Expo 2015, i progetti dei padiglioni Angola | Architetto.info

Expo 2015, i progetti dei padiglioni Angola

Uno spazio espositivo di circa 2.000 metri quadrati che trae ispirazione dall'albero di Baobab, sacro nella cultura del Paese e fonte di nutrimento

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Il più grande padiglione di tutti i paesi africani partecipanti all’Expo è quello dell’Angola, con circa 2.000 metri quadrati di esposizione, disposta su tre piani e con terrazza sul tetto. Costruito con materiali sostenibili e riciclabili, potrà essere rimontato in Angola e utilizzato come spazio ricreativo.

Il progetto è stato sviluppato da Paula Nascimento, delegata al progettazione per la Commissione, e Antonio Gameiro (membro consulente della Commissione), da Atlantic Alliance & Muse Department (Project leader arch. Daniel Toso) e Masterplanstudio Milano (senjor architect arch. Federico Acuto), che ha curato in qualità di Local Partner la stesura dei progetti nelle sue diverse fasi e la Direzione Lavori. 

Il padiglione trae la sua ispirazione architettonica dall’Imbondeiro ovvero l’albero di Baobab, sacro nella cultura del Paese e fonte di nutrimento. L’albero secolare è il punto di partenza dell’esposizione e, realizzato in legno lamellare, accoglie in corrispondenza del tronco, dei rami e dei frutti, immagini di figure femminili ritratte nel ruolo di donne, madri e protagoniste nella preparazione del cibo. 

L’albero di Baobab come esposizione

Una rampa percorre longitudinalmente lo spazio espositivo e permette ai visitatori di seguire le diverse mostre tematiche affacciate sul patio centrale occupato dall’Imbondeiro. La mostra sviluppa il tema di partecipazione dell’Angola “Cibo e Cultura, Educare per Innovare” e conduce i visitatori alla scoperta della ricca tradizione culinaria del Paese e dei progressi del continente africano. Si focalizza sull’evoluzione agricola e sull’allevamento del bestiame, sui processi produttivi e sulle risorse naturali, attraverso le tradizioni culturali delle 18 province del paese.  Educare significa aumentare la consapevolezza degli angolani nei confronti del cibo e del nutrimento, Innovare è invece sinonimo di sostenibilità e buone abitudini per il futuro, attraverso l’integrazione delle nuove tecnologie con le pratiche locali, figlie di antichi saperi e tradizioni.

Lo spazio espositivo ruota attorno all’ Imbondeiro

Una mostra tematica

Coprendo l’intero sviluppo del lotto, lungo e stretto, l’edifico accoglie, altre all’ampia area espositiva itinerante, uno spazio centrale di accoglienza e distribuzione, spazi dedicati a mostre temporanee di pittura scultura e artigianato, aule conferenze, shop e merchandising, un ristorante e un bar, un palcoscenico di intrattenimento per spettacoli e l’angolo della stampa e degli operatori. Incorniciano la composizione giardini con piante autoctone e una terrazza verde panoramica al terzo piano, organizzata come un orto didattico.

Il volume dell’intero padiglione

Pianta del padiglione

Sezione del padiglione

I lavori di costruzione, a cura dell’impresa milanese Mangiavacchi Pedercini, stanno ultimando. Il corpo di fabbrica è realizzato con travi di acciaio, legno lamellare e un sistema di travi reticolari in legno lunghe 30 metri e alte 8,5 metri. L’azienda Wood Beton, del gruppo Nulli, ha fornito l’intero sistema in legno e ha inoltre realizzato il legno lamellare dell’Albero della Vita posizionato davanti al padiglione Italia a Expo 2015.

In alzato la struttura si percepisce come una sovrapposizione di volumi lignei e la facciata esterna è arricchita da una serie di decorazioni, motivi geometrici e figure stilizzate.

Le travi reticolari in legno sostenute dalla struttura in acciaio © Mangiavacchi Pedercini

Prospetto del padiglione

CREDITI DEL PROGETTO

CLIENTE: Interministerial Commission of Angola for Milano Expo 2015
TEAM DI PROGETTO: 
Angola Republic Interministerial Commission: Architecture deputy member: Arch. Paula Assis Nascimento; Architectural Consulting: Arch. António Gameiro
Atlantic Alliance & MUSE Architecture Department (Dir. Arch. Daniel Toso) Masterplanstudio Milano (Dir. Arch. Federico Acuto, coprogettista e direttori lavori)
Electrical and Mechanical Engineering: ETS Engineering and Technical Services s.p.a.
Local Partner: Masterplanstudio s.r.l. Milano
CONSTRUCTION TEAM
General Contractor: Atlantic Alliance Consortium
Construction Company: Mangiavacchi Pedercini Spa; CILE Spa; Nessi Majocchi Spa
Timber Structure: WoodBeton Spa
Precast Concrete Structure: Prefabbricati Camuna Srl

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L’autore


Diletta Bracchini

Nasce e vive a Faenza, si laurea presso il Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum di Bologna nel 2014 e nello stesso anno consegue l’abilitazione alla professione. Giovane architetto, affina la sua passione per l’architettura fin dagli studi collaborando con il Giornale dell’Architettura in qualità di redattrice e autrice con contributi per specifiche occasioni.

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