Carbuncle Cup 2017: Londra regina degli edifici brutti | Architetto.info

Carbuncle Cup 2017: Londra regina degli edifici brutti

Il complesso Nova Victoria, e la capitale britannica in piena espansione edilizia, si aggiudica l’annuale premio della rivista “Building Design”, sempre più critica verso lo scarso controllo di piani e interventi

nova victoria
image_pdf

La città di Londra si è aggiudicata, per la sesta volta di fila, la (poco) prestigiosa Carbuncle Cup: gli edifici per uffici parte del complesso polifunzionale Nova Victoria, da poco completati su progetto di PLP architecture di fronte alla centralissima Victoria Station, sono stati infatti incoronati come i peggiori edifici del Regno Unito.

Insieme a un blocco residenziale progettato da Benson & Forsyth, gli uffici di PLP portano a compimento la prima fase di un consistente intervento promosso dall’investitore Land Securities insieme al Canada Pension Plan Investment Board, che, indirizzato da un masterplan impostato dagli stessi PLP architecture, nei prossimi anni realizzerà 132.200 mq in un lotto-chiave di 2,5 ettari, definito dai tracciati di Victoria Street, Buckingham Palace Road, Bressenden Place e Allington Street e non lontano dalla Cattedrale di Westminster e Buckingam Palace.

La “Coppa Carbonchio”, prendendo a prestito il nome dell’infezione che genera pustole nerastre emorragiche, nasce in seno alla rivista “Building Design”, pubblicazione di settore tra le più diffuse del Regno Unito che oggi è sia settimanale cartacea che digitale, come contraltare, scherzoso ma non troppo, dell’istituzionale Stirling Prize del Riba, che tutti gli autunni elegge il migliore edificio recente realizzato da un progettista britannico nel Regno Unito e al di fuori dei suoi confini (nel 2010 è stato premiato anche il MAXXI di Zaha Hadid). Rivolgendo anche quest’anno la sua attenzione alla capitale le ripropone la non velata critica ai caratteri che può assumere l’impetuosa crescita di una delle città più dinamiche del continente che, nonostante molti esempi di eccellenza, l’impostazione di interessanti piani di sviluppo urbano e il coinvolgimento di importanti nomi nel panorama architettonico internazionale, non sempre riesce a garantire i necessari livello e qualità degli interventi.

Il progetto di sviluppo immobiliare avviato con Nova Victoria, la cui seconda fase prevede la realizzazione di una biblioteca e di un secondo intervento residenziale, si trova in un’area inserita dal Westminster City Council nell’elenco dei settori urbani da rivedere o ricostruire le cui potenzialità di sviluppo edilizio e infrastrutturale richiedono un’attenta pianificazione, le “Opportunity Areas”, diventando una delle più importanti di South Westminster.

Le ragguardevoli dimensioni e il risultato finale di questa fase della trasformazione, sommati all’estremo pregio e alle grandi potenzialità dell’area, hanno portato i giudici (oltre a giornalisti della testata, la direttrice della Twentieth Century Society Catherine Croft il presidente dell’Academy of Urbanism David Rudlin) a essere particolarmente severi verso un intervento che guarda ai volumi frammentati di Gehry e Libeskind per realizzare un landmark urbano dal risultato “grossolano e pesante”, con spazi pubblici e passaggi oppressivi, e che per la posizione occupata, davanti all’uscita della stazione della metropolitana, diventa anche un biglietto da visita poco invidiabile la cui costruzione ha richiesto dieci anni.

Nova Victoria si è imposta all’interno di una selezione di sei finalisti, di cui ben tre nella capitale e gli altri sparsi per l’Inghilterra: il nuovo ingresso della stazione ferroviaria di Preston, nel Lancashire, realizzato da AHR, che ha goffamente sostituito con un volume già datato un precedente edificio mimetico dell’architettura vittoriana della stazione; i volumi del Greetham Street Student Hall, studentato di Portsmouth sulla costa della Manica di Cooley Architects rivestito da un’improbabile superficie bicolore pixelata; l’ampliamento di una casa privata nel verde distretto di Malvern Hills (Worcestershire) che nulla ha a che fare con la preesistenza; Londra domina, infine, con alcune delle sue aree di maggiore attività: oltre a Victoria, Battersea, dove si colloca il Circus West di Simpson Haugh, altro intervento massivo realizzato all’interno di un masterplan di Rafael Vinoly definito di “overdevelopment”, ma anche il Park Plaza London Waterloo, hotel dall’aspetto “sbucciato” di ESA Architecture frutto di una riconversione di un edificio governativo degli anni cinquanta.

Leggi anche: Carbuncle Cup 2016: l’edificio più brutto del Regno Unito è il Lincoln Plaza Housing

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Carbuncle Cup 2017: Londra regina degli edifici brutti Architetto.info