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Cosa significa progettare con il Feng Shui?

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Luigi Bertazzoni, architetto e docente di progettazione ambientale presso il Politecnico di Milano, ha sviluppato un percorso personale di applicazione delle teorie Feng Shui alla progettazione architettonica e ambientale in diversi contesti e in diverse scale di intervento. Per i suoi lavori ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali ed è autore del volume “Feng Shui per progettisti”: un “viaggio” che partendo dalle origini della tradizione artistica orientale presenta elementi teorici e strumenti operativi per giungere a esempi di opere realizzate e ad applicazioni progettuali. Luigi Bertazzoni sarà protagonista, insieme a Carlo Amedeo Reyneri, del convegnoProgettare con il Feng Shui”, in programma il 3 ottobre alle ore 15.00 al Made expo di Milano. (Per informazioni e iscrizioni clicca qui). Questo incontro fa parte della serie di eventi e workshop organizzati da Wolters Kluwer Italia e Nemeton Network all’interno dello spazio Growing City (clicca qui per il programma completo). Ecco come Luigi Bertazzoni ha raccontato alla redazione la sua idea del rapporto tra Feng Shui e progetto.

Feng Shui e progettazione, un approccio trasversale all’architettura e al paesaggio

di Luigi Bertazzoni

L’approccio Feng Shui è generalmente applicato, soprattutto nel mondo occidentale, a temi progettuali legati all’architettura d’interni. Tale attitudine ha, spesso, creato confusione tra un sistema di interpretazione dell’ambiente fisico e specifiche tipologie progettuali.

In realtà, l’approccio Feng Shui è uno strumento estremamente flessibile e, soprattutto, applicabile alle diverse scale di progetto, consentendo al progettista di approfondire e controllare svariati aspetti connessi all’ambiente che comunemente non vengono presi in considerazione. In particolare, negli interventi legati alla scala territoriale, un simile approccio costituisce un sistema di riferimenti trasversale rispetto ai materiali dell’architettura. Laddove il progettista è chiamato ad operare non solamente nel mondo minerale, ma anche in quello organico, la possibilità di controllare il progetto attraverso strumenti sensibili ad entrambi gli ambiti consente l’abbattimento di confini attualmente ancora rimarchevoli.

Architettura e paesaggio, infatti, sono comunemente intese quali settori separati ed afferibili a figure professionali differenti, nonostante la teoria della progettazione sia orientata verso un approccio comune alle due discipline. Ciò che l’approccio Feng Shui restituisce è una lettura di sistemi di relazione con il contesto e nel contesto, una simulazione “sottile” della realtà nella quale il progetto opera modificazioni tali da cambiare l’equilibrio delle forze. Il progetto, inteso quale costituzione di un nuovo paesaggio, è un concetto che appartiene sempre più agli esempi contemporanei dell’avanguardia architettonica, così come l’attenzione alle tematiche ambientali e alle questioni relative alla sostenibilità.

All’interno di un tale quadro storico-disciplinare, l’utilizzo di un sistema di strumenti estremamente sensibile e trasversale come quello Feng Shui apre nuovi orizzonti nell’ambito della progettazione paesaggistica. Strumenti di valutazione qualitativa oltre che quantitativa, applicabile sia ai materiali costruttivi che alla vegetazione o alle attività umane, permette di operare univocamente su contesti e programmi notevolmente complessi.

Il raggiungimento di uno stato di equilibrio dinamico è lo scopo ultimo dell’approccio Feng Shui al progetto ed è la filosofia d’intervento che governa le scelte insite nel processo pianificatorio. Un tale assunto non offusca le competenze artistiche e la sensibilità personale che vengono attivate dal progettista durante il processo di concepimento dell’idea, semmai fornisce la possibilità di percepire il tema mediante punti di vista multipli che consentono di arricchire le risposte progettuali.

La scelta iniziale più importante è costituita dalla definizione del campo di intervento. Tale operazione (vedi immagine sotto) non è necessariamente univoca e dettata da un’area di progetto stabilità istituzionalmente ma può dipendere da diverse scale d’indagine. Campi quindi di diversa estensione possono dare interessanti letture territoriali simultanee. Da qui l’individuazione dei baricentri geometrici e la sovrapposizione del Lo Pan correttamente orientato, consentono una prima importante valutazione Feng Shui dell’area di progetto (vedi immagine sotto).

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