Bim e rigenerazione urbana nel quartiere Tiburtino: la nuova occasione si chiama It's Hub | Architetto.info

Bim e rigenerazione urbana nel quartiere Tiburtino: la nuova occasione si chiama It’s Hub

Il progetto architettonico It's Hub è la nuova sede società di architettura It’s e della start up Parallel Digital per la rigenerazione del quartiere romano e infondere nuova linfa con un incubatore di attività innovative

© Francesco Mattuzzi
© Francesco Mattuzzi
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Rigenerazione urbana, BIM e prefabbricazione, progetto imprenditoriale e investimento immobiliare, contaminazione e scambio tra discipline diverse, molti sono i temi che sottende la realizzazione della nuova sede romana della società di architettura It’s, che vuole diventare un hub di innovazione che oggi, oltre agli spazi per lo studio, ospita anche quelli di Parallel Digital, start up controllata da It’s e specializzata in BIM management.

L’edificio è il primo tassello di un piano più ampio e prende forma alle spalle della stazione Tiburtina completata nel 2013 su progetto dello Studio Abdr per realizzare grandi ambizioni: partendo dall’installazione della società di architettura e della start up, agisce su un lotto ex industriale da 5.000 mq in cui prevede la realizzazione di nuovi volumi che, costruiti per demolizione dell’esistente o per aggiunta ex novo attorno a una piazza centrale coperta, andranno a costituire un incubatore per imprese innovative e realtà attive in settori diversi, dalle infrastrutture alla mobilità, dal digitale alle costruzioni.

La nuova sede di It’s, società di architettura che nasce nel 2016 da Alessandro Cambi, Francesco Marinelli e Paolo Mezzalama (già fondatori con Ludovica Di Falco del gruppo Scape, progettista del Meis di Ferrara e premiato nel 2014 dal Cnappc come Giovane talento dell’architettura), è un edificio di tre piani fuori terra che diventa manifesto di un’idea imprenditoriale della professione, di una scommessa e di un approccio al progetto basato su BIM e prefabbricazione.

Sorge su un terreno non facile, il cui sottosuolo è caratterizzato dalla presenza di diffuse grotte tufacee che hanno richiesto un attento progetto delle fondazioni e della sua parte sotterranea, impostata su un sistema di micropali. Si eleva contenuta da volumetrie definite da una struttura portante in pannelli di legno X-Lam che, insieme alla precisione e alle capacità di controllo possibili con i sistemi BIM, hanno portato un cantiere preciso, pulito e veloce (i setti portanti sono stati messi in opera in un mese). L’architettura è definita dalle scelte effettuate per il rivestimento esterno dell’involucro, costituito da una distesa di pannelli di alluminio corrugato.

L’edificio, e il progetto di un hub per la cui occupazione It’s ha anche lanciato una call, s’inserisce in un’area cittadina importante e strategica che, dopo la riconversione e la crescita che l’ha interessata a partire dagli anni novanta, sta cercando una via d’uscita dalla crisi e dalle aree di degrado per cui anche l’Acer (l’Associazione Costruttori Edili di Roma e Provincia) a fine 2017 ha lanciato un concorso di idee che dovrebbe concludersi dopo l’estate con la proclamazione del vincitore.

Storicamente votato all’industria attraverso la presenza di piccole e medie imprese, il quartiere Tiburtino ha visto prima l’avvio del processo di trasformazione in un polo dell’innovazione, del digitale e delle attività legate alla new economy trainato dall’insediamento di Telespazio (joint venture di Leonardo e Thales). Divenuto sede per l’omonimo Tecnopolo, che, complementare al gemello di Castel Romano, ospita imprese attive nei settori ICT, aerospazio, ambiente e green economy (e comprende anche il nuovo edificio della società informatica Intecs di Modostudio con Sofia Cattinari), ha poi visto abbandoni e riduzioni del personale da parte delle aziende insediate.

La crisi continua ancora oggi, anche se negli anni più recenti non è mancato il completamento di importanti progetti e altri se ne prevedono in futuro: nel 2016 vi si è infatti insediata la BNL, a occupare il moderno complesso direzionale affacciato sui binari firmato da 5+1AA, e nei prossimi anni vedrà la luce il nuovo Hyper Cloud Data Center di Aruba, che potenzierà i suoi servizi in Cloud della società fiorentina diventando il quarto data center italiano dopo i due di Arezzo e quello di Ponte San Pietro (Bergamo).

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