Edilizia ospedaliera, al Sant'Anna di Torino rinasce la neonatologia | Architetto.info

Edilizia ospedaliera, al Sant’Anna di Torino rinasce la neonatologia

'Spazi Neonati' è il progetto vincitore del workshop, che mira ad una reinterpretazione degli spazi ospedalieri per dare maggiore voce alle esigenze di bimbi e genitori.

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L’edilizia ospedaliera, finalizzata alla progettazione e manutenzione di strutture sanitarie, è forse tra le più complesse e delicate. La concezione degli spazi destinati ad ospitare i pazienti in cura e le loro famiglie non può, infatti, prescindere da un’attenzione particolare nei riguardi degli utenti che si trovano a vivere una fase difficile delle loro vite, sia fisicamente sia emotivamente. Questo il principio alla base di un mese di lavoro grazie al workshop di architettura che ha coinvolto numerosi professionisti nel ripensare il reparto di Neonatologia Universitaria dell’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino. 

Il workshop, che ha visto vincitori gli architetti ideatori del progetto ‘Spazi Neonati’, è stato promosso da Fondazione per l’architettura / Torino, DEAR – Design Around Onlus, NextAtlas, Fondazione Medicina a Misura di Donna, Associazione Piccoli Passi Onlus e Reparto di Neonatologia Universitaria Ospedale Sant’Anna di Torino.

Edilizia ospedaliera: quando l’architettura incontra il benessere psicologico

Sono tanti, e tutti di pari rilevanza, i fattori di cui bisogna tener conto nell’ambito dell’ideazione e realizzazione di una struttura ospedaliera o sanitaria in generale, dai parametri termoigrometrici ai fattori emotivi, dal comfort acustico all’illuminazione, dall’arredo ai colori. Come accade per ogni grande progetto, ma in particolare per il settore sanitario, un’accurata analisi di queste specifiche esigenze è fondamentale nel voler restituire opere di qualità che possano ricoprire un ruolo chiave nella gestione delle terapie e del percorso di guarigione. Ecco perché, come spiegato qui, la relazione tecnica di un progetto di edilizia ospedaliera appare molto articolata e ricca di contenuti.

Nella progettazione sanitaria architettura e benessere psicofisico rappresentano due facce della stessa medaglia, per avvolgere in un caldo abbraccio i pazienti bisognosi non solo di cure farmaceutiche ma di un clima di serenità e umanità, generato, oltre che da personale qualificato, da ambienti interni confortevoli e accoglienti.

Infatti, le indicazioni per lo sviluppo delle idee nell’ambito del workshop per la neonatologia e in particolare per la terapia intensiva neonatale del Sant’Anna di Torino, che sono state fornite da NextAtlas – società che opera nella ricerca e nello studio di trend di mercato – hanno riguardato i seguenti principi basilari, validi non solo nel caso specifico, ma estensibili alla progettazione sanitaria in generale:

  • Co-living: la progettazione interna delle strutture ospedaliere deve tener conto della coabitazione con medici e infermieri, altri pazienti e relative famiglie, spesso per periodi molto lunghi, soprattutto nei casi di nascite premature;
  • Soft Digital: per ospedali più moderni ed efficienti, il rapporto uomo-tecnologia è essenziale;
  • Convenient Mindfulness: non solo condivisione, ma anche desiderio di sfogarsi, o semplicemente vivere momenti di silenzio, ai quali l’interior design deve offrire delle adeguate soluzioni;
  • Transitional Furniture e Design Therapy: arredi e oggetti rassicuranti, flessibili e dalle forme semplici e pulite, in nuances ben studiate.

Il workshop per il reparto di Neonatologia del Sant’Anna di Torino: ‘Spazi neonati’ è il vincitore

Rivisitare i requisiti essenziali di un progetto di edilizia sanitaria e renderli parte integrante di un vero e proprio processo creativo: i partecipanti al workshop per il reparto di Neonatologia del Sant’Anna di Torino hanno sviluppato idee innovative che trasformano il concetto classico di reparto come luogo asettico privo di personalità e calore.

Nelle proposte dei 24 architetti (laureati e studenti di architettura), suddivisi in 4 gruppi di lavoro, funzionalità, esigenze logistiche ed efficienza si sposano con concept accattivanti, frutto di intense ricerche sulle emozioni e sui disagi dei piccoli pazienti nati prematuri, per ascoltare e prendere coscienza delle loro fragilità.

Se, infatti, l’intero ramo dell’edilizia ospedaliera presenta già le sue particolari dinamiche, quello che riguarda in modo specifico i reparti di neonatologia ne presenta certamente molte di più. Diverse le criticità da superare, le necessità da rispettare, gli elementi da trasformare in un’ottica di maggiore accoglienza e vicinanza ai neonati e ai loro genitori.

I quattro gruppi sono stati supportati da tutor d’eccellenza: due studi di architettura torinesi che vantano una ricca esperienza in interior design, UNDUO e CIVICO13 Architetti Associati.

UNDUO, guidato da Angelo Tomasello, Paolo Delponte e Andrea Zanero, è un laboratorio di architettura che dà vita a progetti creativi e dalla forte identità, che sfociano in arredi personalizzati e unici.

Civico13 Architetti Associati, fondato nel 2002, opera, oltre che nel residenziale e nel commerciale, soprattutto nel sociale: i valori e le relazioni sociali costituiscono dei punti essenziali all’interno delle loro proposte.

‘TIN Ti narro – Ti nutro’, ‘Emotion’, ‘Tìn’ e ‘Spazi Neonati’ sono i nomi delle quattro idee progettuali elaborate nell’ambito del workshop. Nomi forti, evocativi, che fanno presagire gli obiettivi alla base dei concept presentati.

In ‘TIN  Ti narro – Ti nutro’, del team composto da Simona Covello, Ivonne Escarleth Estrada Leva, Stefania Maria Eusebietti, Gianmarco Mottura, Barbara Pietrantoni Penna, Francesco Zannier, nutrizione e narrazione sono i due pilastri portanti. Nutrire un neonato non significa solo offrirgli materialmente del cibo, ma nutrire il suo spirito e la sua salute, tessendo un rapporto di reciproco amore e armonia. Gli spazi del reparto di neonatologia di Torino vengono reinterpretati in funzione di queste due attività, nutrire e narrare, attraverso l’utilizzo di infografiche e di luci, l’intervento diretto su controsoffitti e rivestimenti, l’inserimento di pareti divisorie mobili e arredi componibili, più flessibili e funzionali alle esigenze della famiglia.

‘Emotion’, idea proposta da Sabrina Anselmo, Mariagrazia Cantanna, Arianna Comotto, Valeria Gadaleta, Fabrizio Pellegrino, Giulia Volontè, indaga sull’intimo dialogo esistente tra neonato e genitore, associandovi il colore azzurro delle pareti – come dettato dagli studi già condotti sull’edilizia ospedaliera – e sugli spazi di condivisione, contraddistinti dal colore arancione, che ispira allegria e positività. L’azzurro è invece sinonimo di calma e meditazione, ricerca di sé stessi. Alternanza di luci calde e fredde, immagini e proiezioni accompagnano i movimenti dei genitori all’interno del reparto, dotato inoltre di uno spazio specifico per l’interazione tra i medici e le famiglie.

Paola Ferraris, Pietro Galizia, Marina Macera, Cosimo Razeto, Giuseppe Tarasco, Elena Ursone, propongono invece “Tìn”, un progetto che ripensa la Terapia Intensiva Neonatale del Sant’Anna attraverso immagini a muro e a pavimento che decorano lo spazio e al contempo aiutano i genitori ad orientarsi tra i diversi ambienti, arricchiti da arredi, sedute e tavoli per ogni esigenza. L’area genitori e la biblioteca sono inoltre rese comunicanti dalla presenza di vetrate.

Il quarto gruppo, composto da Silvia Battistini, Gianni Cagnazzo, Anali Cantoral Ripas, Grazia Giulia Cocina, Monica Taverniti, Irene Vignati ha invece proposto, vincendo il workshop torinese, un progetto che parte da un’analisi approfondita del TIN, il reparto di Terapia Intensiva Neonatale, notando come il buio evochi l’utero materno e i macchinari rappresentino l’artificialità, necessaria per tenere in vita i neonati. In ‘Spazi Neonati’ l’immagine di un bozzolo sospeso esprime le emozioni e le tensioni dei genitori e dei bimbi. Nel progetto l’area genitori viene spostata in posizione centrale, e diverse funzioni vengono accorpate tra di loro attraverso l’eliminazione di alcune pareti: relax, dialogo con i medici e con gli altri genitori, tiralatte, condivisione. Tuttavia, grazie alla presenza di pareti mobili e arredi versatili, è possibile, a seconda delle esigenze, ripristinare l’adeguato livello di privacy, fondamentale in alcune situazioni più delicate.

La giuria composta da Roberto Albano (Fondazione per l’architettura / Torino), Enrico Bertino (Reparto di Neonatologia Universitaria Ospedale Sant’Anna di Torino), Anita Donna Bianco (DEAR – Design Around Onlus), Sabra Miroglio (architetto) e Catterina Seia (Fondazione Medicina a Misura di Donna) si è così espressa in merito al progetto vincitore:

“Il gruppo ha sviluppato una perfetta analisi rispetto alle esigenze in quanto emerge un profondo ascolto, una buona filosofia di progetto e un’ottima metodologia di approccio. Appare la soluzione in grado di fornire i migliori spunti e la migliore definizione di concept complessivo, presupposti per un successivo sviluppo progettuale che tenga conto delle esigenze e dei vincoli imposti.”

 

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