Byblos Art Hotel: giochi d'acqua e fontane per un parco d'eccezione | Architetto.info

Byblos Art Hotel: giochi d’acqua e fontane per un parco d’eccezione

Progettato dall'architetto Gianfranco Paghera, il parco da 20mila mq all'esterno del Byblos Art Hotel di Verona è un gioiello in cui si fondono storia, arte e esperienza del verde

COVER_Art5711it-Paghera_-_Art_Hotel_Byblos_1
image_pdf

L’architettura turistico – ricettiva italiana ha recentemente conquistato un notevole successo internazionale: l’Art Hotel Byblos di Verona ha vinto il premio “Best Luxury Villa Resort, Italy” alla nona edizione del “World Luxury Hotel Awards”, premio internazionale dedicato all’architettura alberghiera di lusso (svoltasi ad Hong Kong).

Concepito come una mostra permanente di arte contemporanea, l’Art Hotel Byblos raccoglie al suo interno le opere di artisti di fama internazionale. Gli accurati restauri di architettura, di pittura, la collaborazione con il noto architetto e designer Alessandro Mendini e la scrupolosa scelta degli arredi interni e delle opere d’arte, hanno trasformato questa villa veneziana in un vero e proprio museo d’arte contemporanea e di design.

All’esterno della villa si trova invece uno splendido parco di 20.000 metri quadri, progettato dall’architetto Gianfranco Paghera, con fontane in marmo di Verona, giochi d’acqua e un elegante piscina a sfioro di forma classica. Per la bellezza unica della sua scenografia d’esterni, l’unicità dell’arredamento e la sua capacità di far respirare l’arte, Villa Amistà ha trionfato su una sceltissima rosa di candidati.

La cosa che mi ha maggiormente affascinato e che ha fornito spunti determinanti è il gioco di stratificazioni architettoniche presente a Villa Amistà“, spiega Paghera.

art_hotel_1_5715it-Paghera-_Byblos_Art_Hotel__13

Il corpo centrale della villa è stato edificato nel ‘400, sui resti di un forte romano, dall’architetto Michele Sanmicheli che lo volle in stile veneziano, ma la costruzione fu quasi completamente riformata nel ‘700 ad opera di Ignazio Pellegrini. Un ulteriore accostamento stilistico, felice proprio per contrasto, è quello costituito degli arredi del designer Alessandro Mendini e delle opere d’arte contemporanee. La piacevole coesistenza estetica di elementi così diversi andava tutelata, evitando di inserire ulteriori cifre stilistiche nella progettazione dello scenario verde. La soluzione progettuale ideale era pertanto quella di creare un gioco di specchi e prospettive con l’architettura della villa senza per questo farsi condizionare troppo dalle tracce degli impianti precedenti, di cui sono state però tutelate le numerose piante centenarie, riportate in piena salute da attenti interventi di dendrochirurgia. Alla tradizione del giardino all’italiana nella interpretazione in auge nel ‘700 si riconduce la prospettiva creata realizzando un viale di ingresso, lastricato in pietra bianca che culmina nella bella fontana in marmo rosso di Verona, preludio alla magnifica facciata della villa.

Questa fontana, così come le fioriere che scandiscono il percorso e la fontana con putti – inquadrata dal cannocchiale ottico costituito dal bersò – sono state fatte realizzare su antichi disegni da artigiani, come pezzi unici. L’orto dell’antica casa contadina è stato rispettato nella sua destinazione ed è diventato un magnifico tripudio di profumate erbe aromatiche, punteggiato dalle fioriture di peonie, rose e glicini. Queste soluzioni dimostrano la perfetta applicabilità di un’impostazione tecnologicamente avanzata ad un contesto d’epoca, in forte analogia con l’operazione di accostare arte contemporanea ad esterni ed interni quattrocenteschi e settecenteschi. Solo che qui la felicità dell’operazione non nasce dal contrasto, ma dall’armonia. È questo il messaggio forte, non solo di questa realizzazione ma di tutto il mio lavoro, da sempre.

art_hotel_2_5715it-Paghera-_Byblos_Art_Hotel__2

Tutto ha inizio quando una nobile casata veronese, la famiglia Banda, decide di stabilirsi a Corrubbio in quello che inizialmente doveva essere una sorta di fortino difensivo attorniato da un fossato, costruito su un preesistente insediamento di epoca romana. Fu molto probabilmente l’intervento dell’architetto Michele Sanmicheli, all’inizio del Cinquecento, a conferirgli il primo aspetto di villa di campagna, ampliando e innalzando il nucleo centrale, contrassegnando la facciata con una loggia tripartita e una scalinata esterna a due rampe parallele alla fronte e convergenti al centro. Le due ali laterali, aggiunte successivamente, la fanno assimilare alle più celebri ville palladiane.

Dopo vari passaggi di proprietà (Serego, Sacchetti e Brognolino), nel 1850 giunge alla famiglia aristocratica piemontese Amistà. Requisita dai comandi tedeschi durante il secondo conflitto mondiale, venne del tutto abbandonata nel dopoguerra, fino a quando, alla fine degli anni novanta, Dino Facchini, ideatore del celebre marchio di moda Byblos, decise di acquistarla.

Non sapevo cosa ne avrei fatto – racconta nel libro – ma mi è piaciuta subito, nonostante fosse ridotta molto male. In un secondo momento ho acquistato anche le case dei contadini. La prima idea era quella di destinarla ai miei tre figli, ma le loro esigenze erano diverse, così abbiamo deciso di riunire qui, dopo la ristrutturazione, tutte le nostre passioni per riportare la villa agli antichi splendori».

Dopo accurati lavori di restauro che hanno tra l’altro riportato alla luce le decorazioni cinquecentesche e gli affreschi di gusto neoclassico, nel 2005 il Byblos Art Hotel ha aperto i battenti arricchendosi di giorno in giorno di opere e oggetti d’arte che spesso creano vivaci cortocircuiti tra antico e moderno, assolutamente stimolanti per gli occhi e per la mente, capaci di rinnovare tutti i cinque sensi come i cinque capitoli del libro illustrano in maniera estremamente suggestiva”.

Copyright © - Riproduzione riservata
Byblos Art Hotel: giochi d’acqua e fontane per un parco d’eccezione Architetto.info