Architettura del vino: la cantina Podernuovo a San Casciano dei Bagni | Architetto.info

Architettura del vino: la cantina Podernuovo a San Casciano dei Bagni

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È nel 2010 che Giovanni e Paolo Bulgari decidono di andare alla ricerca di un terreno adatto a ospitare la loro cantina. Dopo diverse ricerche condotte con l’architetto Massimo Alvisi dello studio romano Alvisi Kirimoto + Partners, trovano il luogo adatto sulle colline senesi. Dopo qualche anno di lavorazione la struttura viene ultimata nel 2013. Siamo nei pressi di San Casciano dei Bagni, ed è necessario aguzzare la vista per distinguere la forma dell’edificio quasi mimetizzato nel paesaggio che lo circonda, del quale la struttura sembra ormai essere parte integrante.

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“L’inizio è stato camminare per la campagna con i committenti per trovare il luogo più evocativo dove porre i primi paletti per tracciare le sagome del nuovo progetto», racconta l’architetto Massimo Alvisi. La richiesta di Giovanni Bulgari di creare un progetto «rigoroso ed efficace”, unita alla volontà di usare la natura come una linea guida – e non come un luogo da invadere – hanno suggerito all’architetto la costruzione di una struttura che nasce dall’attenta osservazione delle vigne. È infatti dal loro ciclo di vita annuale e dalla loro forma mutevole che ha tratto ispirazione l’architetto.

“Le vigne sono opere di ingegneria elementare; delle tenso-strutture minimal esili d’inverno, che piano piano si gonfiano, e dividono lo spazio in corridoi verdi. Trasformano il paesaggio, lo modellano e lo assecondano”. Da questo rigore strutturale ha preso vita la Cantina Podernuovo, composta da quattro setti in cemento armato con una giacitura che segue la massima pendenza della collina. Al loro interno sono racchiuse le funzioni principali per le diverse lavorazioni e per questo i setti sono posti a differenti distanze tra loro, a seconda delle necessità spaziali. La cantina, a eccezione dei setti in cemento, è totalmente vetrata, e viene attraversata per tutta la sua lunghezza da un lungo corridoio centrale, il quale crea una sorta di sezione aperta, che l’architetto definisce un “cannocchiale: in qualsiasi punto ci si trovi nel corridoio è possibile vedere fuori, verso le colline toscane”.

 

 

 

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L’accesso alla struttura avviene da due ingressi, uno riservato agli impiegati – i quali accedono direttamente alla zona lavorazione e agli uffici, passando per gli spogliatoi – l’altro per i visitatori, evitando così interferenze tra la produzione e la visita della cantina. Gli ospiti, arrivati al parcheggio situato sul piazzale frontistante l’edificio, entrano nel piano terreno della cantina. Qui il corridoio centrale divide lo spazio in due parti, dove si trovano a sinistra i tre ambienti principali – tinaia, barricaia e locale di affinamento del vino – e a destra la zona lavorazione, il magazzino e la sala di accesso ai livelli superiori.

 

 

Salendo le scale gli ospiti vengono condotti al primo livello ammezzato, dove si trovano da una parte uno spazio riservato al personale, dall’altra l’area degustazione, chiusa da due ampie vetrate le quali aprono la vista sull’ampio giardino.

 

 

All’esterno, una distesa di ulivi toscani, querce e tigli è delimitata da setti di cemento che riprendono quelli della struttura principale, la quale all’ultimo livello ospita uffici e un’ampia terrazza verde. Al fine d’ingentilire le rigorose linee dell’edificio, una pensilina metallica supera la copertura della struttura sia intorno agli uffici, sia sul piazzale antistante la cantina. L’edificio grazie alla sua forte geometricità si integra fortemente con il paesaggio nel quale si trova. Tale armonia è ulteriormente accentuata dalla scelta dei materiali utilizzati: il cemento faccia a vista, l’acciaio verniciato, il vetro, il cotto e la copertura a giardino si confondono infatti con la campagna senese, arrivando quasi a mimetizzare l’edificio.

 

Dati tecnici:

 

 

Progetto: costruzione cantina Podernuovo

Luogo: Località le Vigne, frazione di Palazzone – San Casciano dei Bagni (Siena)

Superficie: 4.500 mq

Progetto e costruzione: 2010-2013

Architetti: Alvisi Kirimoto + Partners

 

 

 

L’autore

Caterina Grosso

 

Laureata in Architettura per il progetto (Politecnico di Torino), Caterina Grosso collabora dal 2012 con la rivista Il Giornale dell’Architettura. Ha lavorato per la rivista parigina “Le Courrier de l’Architecte” e collabora da qualche mese con lo studio di comunicazione per l’architettura ComunicArch.

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