Architettura del vino: la prima cantina di Philippe Starck | Architetto.info

Architettura del vino: la prima cantina di Philippe Starck

Inaugurata a Bordeaux, è un’ipertecnologica e sottile lama che emerge dall’acqua rivestita di Alucobond chiusa da una terrazza panoramica rivestita di legno di teak

Château les Carmes-Haut-Brion - © Philippe Labeguerie
Château les Carmes-Haut-Brion - © Philippe Labeguerie
image_pdf

L’architetto e designer francese Philippe Starck ha firmato con Luc Arsène-Henry la sua prima architettura per il vino: la nuova cantina per Chateau les Carmes Haut-Brion, inaugurata a fine giugno all’interno della tenuta nella parte occidentale di Bordeaux. Ha così aggiunto la sua prestigiosa firma al lungo elenco degli illustri colleghi che, anche solo nel corso degli ultimi anni, hanno lavorato per produttori di vino, in Italia e all’estero.
Architettura e design, tra mobili, arredi, gioielli, yacht (tra cui il natante di Steve Jobs varato nel 2012), calzature, case su catalogo, collaborazioni con produttori di prodotti ceramici, sono pochi i settori in cui la fortunata attività di Starck non ha trovato ancora l’occasione di esprimere la sua idea di design e ora sono ancora più ridotti.

Come richiesto dalla committenza, la nuova cantina è un edificio di personalità. Coniuga la funzione all’estetica all’interno del volume delineato da una liscia lama lunga e stretta, rastremata verso l’alto, che emerge dalle acque di un bacino realizzato all’interno della tenuta sfruttando il percorso del fiume Peugue, affluente della vicina Garonna. Rastremata verso l’alto, richiama suggestioni fortemente legate all’acqua: nei suoi 85 metri di lunghezza, 15 di larghezza e 12 di altezza complessiva, sembra quasi suggerire la sagoma di un modernissimo sommergibile che riaffiora dalla superficie del mare o la chiglia di una nave rovesciata.

Il progetto della nuova cantina viene avviato dopo il 2010, anno in cui Patrice Pichet, a capo dell’omonimo gruppo immobiliare transalpino basato nella vicinissima Pessac, acquisisce il complesso Chateau les Carmes Haut-Brion e i suoi 10 ettari di vigenti. L’intenzione è quella di potenziarne le funzioni di rappresentanza, esposizione e accoglienza dei visitatori e rafforzare il suo legame con la città di Bordeaux attraverso il rinnovamento dell’ingresso. Per lo sviluppo del progetto si affida a Philippe Starck e Luc Arsène-Henry.

Il singolare edificio costruito, eretto tra il gennaio 2014 e l’autunno 2015, sviluppa 2.000 mq suddivisi in quattro livelli, tre fuori dall’acqua e uno al di sotto, in cui, all’interno di planimetrie di dimensioni decrescenti, sono collocati gli spazi per le funzioni richieste dalla committenza: la barricaia progettata a contatto con la terra al di sotto del livello dell’acqua per custodire 300 botti, e, al di fuori, l’area accoglienza, gli uffici e le aree di servizio e la sala di degustazione che si affaccia su un ampio locale a doppia altezza per la fermentazione con i tini di legno e acciaio. Il tutto culmina in una terrazza panoramica completamente aperta e rivestita di 350 mq di legno di teak da cui si piò godere della vista sull’intorno e sul castello che domina la proprietà. Gli ingressi sono quattro, simmetrici e accessibili da quattro passerelle.

sezione

barricaia_Copy Philippe Labeguerie

© Philippe Labeguerie

fermentazione 0_Copy Philippe Labeguerie

© Philippe Labeguerie

L’idea guida del progetto è stata quella di realizzare una sorta di cantina “passiva” che usa l’acqua e la terra per creare e mantenere le corrette temperatura e umidità dell’aria, stabili sui i 15° C e l’85%.

Materiali grezzi, soprattutto il cemento a vista di pareti e soffitti, vetro, legno e acciaio sono i materiali che caratterizzano un edificio minimale che si regge su una struttura portante di cemento armato senza punti di appoggio interni. Gli orizzontamenti inferiori sono ancorati al terreno sottostante tramite una serie di micropali per ovviare ai problemi di stabilità generati da un rischio ribaltamento aumentato dalla forma alta e allungata.

All’esterno, un involucro ipertecnologico è stato progettato e posato per assolvere molteplici funzioni. La più evidente è quella estetica: una pelle scura e riflettente pressoché continua, interrotta solo dalle poche aperture per gli ingressi e qualche finestra, è costituita dall’unione di pannelli curvati in Alucobond con struttura da 5 mm di lega di alluminio e resina. Nascosta agli occhi, tra la pelle esterna e la parete portante interna di cemento armato un’intercapedine continua assolve invece un’importante funzione, realizzando una via per lo smaltimento dei vapori tossici prodotti dalla fermentazione dell’uva.

La costruzione della nuova cantina è stata anche l’occasione per realizzare lavori che hanno interessato tutta la tenuta: oltre alla revisione dell’ingresso, la sistemazione del sistema idraulico e il restauro di una fontana del XV secolo.

Altre cantine d’autore:
La Cantina vinicola Su’entu
La nuova cantina di Norman Foster in Francia
Casa Durando nel Basso Monferrato

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Architettura del vino: la prima cantina di Philippe Starck Architetto.info