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Architettura del vino: la Cantina vinicola Su’entu

Il progetto di Su’entu, realizzato nei pressi di Sanluri da Mario Casciu e Francesca Rango, ha vinto nella categoria Commerciale dell’edizione 2015 del premio La ceramica e il progetto

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L’ampliamento della cantina vinicola Su’entu dei giovani architetti Mario Casciu e Francesca Ragno è stato eletto progetto vincitore della categoria Commerciale dell’edizione 2015 del premio La ceramica e il progetto. Bandito annualmente da Confindustria Ceramica e valutato in questa terza edizione da una giuria composta dagli architetti Sebastiano Brandolini, Michele Capuani e Cino Zucchi, ha riconosciuto interventi di qualità completati tra gennaio 2012 e gennaio 2015 che hanno fatto utilizzo dei prodotti ceramici realizzati dalle molte aziende affiliate.

La piccola cantina sorge al centro della Sardegna meridionale nelle vicinanze di Sanluri, capoluogo della provincia del Medio Campidano. È il luogo attorno a cui ruotano 50 ettari di colline, gran parte delle quali dedicate alla coltivazione di vitigni tradizionali, e porta avanti un progetto imprenditoriale che ha visto sviluppi recenti: la decisione di riprendere la produzione di vino in un territorio storicamente votato all’agricoltura, e il conseguente incarico da parte della famiglia Pilloni per la realizzazione di nuove strutture di supporto, risale infatti al 2010 (leggi qui tutti i nostri articoli sull’architettura delle cantine).

foto aerea con parcella

Elaborata dai giovani architetti sardi Mario Casciu e Francesca Rango, entrambi classe 1980 e laureati all’Università di Napoli, la nuova cantina è l’ampliamento di un manufatto preesistente collocato nella parte più alta della proprietà e dei vigneti. Il progetto realizza un complesso dalla forte orizzontalità e integrato nel paesaggio circostante, che riproduce un tradizionale edificio a corte, di pianta quadrata e multilivello con una parte parzialmente sotterranea.

L’organizzazione interna distribuisce i locali e le aree funzionali, in parte privati e in parte aperti al pubblico, seguendo le fasi del processo di vinificazione e impostando un’area di smistamento nella corte centrale.

Collocando gli uffici e un’area per l’organizzazione di eventi al secondo piano in prossimità dell’accesso principale a sud, la corte gestisce, al piano terra, un deposito, un’area per l’imbottigliamento e l’etichettatura del vino e la sala a doppia altezza destinata ai grandi vasi vinai per la fermentazione (sala fermentini). Sempre al livello del terreno, l’ampia sala degustazione si affaccia a est con una grande vetrata continua sui vigneti, al di sopra della barricaia per l’invecchiamento del vino, parzialmente interrata.

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Materiali tradizionali e fortemente mediterranei affiancati a presenze contemporanee caratterizzano un complesso dai tetti piani e dai semplici volumi giustapposti, piuttosto chiusi verso l’esterno. Il rivestimento dell’involucro è costituito da un paramento murario in pietra cistoide di Serrenti alternato a intonaco bianco. A questi si accostano il vetro dei serramenti, il metallo di telai e controtelai e delle griglie del brise soleil che copre l’ingresso della sala fermentazione, e il legno della pergola esterna alla finestra della sala degustazione.

All’interno, una struttura portante a telaio misto con pilastri in cemento armato e travi a vista in legno lamellare e ambienti caratterizzati dal legno e dall’esteso uso del grés porcellanato, che, posato su tutte le pavimentazioni in diverse tonalità di grigio e differenti formati, contribuisce all’unitarietà di esterni e interni.

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