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Architettura del vino: la cantina ipogea di Cascina Adelaide a Barolo

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Con la caratteristica cantina ipogea di Cascina Adelaide a Barolo prosegue il nostro viaggio nell’architettura del vino: progetti e progettisti al servizio del paesaggio enologico italiano. In questa puntata scopriamo l’intervento pensato dallo studio torinese Archicura.

La vecchia struttura aveva bisogno di essere ampliata”, spiega il progettista Paolo Dellapiana. “Il progetto, iniziato nel 2001, è frutto di diversi colloqui con la committenza; in studio ci teniamo a confrontarci con il proprietario su ogni tipo di decisione, non solamente sugli aspetti tecnici del progetto. Riteniamo questa fase del lavoro molto importante”.

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“Progettare una cantina non è un compito facile, bisogna infatti soddisfare diversi criteri, la filosofia di come fare il vino è molto personale. Tant’è che in diverse fasi progettuali è intervenuto l’enologo della Cascina Adelaide, permettendoci anche di acquisire diverse nozioni riguardo la produzione vinicola”, racconta Dellapiana.

Realizzare un progetto ex-novo a Barolo può però essere un’operazione tutt’altro che semplice; le norme comunali infatti impongono il rispetto di alcuni stilemi architettonici tradizionali come l’uso del tetto a falda e delle persiane color verde. Al fine di realizzare una struttura contemporanea, senza interferire con il paesaggio circostante, dopo diversi dialoghi con l’amministrazione sono i progettisti giunti alla decisione di costruire una cantina ipogea.

L’attenzione nei confronti delle colline circostanti ha suggerito la creazione di un volume completamente coperto di terreno erboso, con l’impostazione del piano generale dell’edificio a quota -5,50 metri circa sotto il livello della cascina esistente. La Cascina Adelaide si sviluppa quindi per metà come fosse una dorsale naturale tra le colline esistenti, mentre a ovest è aperta su un’ampia vetrata. 

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Lo strato di copertura di terra vegetale è mantenuto vivo con un sistema d’irrigazione automatica che assicura un completo manto sempreverde. Il sistema prevede, a 30 cm di profondità, piani continui di contenitori d’acqua che, evaporando, forniscono acqua all’apparato radicale del tappeto erboso, stabilizzando, nel contempo, la temperatura interna dell’edificio.

Come la vite e il traliccio, la struttura in calcestruzzo armato della Cascina Adelaide lievita dal sottosuolo verso l’alto, dove è sorretta da una serie di pilastri in ferro e cemento, terminanti a ramificazione. Lo spazio fuori terra della cantina ospita l’ampia zona degustazione, dalla quale i visitatori possono ammirare il paesaggio circostante attraverso le vetrate, le quali continuano anche sulla pavimentazione interna, mostrando la sala sottostante dove invecchiano in fusti di rovere e la sala di vinificazione e imbottigliamento. 

Si continua la visita scendendo verso la zona interrata dell’edificio, che accoglie l’area produttiva, dove le uve vengono portate per essere lavorate. Diversamente da altre cantine, all’interno la Cascina Adelaide è totalmente trasparente. Le grandi vetrate permettono la totale vista verso l’interno e l’ingresso della luce nella sala degustazione, dalla quale è anche visibile il piano inferiore. 

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“In questo progetto abbiamo espresso il desiderio di un inserimento paesaggistico presente ma non urtante. In uno strato di terra che sta tra il cielo e i vigneti, questa nuova cantina prende forma seguendo i percorsi naturali della metamorfosi che porta l’uva a trasformarsi in vino brillante”.

Scheda tecnica

Progetto: ampliamento cascina Adelaide

Luogo: Barolo (CN)

Superficie: 1.472 mq

Progetto e costruzione: 2001-2004

Architetti: Archicura arch. Paolo Dellapiana, arch. Ugo Dellapiana, arch. Francesco Bermond des Ambrois, arch. Beatrice Tessore (Torino)

Struttura: solette in c.l.s., pilastri in metallo e c.l.s.

Pavimentazione: piano interrato porfido esterno e interno (levigato)

Rivestimento esterno: lamiera metallica in lega di rame e zinco WMZINC, vetro acidato

Copertura: sistema drenante DAKU con copertura in erba

Serramenti: alluminio preverniciato, acciao inox, vetro

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L’autore


Caterina Grosso

Laureata in Architettura per il progetto (Politecnico di Torino), Caterina Grosso collabora dal 2012 con la rivista Il Giornale dell’Architettura. Ha lavorato per la rivista parigina “Le Courrier de l’Architecte” e collabora da qualche mese con lo studio di comunicazione per l’architettura ComunicArch.

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