Architettura del vino: Renzo Piano BW per Château la Coste | Architetto.info

Architettura del vino: Renzo Piano BW per Château la Coste

La piccola struttura espositiva, caratterizzata dalla leggera tensostruttura corrugata di copertura, aggiunge un altro tassello al progetto commerciale e culturale che ha già portato a Puy-Sainte-Réparade Jean Nouvel, Tadao Ando e Frank O. Gehry

© Stephane Aboudaram | WE ARE CONTENT
© Stephane Aboudaram | WE ARE CONTENT
image_pdf

Le colline vitivinicole della Provenza, vicino al piccolo centro di Puy-Sainte-Réparade a una manciata di chilometri da Aix-en-Provence, ospitano da poco uno degli ultimi progetti di Rpbw, un padiglione parzialmente ipogeo per l’esposizione di fotografie e sculture e la conservazione del vino realizzato per conto del produttore Château la Coste.

Il piccolo intervento realizza la seconda “architettura per il vino” firmata da Renzo Piano, che nel 2007 completava la nuova cantina de La Rocca di Frassinello, sulle dolci colline di fronte a Giuncarico, borgo nella Maremma toscana tra Follonica e Grosseto.

Realizzato con la collaborazione di Tangram Architectes, local architects basati nella non lontana Marsiglia, il padiglione s’inserisce in modo letterale all’interno del caratteristico paesaggio dei 200 ettari della tenuta. L’accesso è diretto dal punto di arrivo del visitatore, il castello seicentesco che dà il nome all’azienda, dal quale si dipana un percorso che, scendendo dolcemente, entra in modo graduale all’interno del terreno: la superficie di 285 mq è infatti collocata dentro uno scavo profondo 6 m che incorpora quasi completamente il volume di una teca di vetro contenuta da setti in cemento armato a vista e chiusa da un tetto a doppia falda. La planimetria è trapezoidale, stretta all’ingresso e più larga nella parte posteriore che si apre su un piccolo specchio d’acqua.

Lo spazio è suddiviso in due parti con funzioni diverse e separate: i 160 mq centrali sono destinati all’esposizione, illuminati da abbondante luce naturale proveniente dal soffitto e dalle ampie vetrate, mentre, ai lati, nicchie ipogee accolgono piccole cantine per il vino.

La copertura esterna, leggera e separata dalla teca di vetro che protegge dalla luce diretta, è l’unica parte visibile dall’esterno del padiglione e sua caratteristica più peculiare. È una suggestiva e diafana tensostruttura bianca dalla superficie corrugata, sorretta da una struttura metallica ancorata ai setti di contenimento del terreno. Le sue linee sembrano proseguire la giacitura dei filari e, insieme alla planimetria trapezoidale, dall’alto richiama il soffietto delle antiche macchine fotografiche.

Il suo progetto e la realizzazione sono stati seguiti da Arup insieme alla società gallese Architen Landrell che, specializzata in tensostrutture e coperture e involucri in EFTE, vanta importanti collaborazioni, tra cui quella con Herzog & de Meuron alla Tate Modern Switch House inaugurata a Londra lo scorso anno.

Il padiglione ospiterà la mostra “The Sea and The Mirror” di Hiroshi Sugimoto fino al 3 settembre.

Rpbw aggiunge l’ultimo tassello a un ampio progetto avviato da Patrick McKillen che, dopo il suo arrivo a Le Puy-Sainte-Réparade nel 2004, ha già portato nel piccolo centro della Provenza le opere di artisti come Ai Weiwei, Richard Serra e Louise Bourgeois e gli architetti Jean Nouvel, Tadao Ando, Frank O. Gehry, al cui elenco si è aggiunto adesso Renzo Piano, che sicuramente non sarà l’ultimo.

L’imprenditore irlandese, che detiene quote nelle proprietà di importanti catene di alberghi di lusso e centri e aree commerciali nel Regno Unito, Stati Uniti e Irlanda ma anche di Muji Ireland, sta infatti trasformando il progetto commerciale dell’azienda vinicola, che ha ridotto e razionalizzato la produzione e la proposta di vini, e gli ha affiancato un progetto culturale basato su un non nuovo ma sempre efficace binomio arte e architettura. Passeggiando per una tenuta trasformata in un museo a cielo aperto ci si imbatte infatti in opere d’arte disseminate fra i vigneti ed edifici a servizio sia della produzione che dell’offerta culturale.

La Cuverie di Jean Nouvel, completata nel 2008 (tra l’altro anche anno in cui l’architetto francese riceve il Premio Pritzker), è composta da due volumi semicilindrici rivestiti di scintillanti lamiere di alluminio in cui nasce e invecchia il vino. Nello stesso anno viene aperto anche il Pavilion de Musique di Frank O. Gehry con la sua serie di schermi sospesi e diversamente inclinati che lo accomunano con il contemporaneo Serpentine Pavillion in quell’anno affidato all’architetto canadese. Il 2011 vede infine l’apertura del volume di vetro e cemento a vista del Centro per l’arte di Tadao Ando (comprendete anche un ristorante e un bookshop), che nello stesso anno per Château la Coste firma anche il Gate d’ingresso, una piccola Cappella e quattro postazioni per la contemplazione del paesaggio, insieme a sedute-origami.

Dopo Renzo Piano, chi sarà il prossimo?

Leggi anche: Architettura del vino: Edoardo Milesi firma la Cantina ColleMassari in Toscana

Copyright © - Riproduzione riservata
Architettura del vino: Renzo Piano BW per Château la Coste Architetto.info