Architettura sacra: chi ha vinto la Kaira Looro Competition | Architetto.info

Architettura sacra: chi ha vinto la Kaira Looro Competition

Un team di architetti polacco vince la Kaira Looro Competition - Sacred Architecture, concorso dedicato all’architettura sacra in luoghi remoti del Pianeta Terra

Il progetto di Natalia Serafin, Paulina Gorecka e Anita Wisniewskai, vincitore del concorso
Il progetto di Natalia Serafin, Paulina Gorecka e Anita Wisniewskai, vincitore del concorso
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I giovani architetti Natalia Serafin, Paulina Gorecka e Anita Wisniewskai sono i vincitori di “Kaira Looro Competition – Sacred Architecture”, il concorso internazionale di architettura che ha messo al centro la celebrazione architettonica della filosofia del culto in un luogo remoto della terra, dove la carenza di materiali e tecnologie altamente prestanti spinge l’architettura verso il ramo della sostenibilità e dell’integrazione con il paesaggio e la cultura.

Kaira Looro, che il lingua vuol dire “Architettura per la pace”, non è semplicemente il “fare” architettura, ma è anche il legame a una cultura, a una spiritualità e ricerca dell’interiorità da materializzare in chiave architettonica. Progettare un’architettura per il culto non significa semplicemente offrire una nuova identità al territorio, ma dare corpo ad una cultura, facendosi interpreti della sua spiritualità con leggerezza ed eleganza.

Il concorso è stato organizzato dall’Organizzazione No Profit Balouo Salo con la collaborazione dell’Università di Tokyo, Kengo Kuma & Associates, CNAPPC, InArch Sicilia, Governo di Sedhiou e Comune di Tanaf e altre strutture di rilievo internazionale. La giuria era composta da: Kengo Kuma, Ko Nakamura (Università di Tokyo), A. Ghirardelli (SBGA), A. Muzzonigro (Stefano Boeri Architetti), R. Bouman (Mohn+Bouman Architects), C. Chiarelli (Arcò), A. Ferrara (Juri Troy Architects), Pilar Diez Rodriguez, R. Kasik (X Architekten), S. D’Urso (Università di Catania), I. Gomis (Sindaco Tanaf), I.Lutri (In/Arch), W. Baricchi (CNAPPC).

Giorno 14 maggio 2017 sono stati ufficializzati, sul sito ufficiale del concorso, i 18 progetti premiati: 1°, 2°, 3° posto, 5 menzioni e 10 finalisti.
L’obiettivo del contest è stato di dare vita ad un’architettura sacra simbolica per tutta la nazione e votata al miglioramento delle condizioni di precarietà dell’area di intervento, molte sono state le suggestive interpretazioni della spiritualità.
L’intero ricavato, derivato dai contributi di iscrizione dei partecipanti, è stato interamente devoluto al progetto umanitario “Un ponte per la vita” in Senegal, a beneficio della vita di 80.000 persone oggi a rischio sopravvivenza. Il progetto vincitore del concorso è stato consegnato all’Organizzazione Balouo Salo che lo consegnerà alla comunità di Tanaf e alle rispettive autorità proponendo una realizzazione collaborata.

La stessa organizzazione Balouo Salo non si preclude la possibilità di adottare tale progetto come progetto di beneficenza. Il progetto vincitore sarà presentato ed esposto nei villaggi e autorità locali, inoltre presentato ai grandi Marabout dell’area di progetto.
Il progetto vincitore è stato progettato da un team polacco composto dai giovani architetti Natalia Serafin, Paulina Gorecka e Anita Wisniewska.

Il secondo premio va ad un team rumeno composto da Tilvescu Maria e Stoian Hadrian.

Il terzo premio ad un team inglese composto da Sean Cassidy e Joe Wilson.

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