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Buon compleanno Rem!

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Architetto, giornalista, sceneggiatore per una breve esperienza, docente e autore di ricerche diventate veri e propri best seller, Rem Koolhaas, direttore della sezione Architettura della Biennale in dirittura d’arrivo a Venezia e premio Pritzker nel 2000, nasce il 17 novembre 1944 a Rotterdam (Olanda).

Figlio di Anton, scrittore e direttore dell’Accademia del cinema, lavora prima come giornalista per un settimanale olandese per poi iscriversi ai corsi dell’Architectural Association di Londra, che frequenta dal 1968 al 1972.

Parallelamente alla costruzione di un percorso formativo e di ricerca che lo porta negli Stati Uniti ad affiancare Oswald Mathias Ungers alla Cornell University e Peter Eisenman all’Institute for Architecture and Urban Studies di New York, nel 1975 fonda insieme alla moglie Madelon Vriesendorp ed Elia e Zoè Zenghelis l’Office for Metropolitan Architecture (Oma), con cui mette a punto una serie progetti concettuali per Manhattan incentrati sull’analisi della complessità metropolitana (The City of Captive Globe, Welfare Palace Hotel e The Story of the Pool).

Teorico impegnato soprattutto nella riflessione sugli aspetti programmatici dell’architettura più che di quelli formali e morfologici, la lunga e numerosa attività con l’Oma, fatta di progetti realizzati, moltissimi concorsi e interventi a piccola ma anche a grandissima scala, si formalizza nel 1978 con l’ottenimento del primo premio ex-aequo nel concorso per l’ampliamento della sede del Parlamento dell’Aja, la cui proposta “anticontestuale” è realizzata insieme a Zaha Hadid.

 

Dopo alcuni progetti pubblici olandesi commissionati in seguito alla notorietà portata dal concorso e due partecipazioni alle competizioni relative al Parc del la Villette di Parigi, nel 1987 firma e completa il nuovo Teatro di nazionale di danza dell’Aja. Nel 1988 completa invece per la Città di Amsterdam il primo progetto di social housing su grande scala, il Ij-plein area, per il quale elabora un masterplan che prevede 1.375 appartamenti, spazi pubblici, un centro sociale e una scuola di cui l’Oma progetta direttamente due blocchi con 202 appartamenti e le relative aree di servizio.

 

Foto di Siebe Swart

 

 

L’interesse per l’urbanistica e l’elaborazione di strategie urbane lo portando alla partecipazione a numerosi concorsi, tra cui quello per la Ville Nouvelle a Melun-Sénart (Francia, 1987), allo studio dei processi urbanistici delle città del sud-est asiatico e all’impostazione e realizzazione per la società pubblico-privata Euralille, di un masterplan per la città francese di Lille, in cui viene richiesta la riprogettazione di un’area di 120 ettari nel centro città (1994).

Fra la fine degli anni novanta e l’inizio dei Duemila l’Oma progetta e realizza alcune delle sue architetture più note. Nel 1997 inizia a lavorare al progetto, completato nel 2013, del De Rotterdam, una città verticale parte del ridisegno del vecchio porto che all’interno di tre torri interconnesse ricava alloggi, uffici, negozi, un albergo, bar e ristoranti. Mentre nella sede della China Central Television (CCTV) di Pechino, progetto vinto nel 2002 in seguito a un concorso, l’Oma rielabora quella che considera ormai “esaurita” tipologia del grattacielo proponendo due torri unite da una struttura a sbalzo di 75 m.

E l’attività continua: tra quanto attualmente in costruzione, il Taipei Performing Arts Centre (Cina), la Bibliothèque Multimédia à Vocation Régionale a Caen (Francia) e il Bryghusprojektet, la nuova sede del Danish Architecture Centre a Copenhagen (Danimarca).

La progettazione e la costruzione della città e dell’architettura non sono tuttavia mai l’unico interesse di Koolhaas, pur essendo ciò attorno a cui ruotano la sua produzione e le sue ricerche, realizzate anche all’interno dei corsi tenuti in prestigiose università del mondo (tra cui la Harvard University, dove è attualmente docente).

Con la fondazione Großstadt, nata nel 1980 a supporto dell’Oma, realizza e organizza infatti mostre e attività culturali. E sulla scia nel 1998 fonda Amo: corrispondente dell’Oma, è una piattaforma di elaborazione teorica e culturale che si muove in ambiti che comprendono i mass media (ha curato numeri della rivista Wired, lavorato per il gruppo editoriale Conde Nast e proposto nel 2004 una nuova bandiera “codice a barre” per l’Unione Europea), la moda (ha progettato insieme a Oma un’immagine coordinata per il marchio Prada che comprende anche i vari negozi sparsi per il mondo e sfilate per Miu Miu), le energie rinnovabili (con un masterplan europeo per una rete di energie rinnovabili) e la formazione (impostando il programma educativo per lo Strelka Institute, scuola di architettura nata nel 2010 a Mosca).

Anche la scrittura, così come la ricerca svolta in modi e forme diversi, ha un ruolo fondamentale nella pratica dell’architettura di Koolhaas. Nel 1978 scrive e pubblica “Delirious New York. A Retrospective Manifesto for Manhattan”, in cui fornisce la sua interpretazione del concetto metropolitano di “cultura della congestione” e dell’architettura a cui questo tipo di cultura dà vita. Mentre nelle più di 1.000 pagine di “S, M, L, XL: Small, Medium, Large, Extra-Large” (1996) ripercorre i lavori dell’Oma in collaborazione con la grafica del designer canadese Bruce Mau, con “Junkspace” (2001) ritorna nuovamente sul tema delle dimensioni.

Oltre a premio più prestigioso, il Pritzker, Rem Koolhaas è stato insignito anche di molti altri riconoscimenti, tra cui il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2010 e il Charles Jencks Award del Riba (2012).

 

 

 

 

 

 

 

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