Dove lavorano gli architetti? Gli uffici di Nikken Space Design a Osaka | Architetto.info

Dove lavorano gli architetti? Gli uffici di Nikken Space Design a Osaka

500 mq per uno staff di 30 persone, è suddiviso in aree funzionali open space, con arredi realizzati su disegno. Le postazioni di lavoro, ispirate ai sushi roll, sono in PET riciclato

© Nacasa & Partners
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Nikken Space Design (NSD) è una storica società di progettazione giapponese. Nata nel 1953 all’interno di Nikken Sekkei come dipartimento dedicato alla progettazione di interni, se ne stacca nel 1994 diventando un’entità autonoma, anche se rimane parte di quello che nel frattempo stava diventando l’imponente Nikken Sekkei Group che, sebbene relativamente lontano dalle luci della ribalta mediatica, è oggi una delle più importanti società di architettura e ingegneria a livello mondiale. Da molto tempo si contende infatti con le statunitensi Aecom e Gensler il podio del ranking annuale con cui la rivista inglese Building Design classifica le più grandi società del settore architettura e costruzioni del globo: nel 2016 risultava impegnare complessivamente 1.700 architetti per un fatturato compreso tra i 400 e 499 milioni di dollari, realizzato ideando piani urbani in tutte le parti del mondo e progettando e cantierizzando edifici delle tipologie più diverse (tra cui il rinnovo del Camp Nou di Barcellona).

Come società a se stante, Nikken Space Design ha sedi a Tokyo, Osaka (la seconda città del Giappone), Nagoya e, fuori dai confini nipponici, Shanghai e impiega una sessantina di progettisti impegnati nello sviluppo di interventi in diversi ambiti, sia all’interno del gruppo che al servizio di richieste provenienti dall’esterno.

Nel 2014 la sede di Osaka ha traslocato in nuovi spazi all’undicesimo piano di un grattacielo, progettati in-house per organizzare al meglio le postazioni di lavoro e gli spazi comuni e di servizio per 30 dipendenti e collaboratori tra architetti, renderisti e operatori CAD che vi lavorano stabilmente. L’area occupata si estende per quasi 500 mq. Gli obiettivi iniziali del progetto sono quelli che tutti i luoghi di lavoro dovrebbero perseguire: la realizzazione di spazi che favoriscano la produttività e la creatività, impostati, nel caso specifico, su un’organizzazione del lavoro orizzontale, in cui è necessario gestire le esigenze piccoli gruppi di lavoro di massimo cinque persone impegnati contemporaneamente su progetti diversi.

Il risultato è uno spazio aperto dai caratteri diversi, che si compone di aree funzionali ben distinte ed è accessibile da tre ingressi, due principali e uno secondario. La superficie maggiore, che gode di tre affacci sull’esterno ed è illuminata di abbondante luce naturale, è destinata alla creazione. Le postazioni di lavoro sono organizzate in isole in un ambiente dalla pavimentazione in battuto di cemento industriale e impianti a vista su un soffitto grezzo su cui si disegna la maglia dell’impianto di illuminazione. In quest’area particolare attenzione è stata dedicata agli arredi, che sono uno degli elementi principali del progetto: le postazioni di lavoro sono tutte realizzate su disegno in polietilene tereftalato recuperato dal riciclo di bottiglie di plastica, prendendo volutamente spunto dai sushi roll, hanno elementi personalizzabili che consentono ad ognuno possa di dare un’identità al proprio spazio di lavoro e sono mobili. Tavoli rotondi sono distribuiti in mezzo alle postazioni con una doppia funzione: ospitare i consulenti e dare la possibilità di organizzare piccole riunioni di staff che non necessitano di privacy.

Gli spazi più interni sono stati destinati alle attività che necessitano di maggiore “protezione”, oltre che all’accoglienza. Due ampie sale riunioni sono infatti accessibili in modo diretto dall’esterno, separate tra loro da divisori in cartongesso tinteggiato di bianco. Il corridoio che le separa ospita anche la reception, che rende il vicino accesso il principale di tutto l’ufficio. In quest’area i caratteri grezzi e industriali che identificano le altre parti dell’ufficio sono celati da controsoffitti in cartongesso e pavimentazioni in legno.

 

In posizione simmetrica rispetto alle sale riunioni sono a diretto collegamento sia visivo che reale con l’area creativa il secondo ingresso, una piccola cucina con un lungo tavolo, un piccolo laboratorio modelli, parzialmente riparato, e la biblioteca, completamente rivolta alle postazioni di lavoro. Questa area è definita da arredi fissi a gradoni che a seconda della posizione diventano spazi per lo stoccaggio di materiale, mensole per i libri e postazioni per la consultazione. Nascosto alla vista, l’archivio occupa un corridoio interno.

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