Come sarà il 'nuovo' Camp Nou di Barcellona | Architetto.info

Come sarà il ‘nuovo’ Camp Nou di Barcellona

La multinazionale giapponese Nikken Sekkei insieme a Pascual-Ausió Arquitectes ha vinto la competizione internazionale per il rinnovo dello stadio dell’FC Barcellona

Courtesy of FC Barcelona
Courtesy of FC Barcelona

La proposta della multinazionale giapponese Nikken Sekkei, da anni ai vertici delle classifiche mondiali per fatturato e numero di dipendenti che supera i 2.500, insieme ai barcellonesi Pascual-Ausió Arquitectes si è aggiudicata il concorso bandito dall’FC Barcellona per il rinnovo del Camp Nou per il suo essere “aperta, elegante e serena, mediterranea senza tempo e democratica”. Oltre che rispondere a quanto richiesto dal bando e imposto dai regolamenti spagnoli in materia di progettazione e costruzione di stadi.

La realizzazione di nuovi stadi è un tema caldo e d’attualità soprattutto in Italia, paese dal campionato di livello mondiale ma ancora indietro nella realizzazione di nuove strutture che porterebbero però all’abbandono delle attuali aumentando il patrimonio dismesso. La discussione, in parlamento e al di fuori, va avanti da lungo tempo e ha coinvolto in modo diretto club come la Roma, la cui possibile nuova struttura è stata anche inserita nel dossier di candidatura olimpica di Roma 2024, e il Milan, e da tempo si parla anche di Cagliari e Palermo. E per adesso, stadio Friuli a parte, l’unico esempio realizzato moderno e funzionante con molto successo è lo Juventus Stadium sorto a Torino sulle ceneri del vecchio Stadio delle Alpi realizzato per i mondiali del 1990.

Realizzato nel secondo dopoguerra su progetto di Francesc Mitjans e inaugurato nel 1957 come risposta al madrileno Santiago Bernabeu, il Camp Nou di Barcellona è uno degli stati più famosi del mondo che oggi, oltre al terreno di gioco, affianca anche il museo della società. E necessita di interventi di ammodernamento e ampliamento inseriti all’interno del più ampio progetto del nuovo Espai Barça che trasformerà lo stadio e il suo intorno e realizzerà un nuovo Palau Blaugrana demolendo il vecchio e prevedendo al suo posto un parcheggio sotterraneo da 5.000 posti.

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Courtesy of FC Barcelona

Allo scopo, nel giugno scorso è stato lanciato un concorso internazionale in due fasi che, gestito in collaborazione con il Col·legi d’Arquitectes de Catalunya (COAC), richiedeva proposte sia per lo stadio che per il nuovo Palau, ed era aperto alla partecipazione di gruppi composti da un partner internazionale e uno locale.

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Courtesy of FC Barcelona

A fronte della presentazione di 45 proposte complessive, 26 per lo stadio e 19 per il Palau (aggiudicato a HOK e TAC Arquitectes), per il Camp Nou vengono ammesse otto partecipazioni alla seconda fase partita a settembre: oltre ai vincitori, Aecom con B720 Arquitectes, AFL con Mateo Arquitectura, Arup Sport con Taller d’Arquitectura Ricardo Bofill, BIG con Idom e Baas Arquitectes, Gensler Sport con OAB e HKS con COX e Batlle i Roig Arquitectes e Populous con Mias Arquitectes e RCR Arquitectes, questi ultimi due ammessi alla fase finale insieme a Nikken Sekkei con Pascual-Ausió. La giuria valutatrice era composta da membri del club sportivo, architetti rappresentanti del COAC, il locale collegio degli architetti, e un rappresentante della Città di Barcellona.

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Courtesy of FC Barcelona

I lavori previsti, che dovrebbero partire il prossimo anno per concludersi nel 2022 lasciando lo stadio sempre operativo durante i mesi invernali e di campionato, porteranno la realizzazione di nuovi spazi per il museo e un’area commerciale per il merchandising della società nello spazio antistante lo stadio, l’aumento della sua capienza, che arriverà a 105.000 posti, e la realizzazione di un involucro esterno continuo con la nuova copertura che verrà posata a protezione di tutti gli spalti. Il tutto per un investimento stimato di 360 milioni di euro provenienti dagli introiti dello stadio, dal merchandising e da un prestito.

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