Edilizia sanitaria col Feng Shui: il caso dell'Ospedale di Siena | Architetto.info

Edilizia sanitaria col Feng Shui: il caso dell’Ospedale di Siena

La progettazione Feng Shui, con la sua ricerca dell'armonia con l’ambiente e con l’uomo, può bene adattarsi alle esigenze dell'edilizia sanitaria. Come è successo nel Dipartimento di Emergenza e Urgenza dell’ospedale di Siena

Vista di progetto dello spazio tra il vecchio edificio e il nuovo
Vista di progetto dello spazio tra il vecchio edificio e il nuovo
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I principi di progettazione del Feng Shui sono stati applicati a un caso di edilizia sanitaria come il Dipartimento di Emergenza e Urgenza dell’ospedale di Siena, soprattutto nella distribuzione spaziale, nell’ideazione delle volumetrie molto compatte e nella ricerca relativa a materiali/colori. L’attuazione di alcuni principi di bioclimatica e la presenza di alcune terrazze verdi hanno consentito, accanto alle scelte Feng Shui, la realizzazione di un organismo unitario e ben integrato nel contesto territoriale.

Nell’ambito del progetto di qualificazione del Policlinico, tale intervento si pone quale elemento simbolico in stretta relazione con il contesto, sia esso ambientale, architettonico o funzionale. I riferimenti culturali spaziano dall’architettura bioclimatica, alla bioedilizia, alla ecosostenibilità, all’architettura contestuale e ambientale, al paesaggismo e alla filosofia “user friendly”, fino ad arrivare all’architettura olistica degli interventi più avanzati di eco-bio-architettura e Feng Shui.

Prendono da qui avvio alcune scelte progettuali quali la scomposizione della facciata del basamento (che accentua la stretta relazione tra il progetto, il suolo e l’orografia del luogo), la compattezza dei volumi, l’organizzazione degli spazi secondo i principi di equilibrio dinamico del Feng Shui.

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Sovrapposizione della bussola Lo Pan

La nuova struttura è costituita da sei livelli di cui uno seminterrato; è tuttavia prevista la possibile sopraelevazione di un ulteriore piano da destinare ad area ambulatoriale o di servizi generali.
I primi due livelli, di superficie maggiore rispetto ai soprastanti, si inseriscono parzialmente nel terreno e, integrandosi con l’andamento orografico dello stesso, costituiscono un basamento che lega l’edificio al suolo.

Tale conformazione consente di minimizzare l’impatto visivo del volume e di realizzare un disegno dell’area esterna che completa l’andamento a terrazze del pendio su cui essa insiste. Tale basamento è, poi, effettivamente raccordato al terreno circostante tramite due rampe laterali che consentono l’accesso alla camera calda, posta a una quota maggiore rispetto al piano di campagna. Da questa quota si eleva l’edificio vero e proprio, caratterizzato da una maggiore dimensione orizzontale rispetto a quella verticale, così da relazionare in modo proporzionato il rapporto tra il volume nuovo e quello esistente. Parte della copertura del piano terrazza è qui sfruttata per realizzare il parcheggio a servizio del pronto soccorso, compreso quello delle ambulanze.

Fig 115-2

Vista di progetto da est

I due piani soprastanti sono parzialmente ridotti, in modo da realizzare un set back a est e nord, consentendo la creazione di due giardini pensili, e sono caratterizzati da ampie finestrature verso valle, da cui “si affacciano” le funzioni che maggiormente necessitano di luce naturale e di una vista migliore. Ogni terrazza diventa, quindi, l’occasione per la modellazione del suolo, una possibilità per creare giardini che “portano” sul costruito i segni del territorio circostante.

Rispetto alle architetture circostanti, il progetto ricerca relazioni dal punto di vista materico: l’utilizzo del cotto e dell’intonaco (energia Terra), già molto presente nell’architettura senese, consente di raggiungere un livello di “contestualizzazione architettonica” notevole, pur non rinunciando a una versione più attuale di metodologie costruttive radicate nel territorio, dal punto di vista estetico e formale.

La collocazione geografica e ambientale ha orientato le scelte progettuali nel rapporto tra interno ed esterno, per cui ogni apertura è stata studiata per l’ottenimento del massimo comfort sia estetico-visivo sia di corretto equilibrio tra irraggiamento solare interno (mediato da più dispositivi schermanti) e quantità di luce naturale acquisita, fondamentale per il raggiungimento della “salute psicofisica” degli utenti. “ECO DEU” è il motto che ha ispirato la progettazione, volto alla realizzazione di un organismo architettonico perfettamente integrato e “simbolico” nella sua accezione fondativa. ECO DEU mette il malato al centro, ridonando un ambiente in grado di “curare” e di “curarsi”.

Gli spazi esterni diventano “stanze all’aperto” nelle quali è possibile sostare nei momenti di attesa e godere della vista e delle attrezzature connotanti tali spazi. Tutte le zone di attesa instaurano un rapporto visivo con l’esterno, diminuendo il disagio psichico connaturato a questi spazi.

Di fondamentale importanza è, poi, l’elemento luminoso, l’apertura che entra a far parte del meccanismo architettonico in modi differenti, ma tutti chiaramente leggibili: a partire dalla risoluzione dell’esterno, fino alla perfetta armonia tra luce diretta e luce riflessa realizzata all’interno. Gli elementi esterni si aprono in localizzazioni strategiche e la luce da essi filtrata consente così di “far leggere”, contemporaneamente, la struttura interna e il contesto naturale circostante.

Fig 115-4

Vista particolare della facciata sud

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