Architetture Rivelate 2015: i cinque vincitori | Architetto.info

Architetture Rivelate 2015: i cinque vincitori

Un museo, due residenze (universitaria e sociale), il recupero di in borgo alpino e una residenza di alto livello: così è conclusa la 12esima edizione del premio dell’Ordine degli Architetti di Torino

museo ettore fico
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L’edizione 2015 del premio Architetture Rivelate dell’Ordine degli Architetti di Torino, la dodicesima e ultima nel format attuale, si è conclusa con la premiazione di cinque progetti realizzati nella provincia di Torino negli anni più recenti: il nuovo Museo Ettore Fico, il recupero di una parte del vecchio borgo di Pragelato, la residenza universitaria Borsellino, la residenza temporanea Luoghi comuni Porta Palazzo e Casa Hollywood.

La premiazione è avvenuta durante la serata conclusiva del Festival Architettura in Città, promosso ormai da 5 anni dall’Ordine, che ogni anno movimenta per una settimana intera la città con eventi, visite e convegni a tema. E che quest’anno, dopo le Ogr del 2013, ha avuto a disposizione la davvero splendida cornice dell’ex Borsa Valori di Gabetti e Isola, edificio di proprietà della Camera di Commercio chiuso dal 1992 e attualmente in attesa di una nuova destinazione d’uso.
Un museo, due residenze (temporanea e per studenti), il recupero di un borgo alpino e una residenza di alto livello: quattro su cinque interventi premiati si trovano dentro i confini della città di Torino e solo uno al di fuori, in valle Chisone, ma realizzato da uno studio torinese.

Il Mef (Museo Ettore Fico) di Alex Cepernich è una delle novità culturali cittadine del 2014. Collocato nel controverso e periferico territorio dell’incompiuta Spina 4, recupera 2.000 mq di uno dei tanti edifici ex industriali dismessi dell’area nord della città, il capannone a navata unica con struttura in cemento armato che fu della Sicme costruito nel 1968 e abbandonato nel 2004, e realizza un intervento coraggioso per l’esposizione delle opere dell’omonimo artista biellese.

 

Residenza universitaria "Borsellino"

Residenza universitaria “Borsellino”

La residenza universitaria Borsellino, progetto di Stefano Seita, Marco Zocco, Filippo Giau (AT studio associato che ha già firmato un altro progetto “sociale” premiato dall’Ordine nel 2012, Casa Oz), è invece un intervento meno recente realizzato in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006 come villaggio per la stampa e poi riconvertito a residenza universitaria. Localizzato in posizione centralissima, dietro le Ogr, in prossimità del raddoppio del Politecnico e della Spina centrale, è costituito da quattro edifici di sei e dieci piani fuori terra progettati secondo criteri bioclimatici.

 

Residenza temporanea "Luoghi comuni"

Residenza temporanea “Luoghi comuni”

La residenza temporanea Luoghi Comuni, a Porta Palazzo, è invece un progetto del 2013 di Pier Matteo Fagnoni, Daniele Desii e Giovanni Cardinale che è parte del vasto programma housing finanziato da Compagnia di San Paolo. Recupera un edificio abbandonato di quattro piani fuori terra nella parte più difficile del quartiere di Porta Palazzo e ricava 27 flessibili unità abitative per piccoli nuclei familiari in stress abitativo cercando al contempo di innescare un processo di rigenerazione dell’intorno grazie al recupero di spazi comuni e delle attività commerciali al piano terreno.

 

Casa Hollywood

Casa Hollywood

E un esempio del tutto particolare di recupero è anche la non lontana Casa Hollywood di Luciano Pia, che, ai margini di piazza della Repubblica, dal 2014 dà nuova vita con una revisione radicale e completamente moderna a un abbandonato teatro ottocentesco, il Piccolo Teatro Popolare di Torino divenuto poi cinema Hollywood (leggi l’articolo sul progetto).

 

Il recupero delle baite a Pragelato

Il recupero delle baite a Pragelato

Il recupero di quattro baite nel centro storico di Pragelato in frazione La Ruà (progetto di studioata premiati anche nel 2013 con la piccola e interessante Casa tra gli alberi) è stato infine completato nel 2012 e si rivolgeva, per la revisione degli spazi urbani e la progettazione di nuovi a disposizione del centro abitato, sia ai residenti che a chi qui cercava la seconda casa. Utilizza materiali naturali e reinterpreta in chiave contemporanea l’architettura tradizionale alpina.
Dal 2016 Architetture Rivelate si presenterà con un format completamente nuovo, ancora da definire a livello di regolamento ma a cui si è fatto cenna nella serata: diventerà biennale, con giurie totalmente nuove e nuovi criteri e categorie per i premi.

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