Complesso Gesù Redentore a Modena nel segno della ricerca architettonica | Architetto.info

Complesso Gesù Redentore a Modena nel segno della ricerca architettonica

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Il complesso parrocchiale di Gesù Redentore è stato progettato dall’architetto milanese Mauro Galantino, vincitore del concorso nazionale indetto dalla Conferenza Episcopale Italiana per qualificare l’architettura religiosa. Studiato fra il 2001 e il 2005, il progetto ha dato vita ad una struttura moderna e innovativa, che può oggi offrire alla parrocchia e alla città la chiesa più grande della diocesi di Modena, diventando, inoltre, esempio concreto dell’espressione minimalista dell’architettura italiana contemporanea.

Il concetto alla base del progetto rappresenta una sfida alla funzionalità e mette in atto dei presupposti teorici che danno qualità agli spazi; l’architettura si distingue complessivamente per la geometria delle forme e la loro distribuzione razionale.

All’esterno l’insieme trasmette una sensazione di bellezza e di misticità conducendo lo sguardo verso l’alto campanile. Semplici ma sapienti linee costruttive creano un interessante gioco di luci, volumi e livelli, accentuato dai contrasti della pietra naturale con il bianco splendente, che dà prestigio all’intero complesso, grazie all’utilizzo di un innovativo tipo di cemento “autopulente”, in grado di mantenersi bianco anche dopo molti anni, resistendo allo smog e alle intemperie.

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All’interno della chiesa colpisce il visitatore la serenità che l’ambiente comunica, dovuta ad una combinazione di lineari superfici di pietra e facciate trasparenti. La luce zenitale e le grandi vetrate perimetrali, che consentono l’ingresso di abbondante luce naturale, esaltano la semplicità della struttura e le forme geometriche, che si combinano con i materiali naturali selezionati e il mobilio essenziale.
Lo spazio è nel complesso caratterizzato da una “corona di luce”, una zona perimetrale più alta e più illuminata, che cinge lo spazio assembleare, lo connette visivamente e simbolicamente verso il cielo, enfatizzando il valore ascensionale delle pareti perimetrali fin verso la grande vela, nel controsoffitto, realizzata con una finitura in gesso, che smaterializza l’importanza strutturale della copertura.

La disposizione liturgica, frutto di una ricerca accurata, evidenzia particolarmente l’assemblea disposta in due metà, l’una verso l’altra e non univocamente all’altare, come sui lati lunghi di una grande ellisse, che ha come fuochi la Parola e il Sacrificio, tale da rendere la comunità eucaristica al contempo soggetto e oggetto della preghiera.

L’interno si distingue anche per la presenza di ambiti a cielo aperto, la cui visione è possibile solo da chi è dentro la chiesa.

La cappella feriale, con due ingressi (dall’aula e dall’esterno), utilizzabile anche separatamente dalla chiesa, conclude, in modo naturale, il percorso di accesso e la transizione tra sagrato, portale, fonte battesimale, asse della celebrazione (ambone e altare), dando la riserva eucaristica come destino del percorso.

Fanno parte del grande complesso le Opere parrocchiali e la Casa della Carità, quest’ultima segno visibile della Carità nella Parrocchia.

Nell’insieme, il complesso di Gesù Redentore risulta caratterizzato da uno stile semplice e puro, dall’uso sapiente della luce, dalle multiple relazioni spaziali, dal design e dalla struttura, dalla qualità dei materiali, che acquisiscono un’importanza fondamentale a scapito di ogni forma di decorazione o ornamento, senza concessioni alla comodità o alle evocazioni non necessarie. L’opera dell’architetto Galantino si presenta capace di sorprendere, emozionare e catturare il visitatore, oltre che parlare alla ricerca architettonica contemporanea.

Nella chiesa di Gesù Redentore è inoltre presente un ciclo pittorico dell’artista olandese Bert van Zelm, le cui opere, in bozzetto, erano parte del progetto dell’architetto Galantino, vincitore del concorso della CEI.

Il ciclo comprende:

  • la Madonna con bambino e i poveri, nell’aula, sulla parete sud, sopra la bassa finestra che lascia vedere l’acqua della fontana esterna;
  • il Crocifisso, nell’aula, sulla parete nord, a sinistra in alto, rispetto alla vetrata alle spalle dell’altare;
  • la Via Charitatis, 14 tavole in vetro serigrafato, collocate sulla parete nord dell’orto degli ulivi, che rappresentano le stazioni della passione secondo il vangelo di Giovanni;
  • la Pietà, un trittico che occupa tutta la parete nord della cappella feriale, a sinistra entrando dall’aula

La pittura di van Zelm propone nelle opere di Gesù Redentore un divino pittoricamente impregnato di materia, quasi fisicamente presente, un divino meraviglioso e potente proprio perché vicino all’umano, capace di abitarlo e trasformarlo, assumendone anche limiti e inquietudine.

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