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Edilizia sanitaria: i tre punti necessari per impostare un progetto

La progettazione di un edificio ospedaliero deve essere integrata da tutta una serie di valutazioni anche di ordine gestionale (studio di fattibilità)

edilizia sanitaria
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La progettazione ospedaliera è uno dei settori dell’edilizia che negli anni ha mostrato maggiore necessità di modifiche. La realizzazione o la ristrutturazione di un ospedale nasce all’interno di una programmazione sanitaria che richiede valutazioni anche sotto il profilo economico.

Il D.M. 29 agosto 1989, n. 321, stabilisce che, limitatamente alle maggiori opere, la progettazione va preceduta da studi di fattibilità finalizzati ad individuare soluzioni ottimali ai bisogni da soddisfare e a mettere la pubblica amministrazione committente nella condizione di definire i riferimenti e i vincoli ai quali debbono uniformarsi le proposte progettuali. Lo studio di fattibilità oltre ad indirizzare la progettazione, dovrà essere uno strumento idoneo a prefigurare un ampio ventaglio di possibilità gestionali per il futuro.

Si rendono quindi necessarie competenze pluridisciplinari per la redazione di un programma di impostazione, redatto da un gruppo di esperti costituito da almeno un ingegnere o architetto, da un medico competente in igiene e tecnica ospedaliera e da un esperto di problemi di amministrazione che dovranno redigere un progetto, approvato dai competenti organi regionali ai fini del rilascio dell’autorizzazione correlato da:

a) una relazione tecnico-sanitaria che deve indicare:
‒ il rapporto della struttura ospedaliera con le previsioni e le indicazioni del piano sanitario regionale;

‒ i criteri urbanistici per i quali è stata definita l’area con le sue caratteristiche a la rispondenza alle indicazioni del piano regolatore vigente;

‒ l’utilizzazione dell’area e la sua sistemazione in relazione all’orientamento, alla morfologia del terreno e alla vegetazione esistente;

‒ le caratteristiche ambientali locali quali temperatura, umidità relativa, ventosità, soleggiamento ecc.;

‒ i criteri igienico-sanitari e funzionali che hanno portato alla redazione del progetto, con particolare riferimento al sistema dei percorsi orizzontali e verticali;

‒ i criteri distributivi dei servizi diagnostici, terapeutici, generali e dei locali di degenza completa e diurna rispetto all’aggregazione dei corpi di fabbrica;

‒ le caratteristiche strutturali dei corpi di fabbrica e le proprietà dei materiali impiegati;

‒ la capacità ricettiva complessiva e delle singole unità di degenza in relazione alle specialità che si intendono attivare;

‒ i sistemi previsti per l’approvvigionamento idrico, lo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi, la ventilazione, il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, e tutti gli impianti tecnologici da prevedere;

‒ la descrizione delle apparecchiature sanitarie previste.

b) Un progetto che deve presentare tutti gli elaborati grafici a scala adeguata che rappresentino tutti i punti della relazione tecnico-sanitaria.

c) Un piano finanziario che deve individuare:
‒ la previsione di costo dell’opera suddiviso in acquisizione e sistemazione dell’area, opere edilizie, impianti tecnici, attrezzature, arredamenti, spese generali;

‒ la previsione dei mezzi finanziari per far fronte al costo complessivo dell’opera, nonché le modalità di acquisizione degli stessi.

‒ il programma delle fasi e dei tempi di attuazione;

‒ l’analisi dei costi di gestione e dei benefici ricavati.

A seguito dell’approvazione del programma d’impostazione, dovrà essere presentato ai competenti organi regionali per l’approvazione tecnica, prima un progetto di massima, poi un progetto esecutivo correlato di tutti gli elaborati tecnici necessari per la sua completa realizzazione.

Lo studio di fattibilità si pone come adempimento distinto dalla progettazione delle opere. L’onere della progettazione, secondo le tariffe professionali, è ricompreso nel costo delle opere stesse e cioè all’interno dei mutui di cui all’art. 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67. Lo studio di fattibilità, invece, va computato a parte e, dato il carattere propedeutico alla progettazione, ad esso si fa fronte con le ordinarie risorse del fondo sanitario nazionale.

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