Blue District di Utrecht: da Mecanoo un nuovo format per rigenerare le città? | Architetto.info

Blue District di Utrecht: da Mecanoo un nuovo format per rigenerare le città?

Un nuovo quartiere residenziale impostato su quattro principi del 'sano vivere' ispirati alle nove caratteristiche della lunga vita delle Blue zone

© Mecanoo/Studio Prins
© Mecanoo/Studio Prins
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Lo studio olandese Mecanoo sta lavorando a Utrecht alla definizione del masterplan che ridisegnerà l’area di Cartesiusdriehoek, dove al posto di una vecchia stazione di scambio ferroviaria sorgerà un nuovo distretto residenziale appositamente studiato per rendere possibile il concretizzarsi di una vita sana e più lunga.

Zone blu, non solo in Olanda

Il progetto di quello che sarà il primo Blue District urbano in Europa nasce da un concorso di progettazione bandito dalla municipalità cittadina insieme alla proprietaria dell’area, la Nederlandse Spoorwegen (ferrovie dei Paesi Bassi), vinto da un consorzio, il Blue District, composto, oltre che dallo studio olandese, da investitori e società del real estate come MRP Development, Ballast Nedam Development e CBRE Dutch Residential Fund che, insieme a molti altri consulenti, hanno affiancato lo studio olandese che, dopo avere preso parte in Italia alla mostra sul futuro degli scali di Milano, si è occupato di lavorare a un’idea urbana che potrebbe fissare nuovi standard per il futuro.

L’idea, che si propone come nuovo format per la rigenerazione delle città anche se è decisamente presto per valutarne la reale efficacia, proposta prende dichiaratamente le mosse dalla teorizzazione delle Blue Zone, che universalmente indica le aree in cui, nel mondo, la speranza di una vita lunga e sana è particolarmente alta rispetto alla media mondiale. Oggetto di studi e ricerche, le zone blu sono oggi cinque e una è italiana: l’isola di Okinawa (Giappone), il distretto di Nicoya (Costa Rica), la Sardegna (Italia, la cui provincia di Nuoro concentra il maggior numero di centenari al mondo), l’isola di Icaria (Grecia) e la comunità avventista di Loma Linda (California).

La teorizzazione delle Blue Zones, universalmente diffusa da Dan Buettner, autore dell’articolo ‘The Secrets of a Long Life’ pubblicato nel 2005 da National Geographic, e la sintesi delle 9 caratteristiche che, rintracciabili in tutte le cinque Zone Blu naturali, renderebbero possibili vite lunghe e sane hanno fatto da ispiratrici ai quattro principi guida che lo studio basato a Delft ha estrapolato e posto alla base della progettazione del nuovo quartiere di Cartesiusdriehoek, in cui si potrà “vivere più lungo, in salute e più felici”: fare moto il più possibile, seguire una dieta salutare, sentirsi parte di una comunità e vivere una vita piena, utile e priva di stress.

Utrecht, rigenerazione urbana in blu

Applicando attraverso l’architettura e l’urbanistica questi quattro principi al ridisegno urbano, il primo Blue District di Utrecht è prima di tutto un progetto di rigenerazione urbana che, inserito nell’ampio piano di valorizzazione delle proprietà di Nederlandse Spoorwegen, effettuerà una ricucitura di due aree cittadine oggi separate attraverso il ridisegno di un’area dall’andamento triangolare di 13,3 ettari ben delimitata da importanti barriere fisiche: la ferrovia su due lati e da Cartesiusweg, che ne diventa l’accesso principale, dall’altro. Con un cantiere previsto in avvio nel 2020 e in completamento in dieci anni, realizzerà un quartiere residenziale con 2.600 nuove abitazioni, rivolte ad attirare residenti di diverse età e provenienze, sostenibili e per i tre quarti destinate al libero mercato e il restante quarto al social housing.

Il masterplan definisce il distretto lavorando sulla mobilità, sia pubblica che condivisa, e sulla qualità degli spazi pubblici e di connessione. Il nuovo Cartesiusdriehoek consentirà limitati accessi al traffico veicolare e sarà ben connesso con il resto della città attraverso la rete dei trasporti pubblici (l’ambizione è quella di creare il quartiere meglio collegato di tutto il paese). Al suo interno, la viabilità pedonale e ciclabile saranno le modalità preferite per gli spostamenti di residenti e visitatori, che si muoveranno liberi tra le abitazioni e i servizi di cui sarà dotato, che comprendono una scuola, un supermercato e negozi di vicinato.

Il verde, oltre che legante tra i volumi del costruito, sarà uno degli elementi centrali e caratteristici del progetto, che prevede la realizzazione di un grande parco, il Cartesiuspark, a servizio degli abitanti.

Il passato industriale dell’area continuerà a rimanere ben visibile: il CAB (Centraal Autoherstel Bedrijf, completato nel 1949 su progetto di Sybold van Ravesteyn come officina per riparazioni e deposito degli autobus di proprietà della società delle ferrovie) conferma la posizione e il suo ruolo di polo, non sfuggendo tuttavia alla creazione di nuovi metri quadri. Divenuto monumento cittadino, ospita oggi il dB che, con le sue sale prove e registrazioni, la caffetteria, la piccola sala per concerti ed eventi, viene confermato da un progetto che propone anche nuove funzioni e attività in armonia con i temi guida, tra cui una Food Hall con ristoranti e bar, e utilizza la lineare piastra di un basso edificio di cui mantiene inalterati i fronti come base per la costruzione, forse un po’ azzardata, di un nuovo edificio residenziale di nove piani.

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