Architetture Rivelate 2017: i quattro vincitori | Architetto.info

Architetture Rivelate 2017: i quattro vincitori

Il nuovo corso del premio si è svolto seguendo una formula completamente rinnovata: diventato biennale, premia tre categorie e una segnalazione con una giuria presieduta da Luca Molinari

L'hotel NH Collection Piazza Carlina (© Barbara Corsico)
L'hotel NH Collection Piazza Carlina (© Barbara Corsico)
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Il Giardino Riabilitativo dell’Ospedale San Lorenzo di Carmagnola, il progetto di interno Fermi, l’hotel NH Collection di piazza Carlina e l’Ala nuova del Castello del Valentino sono i quattro interventi premiati alla 13° edizione delle Architetture Rivelate, il premio-targa promosso a partire dal 2004 dall’Ordine degli Architetti di Torino.

Il 2017 segna l’inizio di nuovo corso per il riconoscimento dedicato alle realizzazioni dei professionisti iscritti all’Ordine provinciale del capoluogo piemontese, la cui formula rinnovata è scaturita dal lavoro del focus group Qualità e promozione del progetto avviato nel 2014 dopo l’elezione dell’attuale Consiglio. Seguendone le linee guida, mantiene le finalità, ossia il riconoscimento della qualità del progetto e della capacità professionale dei progettisti e il dare visibilità a opere che hanno migliorato l’ambiente costruito, ma apporta alcuni cambiamenti.

Passato da annuale a biennale, ha introdotto tre categorie per interventi realizzati dopo il 2000 (Spazi aperti, infrastrutture e paesaggio; Nuova costruzione e riuso; Allestimenti temporanei e spazi interni) e una segnalazione per le opere del passato più recente (Opera del secondo Novecento), che rispecchiano i principali ambiti di attività della progettazione di oggi. È valutato da una giuria che attinge, come nelle edizioni precedenti, dal bacino degli iscritti all’Ordine di Torino (per questo 2017 Ilaria Ariolfo, Alberto Geuna, Andrea Veglia ed Elena Vigliocco) ma è guidata da un presidente esterno selezionato tra esperti di chiara fama, che in questa prima edizione è stato il critico e storico Luca Molinari.

Il vincitore della sezione Spazi aperti, infrastrutture e paesaggio, il Giardino Riabilitativo dell’Ospedale San Lorenzo (Carlo Curto, Domenico Curto e Stefano Sogno Fortuna), è un piccolo progetto dal piccolo budget (circa 200.000 euro) inaugurato il 21 ottobre 2015. Nasce per aiutare il recupero o il miglioramento della mobilità di pazienti con difficoltà motorie e sensitive realizzato per conto dell’associazione A.Ri.Ca. Onlus. Riqualifica un’area di circa 1.220 mq corrispondente al cortile centrale del nucleo storico dell’ospedale, contigua alla struttura di Recupero e Rieducazione Funzionale collocata al piano terra. Al suo interno traccia percorsi con diversi livelli di difficoltà, imposta al suo servizio arredi e strutture in acciaio corten, scale, rampe e dislivelli e posa pavimentazioni in cui utilizza i materiali di rivestimento esterno più comuni nella zona, tra cui la pietra di Luserna, i ciottoli di fiume e i blocchetti di porfido.

La categoria Nuova costruzione e riuso premia invece l’atteso completamento di uno degli interventi più discussi degli ultimi anni, la trasformazione di Casa Gramsci nell’hotel di lusso NH Collection Piazza Carlina (progetto di Franco Fusari, Federico De Giuli, Davide Dutto, Cristiano Pistis, Gianni Vercelli, con la collaborazione di Sergio Manzone). Nata nel XVII secolo come Albergo di Virtù, è un edificio impostato attorno a una corte centrale che nel corso dei secoli cambia funzione, ospita per breve tempo Antonio Gramsci (da cui il nome con cui è comunemente noto) e subisce danni durante la seconda guerra mondiale, per poi diventare una proprietà comunale gestita dallo IACP fino agli anni ottanta del Novecento. Per lungo tempo era rimasto l’ultimo edificio bisognoso di rinnovamento affacciato sua una piazza storica, centralissima e riqualificata (sono da poco conclusi i lavori di realizzazione di uno degli ultimi parcheggi sotterranei di cui il centro cittadino si sta dotando). Il progetto, completato nel 2015 con l’investimento di 28 milioni di euro, si avvia dopo un’alienazione non priva di polemiche e realizza il restauro e la rifunzionalizzazione dell’edificio, riorganizzandone gli spazi interni e impostando un nuovo rapporto con la piazza antistante attraverso l’apertura alla città della sua corte.

Il progetto Fermi (Alberto Lessan, Jacopo Bracco e Federico Cerutti), categoria Allestimenti temporanei e spazi interni, ristruttura in modo radicale un appartamento di 70 mq in un palazzo storico nella zona sud di Torino, accanto all’ospedale Molinette. Luminoso e dominato dal bianco, di cui sono tinteggiate le superfici interne, e dal legno, è frutto dell’attenta progettazione di ogni dettaglio, che sfrutta tutti gli spazi e introduce nuovi elementi indipendenti.

Dopo edizioni in cui le opere del passato, quando candidate, trovavano posto tra i premiati in modi poco “strutturati”, la nuova segnalazione per un’Opera del secondo Novecento vuole guardare al passato in modo più chiaro, concentrandosi sul secondo Novecento. Primo premiato del nuovo corso del premio è così un luogo ben presente nell’immaginario e nella vita universitaria delle generazioni più recenti degli architetti formatisi nella Facoltà di Architettura di Torino, l’Ala Nuova del Castello del Valentino (Sisto Giriodi). Completata nel 1996, ha aggiunto a un complesso storico e monumentale spazi per nuove aule interrate, uffici dipartimentali e, nei primi due piani, l’ingresso e una parte degli spazi della biblioteca, spostati in anni più recenti.

I premiati saranno oggetto di una mostra che verrà allestita durante la prossima edizione del festival Architettura in Città, che, promosso dalla Fondazione per l’architettura e anch’essa rinnovata e resa biennale, si terrà a Torino dal 24 al 27 maggio.

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