Dedalo Minosse 2014: Il Centro di riabilitazione in Mali dello studio Caravatti | Architetto.info

Dedalo Minosse 2014: Il Centro di riabilitazione in Mali dello studio Caravatti

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Il Centro di riabilitazione funzionale Jigiya So, realizzato a nella città di Katì (Repubblica del Mali) su progetto dello studio dell’architetto monzese Emilio Caravatti, si è aggiudicato, insieme alla Fondazione Amici di Francesco Pianzola, il Premio speciale Stanislao Nievo all’edizione 2014 del Premio Dedalo Minosse alla committenza dell’architettura. Dedicato allo scrittore e giornalista presidente della giuria dalla prima edizione del Premio, fa parte dei riconoscimenti speciali conferiti per i particolari caratteri delle opere, tra cui i valori etici e sociali veicolati dai progetti, la loro sostenibilità economica e sociale, l’uso sostenibile di territorio e risorse e la valorizzazione delle tradizioni locali.

 

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In un panorama di risorse che negli anni è andato sempre assottigliandosi, guardando ad esempio ai flussi finanziari (sotto forma di capitali ma anche di beni e servizi) che i paesi “industrializzati” destinano all’Aiuto pubblico allo Sviluppo per i paesi del Sud del mondo, puntuali e capillari forme di cooperazione continuano tuttavia a essere ancora realizzate, in ambiti diversi e forme diversificate.

E, in quello dell’architettura, una parte di queste sono state portate a compimento dallo studio Caravatti (che comprende, oltre a Emilio, Matteo Caravatti, Chiara Gugliotta, Elena Verri e Mattia Calore), da più di quindici anni particolarmente attivo nell’Africa sub-sahariana e nella Repubblica del Mali nello specifico, dove portano la firma dello studio molti progetti di pubblico servizio. Solo per citarne alcuni, nella sola regione di Katì, città una manciata di chilometri a nord della capitale Bamako, sono stati realizzati dallo studio a partire dal 2006-2007 la scuola comunitaria a Djinindjebougou, un dispensario medico a N’Golofala’ e le case per tre maestri a N’Tyeani. Tutti hanno visto la collaborazione dei volontari dell’associazione onlus Africabougou.

 

Il progetto

Il Centro di riabilitazione psicomotoria prosegue quindi la presenza di Caravatti a Katì. Il progetto è stato avviato nel 2005 per essere completato nel 2013 e ospita oggi una delle molteplici attività svolte dell’associazione senza fini di lucro Jigiya So che, operativa dal 2005-2007, difende protegge e dà assistenza agli indigenti maliani.

 

 

 

Come per quasi tutte le realizzazioni frutto di progetti di cooperazione, non sono le tecniche avanzate o l’iconicità delle architetture a rendere significative le costruzioni, ma le finalità che le guidano e i processi che portano ad opere spesso realizzate in condizioni di ristrettezze di budget e difficoltà burocratiche, di difficoltoso reperimento di manodopera in qualche modo qualificata e materiali.

Il Centro, 2.400 mq dalle volumetrie semplici ma eleganti che si elevano colorate nelle stesse tonalità del terreno circostante, sorge all’interno di un quartiere in espansione di Katì, raccolto attorno a un cortile porticato su cui si affacciano le diverse funzioni della struttura, dall’accoglienza alle terapie. Un unico tetto impostato su semplici travi reticolari bidimensionali metalliche copre interni raffrescati da aperture verticali alte e strette che danno luce ai locali, consentono il ricambio dell’aria e al contempo riparano dal forte calore del sole. L’acqua indispensabile alle funzioni dell’edificio è raccolta sulle falde della copertura e convogliata nella torre posizionata all’ingresso.

Pochi e semplici, e tutti di provenienza locale, i materiali utilizzati, con i muri realizzati in blocchi essiccati al sole e i metalli della struttura portante del tetto e del portico, sorretto invece da sottili pilastri in ferro dipinti di rosso.

 

 

 

Il Centro di riabilitazione funzionale Jigiya So è stato anche riconosciuto dall’edizione 2014 del Premio Architettura costruita Lac Brescia/Inarsind, insieme al Giardino della Pace di Sotto il Monte Giovanni XXIII di Pbeb architetti e la Nuova sede sociale del Consorzio gestione associata laghi Iseo, Endine e Moro di Poli Masterplanstudio + Fusini.

 

 

 

 

 

 

 

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