Com'è Palazzo Europa, la nuova sede del Consiglio europeo a Bruxelles | Architetto.info

Com’è Palazzo Europa, la nuova sede del Consiglio europeo a Bruxelles

Progettato da Philippe Samyn and Partners, Studio Valle e Buro Happold, Palazzo Europa completa l’art déco Résidence Palace con una struttura in vetro e metallo chiusa da 3.750 serramenti di legno provenienti dai paesi dell’Unione

© courtesy Georges Meurant
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Palazzo Europa, la nuova sede del Consiglio Europeo e del Consiglio dell’UE a Bruxelles, è pienamente operativo dall’inizio del 2017. Completato con una spesa finale di 320 milioni di euro, è stato realizzato su progetto dello studio belga Philippe Samyn and Partners, basato a Bruxelles, insieme all’italiano Studio Valle e ai britannici Buro Happold, vincitori nel 2005 di un concorso internazionale di progettazione.

La necessità di realizzare un nuovo edificio a servizio degli organi di governo europei è giunta dalle funzioni stesse di un Consiglio che nel tempo ha incrementato attività e riunioni e ha avuto bisogno di maggiori spazi a questo dedicati: Palazzo Europa nasce infatti per ospitare riunioni ministeriali, vertici europei e multilaterali creando 46.900 mq fuori terra e 15.900 mq sotterranei.

Il programma che i progettisti si sono trovati ad affrontare era complesso sotto molti aspetti, costruttivi e metaforici, dalla distribuzione interna alle strutture, dalla gestione della sostenibilità all’inserimento del nuovo in un contesto consolidato e parzialmente sotto tutela, fino al recupero dell’esistente. Palazzo Europa si colloca lungo Rue de la Loi, nel pieno del Quartiere Europeo che in pochi isolati ospita le sedi delle più importanti funzioni del governo continentale come la sede della Commissione europea in Palazzo Berlaymont e l’Europarlamento, forse i due edifici più emblematici e conosciuti. Sorge in connessione con l’edificio che è stato sede del Consiglio Europeo a partire dalla sua costruzione negli anni ottanta fino allo scorso anno, il palazzo Justus Lipsius. Completa un isolato parzialmente occupato dal Résidence Palace, edificio art déco eretto negli anni venti con funzione residenziale che nel secondo dopoguerra è stato convertito in uffici a servizio dello stato belga.

Recuperando e ristrutturando la preesistenza, tutelata nelle facciate su strada, nell’ingresso e in parte del piano terreno, il progetto crea un nuovo insieme organico in cui nuovo e vecchio dialogano e si connettono distribuendosi le funzioni: al rinnovato Résidence Palace gli uffici delle delegazioni nazionali e della presidenza del Consiglio europeo, mentre il nuovo edificio realizza 12 livelli con spazi per il giornalisti, 15 sale conferenze dotate di cabine per le traduzioni simultanee, 250 uffici e 10 sale riunioni i cui colorati porte, tappeti e soffitti sono decorati dalle opere dell’artista belga Georges Meurant.

Peculiarità del progetto di Palazzo Europa è l’impostazione di un edificio in cui un volume esterno cubico ne contiene uno interno dalla geometria e volumetria variabile e trasforma un isolato su cui originariamente insisteva un edificio a pianta a L realizzando una costruzione trasparente che, addossata alla preesistenza, è impostata su una complessa struttura metallica spaziale.

Il cuore pulsante del nuovo complesso è un volume multilivello a sezione ellittica variabile che ospita le sale riunioni e conferenze e quelle per la stampa. Allargandosi al centro, colloca nei livelli più bassi e più alti gli spazi di dimensioni minori e la sala da 250 posti, la più grande nella parte centrale più larga. Di notte è illuminato da 374 tubi a Led che, integrati sull’interno dell’involucro esterno, proiettano la loro luce sulla trama obliqua disegnata sui pannelli vetrati curvi che lo avvolgono, materializzando di notte una grande e suggestiva lanterna luminosa lungo Rue de la Loi.

Ispirandosi al motto dell’Unione europea, “uniti” in una “diversità” che è sia culturale che artigianale, la trasparente e suggestiva pelle esterna ne diventa metafora, costituita da una doppia parete vetrata sorretta da un’imponente struttura metallica. Soddisfa diverse necessità: protegge l’ampio atrio attorno alla lanterna dai rumori e dalla polvere della vicina Rue de la Loi, aumenta l’isolamento termico complessivo di Palazzo Europa e, nella sua parte interna, garantisce l’obbligatoria sicurezza allo svolgimento delle funzioni dell’istituzione più importante del continente. La parete esterna è definita da una fitta trama di serramenti disegnata dall’unione di 3.750 telai di tradizionali finestre in legno di quercia provenienti da tutti gli stati membri. Quella interna, moderna e più performante, è invece costituta da pannelli di vetro antisfondamento sulla cui struttura portante sono posizionati i led che proiettano la loro luce verso il nucleo interno.

Progettato per essere monitorato e poi certificato secondo gli standard (locali) Valideo, Palazzo Europa nasce per essere anche un esempio di sostenibilità e sviluppo sostenibile. Si inserisce all’interno del costruito e recupera e rifunzionalizza un edificio esistente creando un nuovo insieme organico. L’utilizzo di vecchi serramenti di legno sull’esterno ha consentito di riciclare (anche se non è chiaro a quali costi) parti architettoniche che sarebbero andate distrutte. Mentre la struttura portante è stata progettata in modo da ridurre del 30% la quantità di acciaio impiegata, una superficie di 20.000 mq di pannelli solari sul tetto piano produce energia elettrica e, grazie a un grado di trasparenza del 20%, consente il passaggio di una quota della luce solare all’interno.

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