El Bulli Lab: il laboratorio di ricerca sul cibo in un'ex fabbrica tessile | Architetto.info

El Bulli Lab: il laboratorio di ricerca sul cibo in un’ex fabbrica tessile

Fondato dallo chef spagnolo Ferran Adrià, il laboratorio di ricerca alimentare El Bulli Lab ha rinnovato i propri locali, situati all’interno di un ex spazio industriale. Il progetto è del designer Francesc Rifé

© David Zarzoso
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Il laboratorio di innovazione alimentare El Bulli Lab, fondato nel 2014 dal rinomato chef spagnolo Ferran Adrià all’interno di una ex fabbrica tessile di Barcellona, ha recentemente rinnovato i propri uffici e spazi di lavoro con un progetto di interior design curato dallo studio locale Francesc Rifé, specializzato in arredamento d’interni e design industriale. Inizialmente grezzo e appena suddiviso da assi di legno e pareti bianche temporanee, lo spazio della vecchia fabbrica è stato riorganizzato dal designer spagnolo utilizzando pannelli in policarbonato che filtrano la luce con la loro trasparenza, senza alterare l’atmosfera vitale di uno spazio in cui lavorano 70 tra giovani e professionisti alle prese con mappe, grafici, lessici e diagrammi informatici che si addentrano nella scienza del cibo.

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Lo spazio industriale di El Bulli Lab, riorganizzato con pannelli in policarbonato © David Zarzoso

Lo chef Ferran Adrià infatti, dopo aver chiuso nel 2012 le cucine del ristorante stellato El Bulli, situato a Roses (Girona), si dedica oggi a qualcosa di diverso, sempre inerente al cibo e alla sperimentazione ma non più per somministrazione. Considerato uno degli chef più creativi del mondo, Adrià è un seguace della gastronomia molecolare (anche se lui preferisce parlare di cucina d’avanguardia); scompone i piatti nei loro singoli elementi e li riassembla secondo nuovi schemi che affondano le radici nello studio scientifico della trasformazione dei cibi. La sua esperienza, unita ad una grande vena artistica, lo ha portato ad approfondire ancora di più questa disciplina attraverso una società, El Bulli Foundation, e un laboratorio creativo, El Bulli Lab, ove sta lavorando al progetto Bullipedia, una sorta di Wikipedia per l’alta cucina. L’idea è quella di risalire alle origini e alla storia di ogni alimento per svelare i segreti del sapore e il potenziale del cibo.

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La ricerca di El Bulli Lab si addentra nEla scienza del cibo e della gastronomia molecolare © David Zarzoso

Con il progetto di restyling, il designer Francesc Rifé ha mantenuto il carattere industriale dell’edificio e ha creato uno spazio che riflette la natura del progetto Bullipedia. Nella zona d’ingresso, dietro alla reception, una serie di moduli in policarbonato traslucido fungono da pannelli scorrevoli e definiscono uno spazio flessibile che include sale riunioni e aree espositive.

Questo materiale gioca infatti con la trasparenza e permette alla luce naturale di raggiungere anche gli spazi più centrali del laboratorio-loft. In corrispondenza della copertura a due falde gli impianti e le tubature sono lasciati a vista, mentre un modulo orizzontale attraversa la zona d’ingresso e la sala riunioni con una struttura in metallo e policarbonato che permette l’alloggio di cablaggi e illuminazione, come i due faretti cilindrici che sovrastano il tavolo principale.

Una pavimentazione in cemento lucidato si inserisce perfettamente nell’atmosfera industriale dello spazio e riprende la lunga rampa esterna del parcheggio che conduce poi all’interno dell’edificio.
El Bulli Lab è quindi un’area destinata alla ricerca in cui cuochi, sommelier, biologi, architetti, artisti, ingegneri, filosofi condividono la neo-metodologia che Adrià ha chiamato ‘Sapiens’, con lo slogan “mangia la conoscenza per alimentare la creatività”.

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