Dove lavorano gli architetti? Gli uffici di MVRDV a Rotterdam | Architetto.info

Dove lavorano gli architetti? Gli uffici di MVRDV a Rotterdam

Da poco operativa nel rinnovato Het Industriegebouw, la nuova e colorata sede di MVRDV occupa 2.400 mq su due livelli all’interno di un rinnovato fabbricato modulare eretto nel 1952

© Ossip van Duivenbode
© Ossip van Duivenbode
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Quanto si può dire di un architetto entrando nel suo studio? Sicuramente molto. Più utile di un biglietto da visita, il luogo di lavoro progettato per sé, piccolo o grande, è un importante testimone della sensibilità e dell’approccio, della socialità e della gestione dei rapporti personali.
Da poco operativi, i nuovi uffici degli olandesi MVRDV si trovano a Rotterdam, dove lo studio è stato fondato nel 1993 da Winy Maas, Jacob van Rijs e Nathalie de Vries, all’interno del rinnovato Het Industriegebouw, un ex edificio municipale tra la stazione di Oostplein e il Markthal (completato su progetto degli stessi MVRDV nel 2014) divenuto oggi un prestigioso complesso pluripiano multifunzionale.

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Testimone della ricostruzione postbellica cittadina eretto nel 1952 e oggi parte dei monumenti nazionali tutelati, l’Het Industriegebouw è un progetto di Hugh Maaskant e Willem van Tijen che si compone di due componenti distinte. Da una parte, un grande edificio con pianta a U di sei livelli fuori terra, con fronti di mattoni a vista e ampie e regolari aperture finestrate intervallate da colonne di balconi, si affaccia su Goudsesingel ed è stato trasformato in un moderno e centrale coworking che affitta i suoi 20.000 mq a creativi, start up e negozi di alta gamma. Dall’altra, la MVRDV House, i nuovi uffici di MVRDV che occupano per intero il fabbricato industriale modulare a due piani fuori terra che, rivolto verso un’area verde, si inserisce all’interno del lotto.

Colorato, funzionale ed essenziale, il progetto realizzato non tradisce il carattere del luogo e crea le postazioni di lavoro e gli spazi accessori per 150 persone dentro un’estesa superficie, 2.400 mq su due livelli. Tema guida: la creazione di un luogo che fosse “casa” per i tre soci, che, a capo del gruppo di progettazione, hanno ritagliato per sé spazi quasi nascosti al piano terra, e i loro dipendenti e collaboratori ed esaltasse concetti come familiarità, apertura (tutto l’interno è completamente visibile) e un concetto di “comunità” che dai bagni “no gender” si allarga anche all’esterno, al restante Het Industriegebouw.

Mantenendo l’aspetto esterno originario, l’interno della MVRDV House è organizzata lungo un corridoio longitudinale centrale che divide due settori in cui il colore, segno distintivo dell’approccio progettuale dello studio, individua le diverse aree funzionali. L’area progettazione, in cui tavoli attrezzati realizzati su misura raggruppano da 6 a 12 persone, occupa un ampio e riparato open space a doppia altezza dominato dal bianco e inondato dalla luce naturale proveniente dai lucernari a soffitto e dalle finestre rivolte verso l’interno del lotto, isolato da un divisorio trasparente di vetro strutturale.

In posizione opposta, due livelli di spazi comuni, sale riunioni e aree relax multifunzionali affacciate su strada sono contraddistinti dal colore che dalle pareti si estende agli arredi e divisori vetrati utilizzati anche come lavagne per schizzi e appunti: blu scuro per l’ampia sala delle riunioni più formali, bianco per la sala da disegno, rosso per una piccola e privata lounge a piano terra, marrone per la biblioteca o verde scuro per la sala giochi con il tavolo da ping pong.

Nel mezzo, un corridoio centrale che rafforza la funzione connettiva e diventa il cuore della nuova “casa” con il tavolo di 30 metri attorno a cui lo studio si raccoglie per mangiare, una grande tribuna di legno che, oltre a dare accesso al ballatoio di distribuzione del primo livello, è utilizzata per il relax e per le proiezioni grazie allo schermo mobile a soffitto e il grande lampadario vegetale che segnala la posizione dell’area accoglienza dello studio in corrispondenza dell’ingresso.

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