamento, secondo gli standard di qualità dettati dal sistema HACCP. La degustazione e la vendita al dettaglio si effettua nell’Enoteca Wine Shop, di 180 mq di superficie.

All’esterno della cantina, vi è un parco biologico che punta a recuperare le piante autoctone in via di estinzione. Tra i vari riconoscimenti ottenuti dalla Cantina Terre da Vino di Barolo, per il progetto architettonico, spiccano la segnalazione al Premio Internazionale d’Architettura Dedalo-Minosse nel giugno 2006 e l’esposizione alla 12. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia del 2010.


Scheda Dati progetto

Data di progetto: 1998

Data di realizzazione: 2001

Data di ampliamento: 2010

Progetto architettonico: arch. Giovanni Arnaudo – Cuneo

D.L.: Studio Cagliero

Progettista struttura metallica: Marcello Durbano – Torino

Progetto strutture legno lamellare: Rubner Holzbau – Bressanone

Carpenteria lignea: Denaldi Legnami Sas – Casale Monferrato – Alessandria

Progetto utilities: Studio Agnelli – Lodi

Impresa di costruzioni: Impresa edile F.lli Sartore – S. Vittoria d’Alba – Cuneo

Imprese fornitrici: Giachino Livio – Marengo & C. – A.R.E.C. – So.Ge.Co. – Schüco – Frea & Falco – D.I.A. – Casalgrandepadana – FontanaArte – Dronero Carpenterie – Di Emme – Kone Ascensori – iGuzzini – Filippi – Legrand – Trenitalia – SBP – Martini – Simes – Floor Gres – Ideal Standard – Sikkens – Sacea – Fantoni – Area Ufficio – Sesta – Frezza – Saint Gobain – Pavesmac

Costo complessivo: 12 miliardi di lire (fase di realizzazione), 7 milioni di euro (ampliamento)

L’autore


Fabrizio Aimar

Architetto libero professionista, si laurea a pieni voti presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Ha collaborato in un noto studio di ingegneria civile ed infrastrutturale di Torino, redigendo progetti esecutivi e costruttivi in supporto a note firme di architettura internazionali (Jean Nouvel, Renzo Piano, Mario Cucinella, Aymeric Zublena). Ha inoltre collaborato al progetto costruttivo architettonico del Grattacielo Intesa Sanpaolo di RPBW, sempre per uno studio torinese. Dal 2009 è firma della rivista “Il Giornale dell’Architettura”. Dal 2010 è membro della commissione cultura dell’Ordine degli architetti P.P.C. della Provincia di Asti. Nel 2014 è firma della rivista coreana di architettura “C3”.

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