Architettura del vino: la nuova cantina di Norman Foster in Francia | Architetto.info

Architettura del vino: la nuova cantina di Norman Foster in Francia

Nell’ampliamento della tenuta dell’azienda vinicola Château Margaux, Norman Foster si adegua al passato ma non rinuncia alla contemporaneità

foto: Nigel Young - Foster Partners
foto: Nigel Young - Foster Partners
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È stato da poco completato nella regione di Bordeaux, luogo in cui nascono alcuni dei vini più prestigiosi del mondo, l’intervento di ampliamento e restauro dell’azienda vinicola francese Château Margaux progettato da Norman Foster, un suo nuovo ‘ingresso’ nel mondo dell’architettura del vino.

Il nuovo edificio aggiunge un nuovo elemento a una tenuta storica che da due secoli non vede grandi modificazioni, adattando ad essa le sue forme.

Il complesso, circondati dai vigneti, è infatti costituito dall’inizio del XIX secolo dal palladiano castello nobiliare, costruito nella parte nord del lotto nel 1812 dal marchese Bertrand Douat e acquistato negli anni settanta insieme a tutta l’azienda dal magnate di origine greca André Mentzelopoulos, dalle cantine a est e dalla parte più antica della tenuta, le orangerie, a ovest.

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Norman Foster, architetto britannico il cui nome è da sempre maggiormente legato a interventi di carattere e scala molto diversi, non è tuttavia nuovo alla progettazione di piccole cantine: porta infatti la sua firma la Cantina Bodegas Portia a Ribera del Duero, in Spagna. E Foster non è la prima archistar che opera nella regione, ma segue gli interventi dei francesi Jean Nouvel (suo il progetto per Château de la Dominique) e Christian de Portzamparc (Château Cheval Blanc), autori di progetti di impatto che si inseriscono nel paesaggio in modo totalmente contemporaneo.
Obiettivo dell’incarico affidato nel 2012 sono l’impostazione di una nuova ala, il Nouveau Chai, e la gestione del restauro e riadattamento degli edifici esistenti.
Il Nouveau Chai nasce per dare spazio al nuovo centro ricerche e sviluppo, aggiungere aree per la produzione del vino bianco e la nuova enoteca. Si posiziona nella parte orientale del complesso proponendo un aspetto quasi del tutto inedito per le architetture di Norman Foster: tutta la tenuta è stata infatti dichiarata monumento ed è protetta dallo stato francese. E anche l’architetto britannico ha dovuto adeguarsi alla legge, pur non rinunciando del tutto alle sue cifre stilistiche distintive, che emergono appena oltre il primo sguardo.
Nouveau Chai è chiuso superiormente da un ampio tetto a quattro falde rivestito di coppi anticati, che stempera l’inserimento nel contesto, e racchiude all’interno la sua contemporaneità. La copertura tradizionale è infatti sorretta da 12 pilastri metallici fitomorfi e da una struttura piana reticolare di travi metalliche a doppio T. Al di sotto, il volume dell’ampliamento si distribuisce su diversi livelli, introdotto da uno spazio coperto: due fuori terra divisi da un mezzanino e uno sotterraneo, dove trova posto l’enoteca, protetta da una struttura contro terra di cemento armato prefabbricato che crea le necessarie condizioni climatiche per la corretta conservazione del vino.

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Mentre all’esterno prevalgono il legno e il laterizio, i materiali utilizzati all’interno dei nuovi spazi sono totalmente moderni: il metallo bianco della struttura portante, quello naturale delle botti per la maturazione del vino ma anche dei serramenti, delle balaustre, delle griglie di calpestio posate al di sopra delle botti, della scala elicoidale di collegamento dei livelli e di finitura delle pareti; il battuto grigio di cemento delle pavimentazioni; il legno dominante nella sala degustazione al secondo piano e nell’intradosso del tetto; il vetro negli ampi serramenti che costituiscono la pressoché totale e trasparente chiusura del secondo livello e si aprono, triangolari e con brise-soleil esterni, sulla parte orientale della copertura in prossimità del colmo del tetto.

© Nigel Young  Foster Partners

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La realizzazione di nuovi spazi ha richiesto un ripensamento di tutte le strutture esistenti che ha reso il nuovo insieme più funzionale. La cantina precedente, e finora unica, è stata destinata alla sola produzione del vino rosso, la vecchia enoteca è invece diventata barricaia, mentre i percorsi che conducono i visitatori fra le antiche cantine sono stati rinnovati al pari del cortile principale, adattato alle esigenze dei periodi di vendemmia. L’intervento più importante sull’esistente è stato effettuato sull’edificio delle orangerie che, posizionato nella parte occidentale del lotto, è stato completamente rivisto: sono state rimosse le superfetazioni aggiunte nel corso del tempo e sono state aperte ampie finestre sulla facciata a sud, facendolo diventare un nuovo giardino d’inverno con spazi flessibili a disposizione per molteplici utilizzi, tra cui eventi e un uso refettorio durante le vendemmie.

© Nigel Young  Foster Partners

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