Completato a Ground Zero il 3 World Trade Center di Richard Rogers | Architetto.info

Completato a Ground Zero il 3 World Trade Center di Richard Rogers

Primo edificio statunitense dello studio Rogers Stirk Harbour, realizza il quinto pezzo del masterplan impostato nel 2003 da Daniel Libeskind, che attende ancora i due grattacieli di Fumihiko Maki e Bjarke Ingels

© World Trade Center
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Il 3 World Trade Center di Rogers Stirk Harbour + Partners, grattacielo multifunzione di 80 piani che si eleva per 330 m e segna anche il primo progetto completato negli Stati Uniti dello studio avviato dall’architetto premio Pritzker 2007, è stato finalmente aperto al centro dell’area colpita dall’attentato terroristico che l’11 settembre del 2001 portò alla distruzione del complesso delle torri gemelle progettate da Minoru Yamasaki ed Emery Roth and Sons.

Una ricostruzione lunga 17 anni

Il masterplan per la ricostruzione dell’area del World Trade Center, faticosamente impostato nel 2003 da Daniel Libeskind nella parte meridionale della penisola di Manhattan, ha coinvolto i più importati nomi dell’architettura internazionale. L’inaugurazione del 3 World Trade Center, completato per un costo complessivo di 800 milioni di dollari, segue infatti l’apertura del 7 World Trade Center (2006, 52 piani e primo edificio per uffici certificato LEED Gold) e del One World Trade Center (2014, il grattacielo più alto del nuovo World Trade Center con i suoi 104 piani e 540 m) entrambi firmati da David Childs di SOM, di Reflecting Absence, il memoriale ipogeo di Michael Arad e Peter Walker (2011) e dell’Oculus di Santiago Calatrava, l’hub di connessione multimodale che collega il nuovo World Trade Center con tutta la città (2016).

Direttamente affacciato sull’area del memoriale, che inserisce in un parco pubblico anche le impronte delle distrutte torri gemelle trasformate in specchi d’acqua, il 3 World Trade Center è realizzato per conto della committenza di Silverstein Properties ed è il frutto di un concorso vinto nel 2006 dallo studio dell’architetto premio Pritzker 2007. Si colloca nella parte orientale del masterplan di Libeskind, visivamente compreso tra il One World Trade Center, l’Oculus e il Four World Trade Center, dove materializza il cuore commerciale del nuovo distretto unendo nei suoi 260.000 nuovi mq spazi per uffici e spazi commerciali (a cui destina 14.000 mq distribuiti su 5 livelli, due sotterranei e due fuori terra).

Le dislocazioni progettuali

Il grande podio che si allarga alla sua base risolve l’attacco a terra della torre proiettandola verso il parco e materializza la sua forte vocazione pubblica, a cui l’italiano Rogers vuole trasferire i carattersi di una moderna piazza: una lobby alta 20 metri si apre infatti verso il memoriale, la cui presenza determina, insieme alla posizione all’interno del masterplan, l’orientamento est-ovest e la definizione dei suoi affacci. 3 WTC è dotato di 1.000 mq di superfici all’aperto che si suddividono in tre terrazzi verdi collocati a differenti altezze a servizio degli uffici: il più grande, di circa 510 mq, al 17° piano e due più piccoli al 60° e al 76° piano, che si vanta di essere il più alto di tutta Manhattan in un edificio destinato al terziario.

La lobby è punto di ingresso e distribuzione verso tutte le funzioni del grattacielo, raggiungibili, oltre che dalle necessarie scale di servizio, attraverso cinque gruppi di ascensori (che consentono l’accesso agli uffici), quattro montacarichi (che servono sia l’area retail che gli uffici) e due montacarichi (che, insieme a due ascensori e quattro scale, sono a disposizione specifica dei negozi).

Attento agli aspetti legati alla sua sostenibilità complessiva (è certificato LEED Gold), 3 WTC nasce esponendo parte della sua struttura portante, che diventa importante elemento di definizione della sua architettura. Il grattacielo è sorretto da un nucleo centrale in cemento armato, dove alloggiano gli spazi di servizio e di collegamento verticale, e trasferisce sull’esterno un esoscheletro che, composto da enormi elementi metallici a K, lascia il suo interno quasi completamente libero da vincoli, e quindi flessibile per i molti possibili utilizzi dei suoi spazi.

La definizione dei fronti del 3 WTC segue, come anche le torri confinanti sebbene mai esplicitamente richiesto o imposto, le linee guida a suo tempo fissate dal masterplan di Daniel Libeskind. I volumi interni sono contenuti da un involucro completamente vetrato, trasparente e riflettente, che si stende in modo continuo tra podio e torre. Le facciate sono tutte ritmate da un curtain wall modulare che da una scansione di 3 metri nella base passa agli 1,5 metri nella torre. Il rivestimento è composto da un totale di 10.000 pannelli realizzati e forniti da Permasteelisa Group.

A distanza di quasi vent’anni dall’attentato, si porta così a compimento un’altra parte di un masterplan che attende ancora il completamento degli ultimi due edifici previsti, oggi in cantiere: gli 88 piani del Two World Trade Center, ridisegnato da BIG che è intervenuto su un progetto di Foster & Partners, e i 61 piani del Four World Trade Center di Maki and Associates.

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