La Statale di Milano in area Expo con il progetto firmato Carlo Ratti Associati | Architetto.info

La Statale di Milano in area Expo con il progetto firmato Carlo Ratti Associati

Il nuovo campus sorgerà all’interno del Milano Innovation District (MIND), con 150.000 mq destinati alle facoltà scientifiche dell’ateneo. A breve l’avvio del project financing

© CRA
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Il nuovo campus delle facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano sarà realizzato su progetto dello studio torinese Carlo Ratti Associati. Sorgerà su parte delle tormentate aree ex Expo 2015 e realizzerà 150.000 nuovi metri quadri di spazi al servizio dei corsi delle aree biologica, biotecnologica, agroalimentare, farmacologia, scienze della terra, scienze motorie, chimica, fisica, matematica, informatica e di medicina sperimentale, oggi ospitati in modo frammentato all’interno di edifici ormai inadeguati parte della storica area di Città Studi.

Il nuovo campus

L’impostazione planimetrica e organizzativa del nuovo insediamento riprende e rielabora il modello tipologico del campus, sviluppandone l’apertura verso il contesto in cui sorgono (come fatto anche da Renzo Piano nel recentissimo nuovo campus di Amiens), le dotazioni tecnologiche e le possibilità di creare interazione.

Le nuove strutture devono sapersi evolvere per adeguarsi alle richieste delle nuove modalità, attraverso cui è impartito un insegnamento che si allarga, diventando permanente e vede le tradizionali lezioni frontali affiancate da Massive Open Online Courses (MOOC) e al learning by making. “Il moderno campus universitario”, dice Carlo Ratti, “ha preso forma in Italia attorno all’anno 1000 e i suoi principi hanno condizionato l’impostazione degli spazi per l’educazione superiore per più di un millennio, dai college di Oxbridge alle Grandes Ecoles francesi fino ai moderni campus nordamericani. Le nuove istanze richiedono un ripensamento totale dell’architettura universitaria”.

Per questo il nuovo campus nasce collocato lungo l’ex decumano, asse portante su cui si affacciavano i padiglioni di Expo, e si imposta attorno a un sistema di cinque corti definito dai nuovi edifici, ispirandosi alla Ca’ Granda, l’ex ospedale cinquecentesco rivestito di mattoni rossi che dal 1923, anno di fondazione dell’ateneo, ospita la storica sede dell’Università Statale. Tutte le aree aperte diventano uno spazio pubblico permeabile con l’intorno, come lo diventano anche i trasparenti piani terra delle nuove costruzioni, attraversati da passaggi pedonali che danno accesso al sistema di corti del campus.

Guidato dal suo fondatore, da anni direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston e responsabile delle ricerche all’avanguardia condotte al suo interno, lo studio CRA ha da sempre fatto dello sviluppo di tecnologia avanzata e poi integrata negli edifici uno dei principali aspetti distintivi dei suoi progetti architettonici, che si ritroverà anche nel nuovo campus.

Mentre le scelte per la gestione del complesso di edifici e dei loro spazi interni svilupperanno, allargando di scala, le tecnologie oggi presenti all’interno della Fondazione Agnelli di Torino, il BIM e i processi digitali intervengono nel disegno dei connotati e connotanti involucri dei nuovi volumi: quasi completamente rivestite in mattoni, le facciate esterne sono un aggiornato dichiarato omaggio alla storica sede milanese dell’ateneo e ai suoi mattoni rossi tipici della tradizione lombarda. Le trame che il laterizio disegnerà sulle facciate saranno il risultato di un processo definito tutto parametricamente con elementi posati da robot guidati da computer.

© CRA

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Il progetto nel processo del nuovo MIND, Milano Innovation District

La decisione di avviare il processo di progettazione e costruzione di un nuovo campus per le facoltà scientifiche è approvata dall’Università Statale nel 2016 per sgravare la sede di Città Studi e dare spazi più moderni e attrattivi a una parte importante della sua offerta didattica, replicando in qualche modo il percorso che ha portato alla realizzazione del campus per Medicina veterinaria e le attività cliniche di area medica firmato da Kengo Kuma a Lodi.

I numeri del trasloco sono imponenti, tutti riflessi nei 150.000 mq della superficie complessiva delle strutture in previsione: le attività coinvolte richiamano infatti una popolazione di 20.000 persone tra studenti, docenti e amministrativi e occupano oggi 250.000 frammentati mq all’interno di edifici in buona parte realizzati tra gli anni trenta e gli ottanta che solo parzialmente sono di proprietà diretta dell’ateneo.

L’operazione è frutto di un partenariato pubblico privato che coinvolge Arexpo, nata per la gestione del post expo, e la società australiana Lendlease, che nel 2017 vinse il bando per la gestione dell’area per 99 anni occupandosi anche di un masterplan che realizzerà il nuovo Milano Innovation District (MIND). Quest’ultimo è stato impostato dallo studio Carlo Ratti Associati: presentato a novembre 2017, realizzerà un distretto dell’innovazione che si estenderà su un’area di 1 milione di mq con un parco lineare lungo 1 km.

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